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Inter News 24

·16 gennaio 2026

Serena incorona Pio Esposito: «Un carrarmato moderno, il futuro è suo. Credo che…»

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Serena, ex attaccante anche dell’Inter tra le altre, ha speso bellissime parole per Pio Esposito: le sue dichiarazioni

Dalle colonne di Tuttosport, l’ex bomber nerazzurro Aldo Serena traccia un profilo profondo e analitico di Pio Esposito. Sotto la sapiente gestione di Cristian Chivu, il giovane centravanti sta bruciando le tappe, diventando un pilastro dell’Inter capolista. Ecco l’analisi completa di Serena suddivisa per i temi trattati.

L’identikit tecnico: il “carrarmato” dell’area

Qual è il profilo attuale di Pio Esposito? «Non è più una sorpresa, è un carrarmato. Sfrutta un fisico imponente per difendere palla come pochi. È giovane ma scaltro, altruista e completo. Ha buona tecnica e si muove bene in area; gli manca solo un po’ di mobilità elastica, ma a 1.90m con quella forza e quello spessore fisico è un pezzo raro. È un ragazzo ponderato che vuole migliorare: il futuro gli appartiene».


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I paragoni con i grandi del passato

A chi somiglia tra i grandi bomber della Serie A? «È un mix. Come Vieri sa proteggere la palla in area, anche se ha meno progressione ed è più generoso. Di Toni ha la capacità di distribuire il gioco con intelligenza, ma lo trovo più mobile rispetto a Luca».

L’alchimia tattica con i compagni

Come si inserisce nell’attacco di Chivu? «Si sposerebbe alla grande con il miglior Thuram, quello devastante fisicamente. Vedo invece più forzata la coppia con Lautaro, anche se Pio può giocare con chiunque. Al contrario, il duo Bonny-Thuram mi sembra il meno assortito: entrambi amano attaccare lo spazio e spesso manca il riferimento centrale in area di rigore».

I margini di miglioramento

Dove può ancora crescere il numero 9? «È estremamente altruista, ma deve lavorare sulla tecnica della ricezione immediata e dell’uno-due per aumentare la precisione. In area deve imparare a tagliare sul primo palo invece di staccarsi sempre sul secondo, e deve accorciare i tempi di esecuzione».

L’importanza di avere Chivu in panchina

Quanto pesa il fattore Chivu nella sua esplosione? «Tantissimo. Il mister lo conosce da quando era un bambino e questo per l’autostima di un calciatore è fondamentale. Sapere che l’allenatore ti sostiene perché conosce ogni tua sfumatura mette Esposito in una condizione psicologica ideale».

La Nazionale e il futuro azzurro

Può essere l’uomo giusto per l’Italia di Spalletti? «Abbiamo bisogno di attaccanti di spessore internazionale. Non è uno che si inventa il gol partendo da centrocampo, ma è quello che fa salire la squadra e non perde mai il pallone. A vent’anni ha un carattere che lo fa amare da ogni allenatore».

Famiglia e pressione mediatica

Riuscirà a gestire l’improvvisa notorietà? «È fortunato perché viene da una famiglia di calciatori; i fratelli maggiori e i genitori sanno come gestire certe pressioni. Finire sulle prime pagine a questa età è particolare, ma lui ha le basi giuste per non perdere la testa».

Erede designato di Lautaro Martínez?

Può diventare la nuova bandiera dell’Inter? «Le proiezioni a lungo termine sono difficili, ma il percorso di Lautaro è stato simile: arrivato giovane, è diventato capitano e riferimento. Penso che Pio abbia questo obiettivo nel cuore, ma per ora è giusto andare cauti».

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