Savoldi: «Papà scelse Napoli con forza. Bologna e Napoli sono la nostra vita. Ecco come ho conosciuto Maradona» | OneFootball

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·7 maggio 2026

Savoldi: «Papà scelse Napoli con forza. Bologna e Napoli sono la nostra vita. Ecco come ho conosciuto Maradona»

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Gianluca Savoldi ricorda il padre Beppe tra emozioni, Maradona e i legami con Napoli e Bologna: le sue dichiarazioni

Lunedì sera al Maradona si sfidano Napoli e Bologna, le due squadre simbolo della carriera di Beppe Savoldi. In vista della partita, Gianluca Savoldi ha raccontato al Corriere dello Sport ricordi, emozioni e aneddoti legati al padre, scomparso di recente, ripercorrendo i momenti vissuti tra le due città e l’incontro con Diego Armando Maradona.


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NAPOLI E BOLOGNA «Oltre a Bergamo, sono le nostre città. Quelle in cui abbiamo vissuto, papà ha giocato e il nostro destino s’è incrociato. La guarderò bello tranquillo: per fortuna nessuna rischia e io, volendo bene a entrambe, non devo tifare per chi ha bisogno».

SI PUO’ SCEGLIERE UNA DELLE DUE «No, io e papà ripudiamo le classifiche: le emozioni più importanti, quelle che hanno determinato la nostra vita, sono legate a queste città così diverse. Il calcio muoveva la famiglia: io e mia sorella siamo bolognesi di nascita e a Napoli mi sono sposato e ho giocato. Io sono nato proprio nell’estate di Mister 2 miliardi».

LA SCELTA DEL NAPOLI «Quattro anni intensissimi, pieni di un affetto particolare: mio padre scelse il Napoli con forza preferendolo a Juve, Inter e Milan. Così come volle tornare al Bologna».

I ricordi tra Maradona, Bologna e il San Paolo

BERGAMO «È a parte: è la città in cui è nato e dove negli Anni 70 ha costruito la nostra casa, ai piedi della collina Maresana, vicino allo stadio. La nostra tana, le radici di cui siamo fieri».

L’ULTIMA VOLTA INSIEME A BOLOGNA «Tanti anni fa, una mangiata in campagna da amici. Di Bologna ricordo la casa in viale Risorgimento e il parco di Porta Saragozza: io e papà che tiriamo calci a un pallone. E poi la zuppa inglese di Ivo alla Braseria, Beppe l’adorava».

LA VOSTRA NAPOLI «La casa al parco Ruffo e la seconda a via Orazio, non lontano da quella di Diego. Carmando che mi faceva da balia al San Paolo mentre papà si allenava. Io che tiravo i primi calci della vita su quell’erba. Nel 2022 ci siamo stati insieme per l’ultima volta: in città e a Ischia. A Napoli ho anche imparato ad amare i cani. A casa Bruscolotti. Mi addormentavo addosso a Mark, il suo boxer tigrato, che rimaneva immobile. Credo per paura di svegliarmi».

HA CONOSCIUTO MARADONA «A Bergamo nel 1984, appena arrivato in Italia: uno dei privilegi di essere figlio di Savoldi. La sera prima di Atalanta-Napoli, papà andò a salutare i vecchi compagni in hotel, al San Marco, e Carmando ci portò nella camera di Diego. Era sul letto a guardare Fantastico in tele con i calzettoni bianchi di spugna. Ballava Heather Parisi. Il giorno dopo lo rividi allo stadio: si riscaldava nel corridoio degli spogliatoi, piano piano, avanti e indietro. All’epoca si faceva così».

I MITI DEL BOLOGNA «Perani, bergamasco come lui, uno dei migliori amici di papà, e Bulgarelli: andavamo al mare a Riccione e a Milano Marittima. All’epoca c’era anche un giovane: Roberto Mancini. Mio padre mi diceva che sarebbe diventato un grandissimo. Ci raggiungeva a Riccione. E poi ricordo Colomba, Bellugi, Roversi, Pecci».

LUNEDI’ VA ALLO STADIO «Mai sfiorato l’idea. Mi hanno invitato per Napoli-Milan ed è stato molto emozionante toccare con mano l’amore per mio padre. A Bergamo è stato uguale, ma per chiudere il cerchio voglio andare al Dall’Ara. Magari all’ultima giornata».

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