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·20 agosto 2026
Serafini: «Moreira vero e proprio blitz di Cardinale. Leao è un rebus, scelga cosa fare da grande» – ESCLUSIVA e VIDEO

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·20 agosto 2026

In esclusiva per Milannews24, il giornalista Luca Serafini analizza il momento del Milan e le strategie del club sul mercato.
Dall’arrivo di Diego Moreira alle operazioni già concluse, passando per l’assenza di un direttore sportivo e il futuro di Rafael Leao, Serafini fa il punto sulla costruzione della squadra e sulle scelte che attendono il club nelle ultime settimane della sessione estiva.
Ciao Luca, ovviamente partiamo da quella che è stata la notizia che ha un po’ squassato l’estate del Milan dopo 40 giorni di stasi dall’ultimo acquisto, quello di Mario Gila, all’arrivo di Diego Moreira. Volevo un tuo parere su quest’operazione: ti ha sorpreso per le modalità o se possiamo ormai dire che questo è il modus operandi del Milan in questa sessione estiva?
Risposta
«Le modalità ovviamente hanno sorpreso un po’ tutti sia per il nome non troppo conosciuto, anche se un talento in prospettiva, soprattutto per la cifra e soprattutto per le modalità.
Questo è stato una specie di blitz, cotto e mangiato e si somma anche a due acquisti molto onerosi come quello di Gila e di Goncalo Ramos che portano l’esborso in questo mercato molto alto. La squadra è affidata anche in fase di mercato ad Amorim che evidentemente la sta costruendo secondo i suoi dettami. Rimangono delle lacune strutturali, l’assenza in particolare di un direttore sportivo che possa aiutare nelle cessioni.
L’anno scorso Tare brillò per le cessioni e per i giocatori e i movimenti in uscita del Milan sistemando molti esuberi che erano anche un po’ datati, mentre invece questa struttura che manca di questa figura crea delle difficoltà perché il mercato è fatto di cessioni oltre che di acquisti. Però per esaminare soltanto il bicchiere mezzo pieno ci sono tre innesti nuovi che sono una percentuale molto alta in una squadra di calcio ovviamente. Siamo ancora in attesa di Rabiot in particolare e di Pulisic, quindi sostanzialmente la squadra comincia a prendere forma con dei giocatori che vuole Amorim, dei quali si fida.
Sono portoghesi, il Milan ha questa natura brasiliana, in Brasile si può parlare portoghese, quindi qualche assonanza c’è. Vediamo se riuscirà a recuperare anche l’ultimo portoghese che è al Milano da tanti anni come Leao, ma comunque insomma i segnali sono incoraggianti della costruzione della squadra fino adesso».
Tu hai citato due temi molto importanti e molto caldi relativi al Milan, quelli dell’assenza di un direttore sportivo in primis e quella sul futuro di Leao successivamente. Partiamo dalla prima, è vero che probabilmente il Milan è una società un po’ particolare da questo punto di vista perché appunto non ha la figura tradizionale del direttore sportivo che sicuramente soprattutto in uscita può pesare, ma in entrata non pensi che snellire in questo modo le operazioni non possa poi far sì che gli acquisti, gli obiettivi indicati da Amorim arrivino con la giusta velocità rispetto alle solite tarantelle a cui abbiamo assistito in questi anni. L’esempio più recente è sicuramente Jashari
«Come detto, intanto c’è da analizzare il fatto che molte operazioni sono iscritte a Jorge Mendes, io in questo non trovo niente di scandaloso perché tutti i club e tutti i dirigenti sono legati a filo diretto con qualche procuratore, tutti i club di Serie A, molti dipendono proprio dalle loro scelte, voglio dire in qualche caso sono presi per mano dai procuratori che impongono certe scelte, impongono certe uscite, impongono certi allenatori, impongono certi giocatori. Jorge Mendes è un professionista di levatura internazionale assoluta, fa gli affari suoi come gli faceva il buon Mino Raiola, come li fanno tutti quelli che fanno quel mestiere, io non ci trovo niente di scandaloso soprattutto in assenza di un direttore sportivo.
Poi sulla fulmineità, evidentemente Gerry Cardinale si è scottato parecchio in questi anni, si è sentito spernacchiato allo stadio e dalla stampa italiana e anche dei riflessi americani che sono stati pesanti rispetto alla sua immagine e quindi ha fatto piazza ulita, una piazza pulita che è stata inizialmente di pancia e non si addice molto a un imprenditore o a uno che fa il mestiere di Cardinale che dovrebbe essere molto riflessivo perché quando si lavora nella finanza, negli investimenti bisogna essere sempre molto riflessivi.
Quel repulisti di maggio ha creato degli sfasamenti, soprattutto per quello che riguarda la struttura, ma adesso bisogna assistere a questa nuova fase. Dal punto di vista sportivo, dal punto di vista della costruzione della squadra, augurandoci Goncalo Ramos, lo conoscevamo già e sapevamo che era un ottimo giocatore. Lo spazio che ha trovato o non trovato nel Paris Saint-Germain è molto relativo, persino nella nazionale portoghese che è strutturata in una certa maniera ed era ancora crocifissa Cristiano Ronaldo, però il valore del giocatore è assoluto.
Gila è considerato uno dei migliori giocatori della Serie A, dei difensori della Serie A, già dall’anno scorso con la Lazio e adesso vediamo questo Moreira che ha delle doti che vanno studiate. Non aveva un’eco e una visibilità così ampia, anche perché lo Strasburgo ne ha relativa, è ancora un giocatore in erba, è ancora un giocatore che ha dei numeri ovviamente ridotti rispetto a quella che era a sua età, però è un profilo molto interessante e se i giovani sono bravi si prendono e poi si fanno giocare».
Dicevamo di Leao, tu in prima battuta hai analizzato il fatto che sicuramente è un tema capire se Amorim potrà recuperarlo o meno in caso di permanenza al Milan, però è proprio questo il tema secondo me da analizzare. A 13 giorni scarsi dalla fine del mercato, secondo te è realmente possibile la permanenza di Leao o comunque in un modo o nell’altro uscirà probabilmente anche per volere dello stesso Cardinale?
«Io non lo so, non è che credo che sia troppo legato al fatto del volere di Cardinale di Amorim, ma dalla predisposizione di Leao. Leao una volta per tutte deve dire se crede finalmente in un progetto, se si sente di spendersi, se si sente finalmente di alzare il livello della sua continuità e del suo rendimento.
Io su questo ho qualche perplessità per un semplice motivo, innanzitutto per lo storico. Leao purtroppo non è mai stato un giocatore continuo, quindi è difficile che a 27 anni la bacchetta magica lo porti ad avere un rendimento costante di elevata identità, ma soprattutto perché un giocatore con le sue caratteristiche, che fa della progressione, della velocità la sua arma migliore, col passare degli anni evidentemente perde un po’ di questo tipo di slancio, di energia e quindi Leao è un giocatore che fra due o tre anni quella roba lì non riuscirà più a farla. Primo per gli avversari, secondo per la velocità che diminuisce e non è un giocatore che poi invece da fermo ha dei colpi tali come è successo a Kakà, faccio l’esempio più clamoroso.
Kakà era un giocatore che nella progressione era straordinario, nel controllo di palla, però poi col passare degli anni, anche se un po’ si è spento nelle ultime apparizioni a Madrid e al Milan, ma ancora oggi io lo vedo ogni tanto giocare con le Legends, ha scatto, ha dribbling, ha tiro, soprattutto a un controllo di palla che Leao non ha».
Sempre rimanendo al mercato, visto che entriamo nelle due settimane clou, quelle che poi porteranno appunto alla fine della sessione estiva, dove ti aspetti al netto delle cessioni di cui abbiamo già parlato e che ci dovranno sicuramente essere anche a livello numerico per sfoltirla questa rosa, gli interventi, gli ultimi interventi del Milan, a me per esempio viene in mente in primis un difensore, anche se ne prenderei due e sulla tre quarti in riferimento poi al futuro di Leao. Chi giocherà secondo te contro il Torino?
«Sono due domande molto complesse nel senso che non so in che condizione è Moreira, se è in grado di giocare dal primo minuto, non so in che condizione sia Rabiot, come rientrera Pulisic e quindi non so che formazione giocherà Torino, onestamente non lo so.
Però rispetto alla prima domanda credo che Moreira possa essere un’opportunità sulla fascia sinistra dove il Milan ha assolutamente bisogno di un giocatore di peso perché Estupinan non è un giocatore da Milan e secondo me fatica ad essere un giocatore di Serie A rispetto a quello che noi abbiamo visto in questi mesi e anche in queste ultime settimane. Bartesaghi è un giocatore che ancora deve crescere, deve formarsi ma non può essere da solo, deve avere qualcuno se come penso e spero Estupinan verrà ceduto.
Non so appunto se Moreira è un giocatore che possa fare quella fascia ma sarebbe una squadra un pochettino sbilanciata perché se tu è a destra hai Chukwueze, a sinistra Moreira, sono due giocatori con una prevalenza offensiva e quindi in mezzo bisogna lavorare molto a meno che con Rabiot e Modric per esempio giochi Loftus-Cheek che rientra un po’ o lo stesso Pulisic.
Insomma va equilibrata questa squadra però secondo me la prima grande esigenza è quella di trovare un titolare sulla fascia sinistra sempre che Amorim non consideri Moreira questo acquisto che mancava».
SI RINGRAZIA LUCA SERAFINI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA







































