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·20 giugno 2026

Serie A, cambia volto la panchina: sempre meno veterani, sempre più spazio ai giovani

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Da Amorim ad Aquilani, passando per Fabregas e Cuesta: l’età media degli allenatori scende sotto i 50 anni e il campionato punta sempre di più sulle nuove idee.

L’inizio ufficiale del mercato si avvicina e, insieme ai movimenti dei giocatori, si sta completando anche il puzzle delle panchine della Serie A 2026-27. Tra conferme, ritorni e nuovi volti, emerge un dato particolarmente interessante: il campionato italiano sta diventando sempre più giovane anche in panchina.


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L’età media degli allenatori della prossima Serie A è infatti scesa a 49,9 anni, il dato più basso degli ultimi anni. Inoltre, ben otto tecnici su venti hanno 45 anni o meno, un segnale evidente di come i club stiano iniziando a puntare con maggiore convinzione su profili emergenti e idee nuove.

I veterani restano protagonisti

Nonostante il ricambio generazionale, gli allenatori più esperti continuano a occupare panchine di grande prestigio. Il volto simbolo di questa categoria è senza dubbio Gian Piero Gasperini, confermato alla Roma dopo aver conquistato la qualificazione in Champions League. Restano punti di riferimento anche Massimiliano Allegri, pronto a raccogliere l’eredità di Conte a Napoli, Maurizio Sarri, scelto dall‘Atalanta per aprire un nuovo ciclo, e Luciano Spalletti, chiamato a riportare la Juventus ai vertici.

Accanto a loro figurano tecnici navigati come Eusebio Di Francesco, Giovanni Stroppa, Ivan Juric e Gennaro Gattuso, allenatori che conoscono perfettamente le dinamiche del campionato italiano e che rappresentano ancora una garanzia per molte società.

La nuova generazione prende spazio

La vera novità, però, è rappresentata dall’ondata di allenatori più giovani. Il caso più evidente è quello di Carlos Cuesta, confermato dal Parma e destinato a essere uno dei tecnici più osservati della stagione. Grande curiosità anche per Alberto Aquilani, scelto dal Sassuolo dopo l’ottimo percorso con il Catanzaro, e per Ignazio Abate, che dopo l’esperienza positiva alla Juve Stabia avrà la sua occasione sulla panchina del Torino.

Tra i profili emergenti spiccano anche Fabio Pisacane al Cagliari, Daniele De Rossi al Genoa e Cristian Chivu all’Inter, tutti allenatori che stanno costruendo la propria identità tecnica e che rappresentano il futuro del calcio italiano.

Anche gli stranieri abbassano l’età media

A contribuire al ringiovanimento delle panchine sono anche alcuni allenatori provenienti dall’estero. Il Milan ha scelto Ruben Amorim, uno dei tecnici più apprezzati del panorama europeo, mentre il Como continua a puntare su Cesc Fabregas dopo la storica qualificazione in Champions League. A Bologna, invece, arriva Domenico Tedesco, pronto al debutto assoluto in Serie A.

Un campionato che guarda avanti

L’impressione è che la Serie A stia vivendo una fase di transizione. L’esperienza dei grandi maestri continua ad avere un peso importante, ma i club sembrano sempre più convinti nel concedere fiducia a tecnici giovani, innovativi e con idee moderne.Il risultato è un campionato che, almeno in panchina, guarda al futuro con maggiore coraggio rispetto al passato. E i numeri lo confermano: con un’età media inferiore ai 50 anni, la Serie A 2026-27 sarà una delle più giovani dell’ultimo decennio.

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