Calcio e Finanza
·1 ottobre 2026
Scontro totale Ronaldo-Portogallo: dalla panchina alla fuga dal ritiro, cosa è successo

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·1 ottobre 2026

In questa prima sosta per le Nazionali della stagione 2026/27 è esploso il caso Cristiano Ronaldo in Portogallo. Una vicenda maturata nel giro di pochi giorni e culminata con l’uscita del capitano lusitano dal ritiro alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca.
Alla base dello scontro c’è soprattutto il rapporto con il commissario tecnico Jorge Jesus, già allenatore di Ronaldo all’Al Nassr nella stagione 2025/26. Il punto di rottura è arrivato dopo la partita vinta 2-1 contro la Norvegia, nella quale il 41enne è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, nonostante avesse effettuato il riscaldamento e nonostante Jesus avesse inizialmente lasciato intendere di poterlo utilizzare nel corso della gara.
Ronaldo aveva iniziato regolarmente la sosta con il Portogallo, partendo titolare nella vittoria contro il Galles, prima di essere sostituito al 67′. Tre giorni più tardi, però, contro la Norvegia lo scenario è completamente cambiato: Jesus ha scelto di non impiegarlo neppure a gara in corso.
Il caso ha iniziato a prendere forma già al termine della partita. Ronaldo, visibilmente contrariato, non si è unito ai compagni nel saluto ai tifosi portoghesi presenti sugli spalti. Jesus ha poi ammesso che il giocatore non era soddisfatto per essere stato mandato a scaldarsi senza entrare in campo, pur negando inizialmente l’esistenza di uno scontro vero e proprio.
Nei giorni successivi Ronaldo non ha partecipato alle normali sedute con il resto della squadra. Il capitano ha lavorato separatamente e ha finito per saltare tre allenamenti consecutivi, alimentando inevitabilmente le indiscrezioni su una frattura con il commissario tecnico. La Federazione e lo stesso Jesus hanno però sostenuto che non ci fosse stato alcun rifiuto di allenarsi da parte del giocatore.
Jesus ha spiegato che la gestione di Ronaldo rientrava nelle proprie scelte tecniche e che l’attaccante era consapevole di non essere destinato a partire titolare nelle successive gare della sosta. Una ricostruzione che, tuttavia, non è bastata a spegnere il caso.
Con la tensione ormai evidente, è entrato in scena anche il presidente della Federcalcio portoghese Pedro Proença, nel tentativo di evitare una rottura definitiva tra il giocatore simbolo della Nazionale e il nuovo commissario tecnico. Ronaldo e Jesus si sono confrontati direttamente e, almeno inizialmente, il colloquio aveva lasciato filtrare la possibilità di una ricomposizione. Il clima sembrava essersi rasserenato, ma la tregua è durata poco.
Il passaggio decisivo è arrivato con la conferenza stampa di Jorge Jesus alla vigilia della trasferta contro la Danimarca. Il commissario tecnico ha ribadito pubblicamente che la scelta di lasciare Ronaldo fuori contro la Norvegia era stata esclusivamente sua e che anche contro la Danimarca il titolare sarebbe stato Gonçalo Ramos.
«Se avrò bisogno di Ronaldo, entrerà. Se non ne avrò bisogno, non entrerà», ha spiegato Jesus, aggiungendo che nessun giocatore e nessun presidente avrebbe potuto modificare le proprie decisioni tecniche. Allo stesso tempo, il Ct continuava a negare l’esistenza di un vero incidente con il capitano. Jesus aveva inoltre assicurato che Ronaldo sarebbe tornato ad allenarsi regolarmente con il gruppo proprio quel pomeriggio.
È invece accaduto l’esatto contrario. Poco dopo la conferenza stampa del commissario tecnico, Ronaldo ha lasciato il Parken Stadium di Copenaghen a bordo di un mezzo della Federazione mentre i compagni iniziavano la rifinitura. È stato il terzo allenamento consecutivo senza il capitano portoghese e, questa volta, il segnale della rottura è diventato inequivocabile.
Poco dopo è arrivata anche la comunicazione pubblica dello stesso Ronaldo. Il calciatore ha spiegato di avere preso la decisione dopo la conferenza stampa di Jesus e dopo un colloquio con Proença. «Al momento giusto dirò a tutti i portoghesi le ragioni che mi hanno spinto a lasciare la nazionale, a cui mi sono sempre dedicato. Ora è il momento di augurare buona fortuna al Portogallo e a tutti i miei compagni di squadra, senza eccezioni», ha scritto Ronaldo.
Ronaldo ha quindi abbandonato definitivamente il ritiro portoghese, lasciando la Danimarca e dirigendosi verso Madrid, dove secondo la stampa spagnola avrebbe raggiunto la famiglia. La Federazione ha confermato l’uscita del giocatore dal gruppo, mentre il resto della squadra ha proseguito la preparazione per gli impegni di Nations League. Rimane invece aperto il tema più delicato: il futuro di Ronaldo con la Nazionale.
Al momento non è arrivato alcun annuncio ufficiale di addio al Portogallo. Alcuni media lusitani hanno già parlato di una decisione potenzialmente definitiva, ma l’unica posizione espressa direttamente dal giocatore è la promessa di spiegare più avanti le ragioni della sua scelta. La certezza, per ora, è che nel giro di pochi giorni si è passati dalla gestione tecnica di un 41enne ancora centrale nella storia della Nazionale a uno scontro aperto con Jorge Jesus, con la Federazione costretta a tentare una mediazione e Ronaldo arrivato infine alla decisione di lasciare il ritiro. Ora tutto dipenderà da ciò che accadrà dopo questa sosta e, soprattutto, dalle parole che il capitano ha promesso di pronunciare «al momento giusto».







































