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Chiara Caravelli·7 maggio 2026
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Chiara Caravelli·7 maggio 2026
A tre giornate dalla fine della Serie A con l'Inter già laureata campione d'Italia e una lotta Champions ancora tutta da scrivere, fuori dal rettangolo verde è già iniziato il consueto valzer delle panchine.
L'anno scorso la situazione si accese subito dopo la finale di Champions, con l'addio all'Inter di Simone Inzaghi che ha dato il via al domino. Anche quest'anno, però, di cose potrebbero accaderne eccome.
Tra le panchine più calde c'è senza dubbio quella del Napoli. Nonostante una stagione comunque competitiva, il futuro di Antonio Conte resta incerto. Nelle prossime settimane è previsto un summit tra il tecnico salentino e Aurelio De Laurentiis per capire se il matrimonio proseguirà o meno.
In caso di addio di Conte - già accostato più volte alla Nazionale per il post Gattuso - il nome in pole position è Maurizio Sarri, come riportato da Di Marzio e Pedullà. Non sono da scartare nemmeno i profili di Fabio Grosso, che sta facendo benissimo a Sassuolo, e Vincenzo Italiano (ex pupillo di ADL).
Nonostante il poker rifilato lunedì sera alla Fiorentina che ha rimesso la Roma in pienissima lotta Champions, a Trigoria la situazione non si è ancora calmata. Dopo l'addio di Ranieri - una delle conditio sine qua non per la permanenza di Gasperini - serve trovare una quadra con la dirigenza, infatti la posizione di Massara è più che instabile.
Il tecnico giallorosso, intervenuto in conferenza stampa dopo il match di lunedì, è stato chiaro: "Io rispetto le idee di tutti, ma se devo lavorare lavoro con le mie. Se devo lavorare con le idee degli altri, meglio che trovi un altro posto". I Friedkin sembrano schierati dalla sua parte ma questa proprietà ci ha abituato a decisioni improvvise e, apparentemente, insepiegabili: chiedere a Daniele De Rossi per conferma.
Se Maurizio Sarri rimarrà o meno sulla panchina biancoceleste anche per la prossima stagione dipenderà, oltre che dalle scelte societarie, anche dal futuro di Conte a Napoli. Perché il tecnico toscano è uno dei primi nomi, se non il favorito, per la piazza partenopea. Lui per il momento glissa, con due partite importantissime da giocare come il derby e la finale di Coppa Italia con l'Inter, ma le voci si fanno sempre più insistenti.
Al suo posto la società sembrerebbe intenzionata a prendere un profilo emergente, così da valorizzare i giocatori presi sul mercato senza avere la pretesa di formare un instant-team: i nomi più apprezzati sono Fabio Pisacane e Fabio Grosso.
A Milanello filtra ottimismo sulla permanenza di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera, tanto che l'allenatore ha già iniziato le riunioni con la dirigenza per pianificare la prossima stagione.
Tra le teoria e la pratica però ci sono diverse tappe: in primis la qualificazione o meno in Champions. Questione che, visti le ultime uscite del Diavolo, è tutto fuorché risolta. Se il Milan dovesse chiudere il campionato fuori dalle prime quattro, la posizione del tecnico sarebbe meno solida.
Il contratto biennale da 5,5 milioni con opzione di rinnovo sembra blindarlo alla panchina, ma non è da escludere un cambio di rotta in caso di naufragio finale. Occhio anche alla questione Nazionale: se i rossoneri dovessero fallire l'accesso in Champions e Conte non dovesse approdare in Azzurro, Allegri tornerebbe in corsa. Insomma: confermato al Milan ma con qualche riserva.
Dopo il cambio in corsa a inizio stagione, la Dea sembrava aver trovato il proprio equilibrio con Raffaele Palladino. Ma le sue prestazioni sono state troppo altalenanti, culminate con i 10 gol incassati contro il Bayern Monaco e l'eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro la Lazio. Il suo futuro è incerto dopo un finale di stagione in netto calo.
La dirigenza vuole valutare la sua situazione a campionato concluso mentre iniziano già a circolare diversi nomi: quello più quotato, per ora, è Thiago Motta.
Paolo Vanoli ha risollevato la stagione della Fiorentina che nel girone di ritorno sta mantenendo una media da "parte sinistra" della classifica. Un miglioramento netto rispetto al disastro iniziale ma niente di speciale, considerando il blasone dei Viola.
Il futuro di Vanoli è in bilico perché dopo la salvezza praticamente raggiunta, il gruppo si è spento: la sconfitta per 4-0 con la Roma è un segnale grave, forse il riaffiorare di alcuni problemi strutturali della mentalità del collettivo.
A fine stagione sicuramente ci sarà un incontro tra Vanoli e Paratici, l'ipotesi della conferma non è da scartare ma non mancano i profili graditi: De Rossi (che però ha rinnovato col Genoa), Sarri (in orbita Napoli), Grosso e poi due sogni, Valverde (che si libererà dall'Athletic) e Farioli (legatissimo al Porto).
In casa Inter il discorso appare chiaro: il trionfo in campionato ha blindato la posizione di Cristian Chivu, protagonista di una stagione dominante che ha portato i nerazzurri ad aggiudicarsi il titolo con tre giornate d'anticipo.
La scelta della dirigenza si è rivelata vincente e, salvo clamorosi e non previsti ribaltoni, si proseguirà nel segno della continuità, con il rinnovo con adeguamento.
A Torino, dopo il cambio in corsa con l'arrivo di Luciano Spalletti al posto di Igor Tudor, la stagione bianconera ha cambiato decisamente faccia e ora la Juve è a soli due punti dal terzo posto e in piena lotta per la massima competizione europea.
La sua conferma è scontata e certificata dal rinnovo annunciato a inizio aprile: contratto blindato fino al 2028.
📸 Marco Rosi - SS Lazio - 2026 Getty Images







































