Saurini: «Tutino fa fatica da prima punta, ha bisogno di campo da attaccare. Il futuro di Corradi dipende dai risultati» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·16 settembre 2026

Saurini: «Tutino fa fatica da prima punta, ha bisogno di campo da attaccare. Il futuro di Corradi dipende dai risultati» – ESCLUSIVA

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Giampaolo Saurini ci ha parlato in esclusiva di Gennaro Tutino e del rendimento della Sampdoria di Bernardo Corradi. Tutte le dichiarazioni dell’ex allenatore della primavera del Napoli

Giampaolo Saurini è stato l’allenatore di Gennaro Tutino e ci ha concesso un’intervista esclusiva sull’attaccante campano e non solo. L’ex tecnico della Primavera del Napoli ha rilasciato delle dichiarazioni anche sulla Sampdoria, Bernardo Corradi e il rendimento dei blucerchiati in generale. Le sue parole:

La Sampdoria sta faticando oltremodo in questo inizio di stagione e si ritrova ultima in classifica. Come si spiega questo rendimento dei blucerchiati?


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«La Serie B si sa che è una categoria sempre molto difficile, quindi magari uno costruisce una squadra importante e poi ci vuole del tempo per poter capire la categoria e per calarsi nel contesto. È evidente che la Sampdoria per storia e per blasone non può assolutamente essere in una posizione simile. Quindi è evidente che qualche problema c’è stato, anche se io ho visto quasi tutte le partite che la compagine ha giocato e in alcune meritava assolutamente qualcosina in più. Però è naturale che ci si aspetta, ed è logico così, una formazione completamente diversa».

Lei ha allenato Gennaro Tutino nella Primavera del Napoli. Pensa che il ritorno alla Sampdoria dopo la deludente esperienza all’Avellino sia stato positivo per lui?

«E’ sicuramente un talento ancora inespresso, è stato frenato da tanti problemi fisici ed infortuni. Io spero che quest’anno possa trovare la sua dimensione e ritagliarsi uno spazio per diventare un giocatore importante per la Sampdoria, perché ha comunque tutti i mezzi tecnici e fisici per poter far bene. Il suo ritorno in blucerchiato è stato comunque positivo e adesso vedremo come si evolverà la situazione per ottenere grandi risultati».

Bernardo Corradi lo sta utilizzando come prima punta data la mancanza di alternative in rosa. Crede che sia un ruolo che può occupare?

«Sinceramente come prima punta io non credo che abbia proprio le caratteristiche, almeno non per fare la punta di posizione. Lui può fare la prima punta di movimento, come sta facendo. È evidente che, se gioca da solo spalle alla porta, potrebbe anche essere un attimino limitato. Io credo che lui si esprima meglio quando ha campo davanti, spazio da attaccare e anche avendo un riferimento centrale potendo girargli intorno per esprimere le sue potenzialità. Tutino naturalmente ha tecnica, strappo nell’uno contro uno e della finalizzazione. Quindi io credo che spalle alla porta possa fare un pochettino fatica, però ha tutti i mezzi per poter fare anche quel ruolo lì».

Tutino è un attaccante moderno che può occupare diverse posizioni. Lei che l’ha cresciuto, che giocatore pensa che sia?

«Tutino ha potenzialità enormi dal punto di vista fisico. Negli ultimi venti metri o a ridosso dell’area sa starci molto bene. Parliamo di un trequartista atipico che offensivamente entra sempre dentro il rettangolo, mentre difensivamente dà una mano tornando nella giusta posizione. Per averlo lucido e sfruttare la sua naturale finalizzazione, oggi è meglio schierarlo negli ultimi trenta metri. A mio parere può fare anche l’attaccante, ma senza mai fungere da riferimento statico. Lo vedo come elemento di spinta che lega brillantemente il gioco in attesa dell’inserimento degli esterni di fascia, garantendo molta qualità tecnica complessiva».

Bernardo Corradi sta vivendo la sua prima esperienza alla guida di una prima squadra dopo il percorso nel settore giovanile della Nazionale. Che ne pensa di lui?

«Corradi lo stimo profondamente, è un tecnico preparato con grande esperienza a livello giovanile e ne ha fatta una importante dietro ad un grande allenatore (Allegri al Milan n.d.r.). Ha le credenziali giuste per guidare la Sampdoria. Ovviamente, era in preventivo qualche iniziale difficoltà di adattamento. la Serie B è una categoria complessa; ci vuole tempo per capirla e calarvisi appieno. Per storia e blasone, i blucerchiati non possono assolutamente occupare tale posizione di classifica. È logico aspettarsi una formazione diversa. Alla fine chi vince ha ragione: se i risultati sperati arriveranno verrà confermato, altrimenti la dirigenza farà le sue valutazioni».

Si ringrazia Giampaolo Saurini per la gentilezza, la disponibilità e la cordialità dimostrate in questa intervista

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