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·1 ottobre 2026

Scaloni dopo il poker alla Bolivia: «Identità, chiunque giochi la rispetta»

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Dopo la netta vittoria della Nazionale Argentina per 4-0 contro la Bolivia, il ct nazionale, Lionel Scaloni, ha analizzato il momento della squadra e l’inizio di un nuovo ciclo in vista del futuro. Nel delineare la struttura del team in questa fase di transizione, il commissario tecnico è stato categorico nell’affermare che «la squadra ha un’identità» e che questa resterà salda «giochi chi giochi».

Riguardo all’assenza del capitano, Scaloni è stato realistico sul peso della sua figura, ma ha tracciato la proposta tattica da seguire: «Leo è insostituibile», ha sottolineato, per poi aggiungere: «Noi cercheremo il modo di giocare allo stesso modo, con lo stesso senso, attraverso il pallone, fare passaggi, arrivare in porta».


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Nella consueta conferenza stampa, il ct ha ribadito che il funzionamento collettivo deve prevalere sulle individualità: «Questa è una questione che va oltre chi ci sia. La sfida è continuare a giocare in questo modo, e fare in modo che chi viene chiamato alla causa capisca che questo è il modo di giocare». In sintonia con ciò, ha valutato positivamente la prestazione generale e ha chiarito che la squadra ha disputato «una partita completa».

L’allenatore ha anche elogiato l’impegno dei giocatori più esperti del gruppo: «Mi piace come affrontano le partite i calciatori che sono qui da tempo. Arrivano con voglia, tutti hanno dimostrato di voler esserci, vengono qui con una sensazione di gioia e lo dimostrano quando scendono in campo».

La scommessa sui giovani e gli esordi

Uno dei punti salienti della partita è stato l’inserimento di nuove promesse, un fattore che genera un impatto speciale nello staff tecnico. «Per qualsiasi allenatore, far debuttare un giocatore è qualcosa di entusiasmante. Ma per un allenatore di una Nazionale lo è ancora di più. Si vede sul volto dei ragazzi quando stanno per entrare, tutto quello che comporta giocare con questa maglia», ha confessato.

Ha inoltre contestualizzato il valore dei primi passi in un presente così vincente come quello che sta vivendo l’«Albiceleste»: «È il momento ideale per questi ragazzi, perché abbiano le loro convocazioni. In passato giocare con questa maglia non era così facile, e ora è un buon momento perché tirino fuori il loro potenziale. L’orgoglio dell’esordio non te lo dimentichi più».

Il modulo con il «Doppio 9» e l’equilibrio tattico

Interpellato sulla coesistenza dal primo minuto di due centravanti di élite, il tecnico ha spiegato i benefici che questa variante può offrire: “Giocare con Julián (Álvarez) e Lautaro (Martínez) ci dà tantissime cose. Loro sanno muoversi, Julián più sulla fascia”.

Tuttavia, ha spiegato anche i motivi per cui non era solito adottare questo schieramento tattico quando Lionel Messi guidava l’attacco: “C’è un equilibrio che non si può rompere. Puoi farlo in partite specifiche come contro l’Inghilterra o in altre situazioni, ma non è la nostra idea. Gli equilibri si rompono quando ci sono loro (Messi, Julián e Lautaro). Ma è una mia idea, non ho problemi a dirlo”.

D’altra parte, ha ridimensionato le pressioni su Nico Paz, indicato da molti come un potenziale successore della «Pulga»: “Nico Paz è importante come lo sono (Franco) Mastantuono, (Gianluca) Prestianni, i ragazzi che stanno spingendo da dietro. Non saprei dirti se più o meno, ma è un ragazzo che era già venuto al Mondiale, è stato con noi. Ci dà qualcosa di diverso”.

La tutela dei gioielli locali: il caso Leonel Flores

Anche l’esordio del giovane del Boca Juniors, Leonel Flores, ha fatto parte del bilancio del ct, che ha sottolineato come la chiave stia nella naturalezza del gioco: “Ai ragazzi che vengono in Nazionale chiediamo quello che fanno nei loro club, e lui (Leonel Flores) fa questo nel suo club. Se non lo facesse saremmo preoccupati. Bisogna proteggerlo, ha un’età in cui va tutelato, bisogna stargli vicino, sostenerlo. So che al Boca sanno come trattarlo”.

Sulla stessa linea, ha invitato ad avere pazienza con i processi di maturazione dei calciatori della sua fascia d’età: “È un talento che va protetto, come Franco (Mastantuono), che ha la stessa età o giù di lì. Sono talenti che bisogna proteggere, è l’unico modo perché possano dare frutti, non possiamo chiedere loro di fare in ogni partita quello che ha fatto oggi Flores”.

Calendario e la possibilità di giocare nelle province

In chiusura del confronto con i media, Scaloni ha parlato di questioni operative e logistiche. Ha ammesso di non avere ancora precisazioni sulla data della Finalissima contro la Spagna e ha ribadito il suo desiderio di portare le partite della Nazionale anche nel resto del Paese, per avvicinarla al pubblico delle diverse province.

“Cercheremo di giocare nell’interno del Paese. Tutti meritano di vedere la Nazionale. Il problema è che allo stadio del River entra tanta gente, e sappiamo già cosa genera questo. Su questo non posso più intervenire»,

Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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