Inter News 24
·28 giugno 2026
Sergio Agüero svela l’annedoto con Kolarov durante un allenamento al Manchester City

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Il mondo del calcio regala spesso retroscena che vanno ben oltre il rettangolo verde, trasformandosi in racconti da film. È il caso di Sergio “Kun” Agüero, che in un recente podcast ha svelato un aneddoto mai rivelato prima, risalente al periodo in cui condivideva lo spogliatoio dell’Etihad Stadium con Aleksandar Kolarov. Tutto ebbe inizio durante una concitata sessione di allenamento: un contrasto molto duro del difensore serbo scatenò l’immediata reazione dell’argentino, che rispose con pesanti insulti. La risposta di Kolarov fu gelida e minacciosa: «Ti ammazzo…».
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Il clima di tensione si protrasse ben oltre il fischio finale. Agüero ha ammesso di aver temuto seriamente per la propria incolumità, arrivando persino a trattenersi sul campo d’allenamento per tirare in porta, sperando di evitare un faccia a faccia negli spogliatoi. «In quel momento pensai che avrebbe davvero potuto uccidermi, che mi avrebbe distrutto», ha raccontato l’ex attaccante, ancora visibilmente scosso dal ricordo di quella giornata.
Il culmine della tensione fu raggiunto quando Kolarov inviò un messaggio ad Agüero chiedendogli se fosse a casa. Il timore che il compagno potesse presentarsi per regolare i conti fu tale che il “Kun”, in un momento di pura paranoia, arrivò a prepararsi alla difesa impugnando una mazza da golf. «Mi ucciderà, ma almeno qualcosa la prenderà», pensò tra sé e sé, pronto a difendersi. Tuttavia, la realtà si rivelò ben diversa.
Quando Agüero aprì la porta, non trovò un avversario pronto alla rissa, ma un compagno che voleva solo chiarire. Kolarov propose un caffè e, una volta seduti, chiuse la questione con estrema maturità: «Quello che è successo è successo. Lasciamocelo alle spalle. Ti chiedo scusa». Un gesto distensivo che trasformò quello che sembrava l’inizio di una faida in un momento di riconciliazione. Agüero, ormai sollevato, accettò le scuse e, con la consueta ironia, chiuse il confronto chiedendo scherzosamente al serbo se avesse ancora voglia di venire alle mani. Un episodio che testimonia il carattere forte di due leader che, pur con metodi diversi, hanno segnato un’epoca al Manchester City.







































