Serie A, il 16 febbraio nuova assemblea: sul tavolo l’idea di acquistare Fantacalcio | OneFootball

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Calcio e Finanza

·10 febbraio 2026

Serie A, il 16 febbraio nuova assemblea: sul tavolo l’idea di acquistare Fantacalcio

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Come anticipato da Calcio e Finanza, è stata ufficialmente convocata per la giornata di lunedì 16 febbraio la prossima assemblea della Lega Serie A durante la quale si discuterà il possibile acquisto del Fantacalcio. I 20 club del massimo campionato italiano – chi in presenza e chi in collegamento da remoto – si ritroveranno per discutere i temi all’ordine del giorno, tra cui un potenziale investimento nel gioco: una spesa per cui, come appreso da Calcio e Finanza, non tutti i club sarebbero d’accordo.

Come raccontato da Il Fatto Quotidiano, quello che in passato era solamente un passatempo è diventato un vero business, capace di sfiorare i 10 milioni di euro di fatturato annuo e di coinvolgere circa 3 milioni di iscritti. Oggi il gioco è gestito da Quadronica, una Srl con 20 dipendenti, nata nel 2008 e controllata al 50% — tramite due veicoli — da due imprenditori napoletani del 1975, Nino Ragosta e Luigi Cutolo.


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I numeri raccontano una crescita rapidissima: dai 1,2 milioni di euro di fatturato del 2015 a oltre 9 milioni previsti dieci anni dopo. Una parte delle entrate arriva dagli abbonamenti premium — 12 euro l’anno per funzioni aggiuntive — con centinaia di migliaia di utenti paganti. Il vero salto, però, è arrivato dalla pubblicità: meno banner invasivi e più integrazioni personalizzate, come sponsor sulle maglie delle fantasquadre o led virtuali durante l’inserimento delle formazioni. Un modello che ha attirato grandi marchi come Eni, McDonald’s e Bancomat. Gli utili netti sfiorano i 4 milioni, con margini altissimi che hanno attirato l’attenzione degli investitori.

In passato alcuni fondi avevano fatto offerte, respinte dai soci, poco inclini a cedere. Diverso il discorso con la Serie A, partner naturale: il Fantacalcio vive grazie al campionato e allo stesso tempo porta ascolti e interesse alle partite. Oggi esistono già accordi commerciali che valgono una sorta di 10%. L’amministratore delegato della Lega, Luigi De Siervo (tra i principali promotori dell’investimento), punta però al controllo con il 51%, su una valutazione vicina ai 40 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a un paio d’anni fa.

Non tutti i club però sembrerebbero favorevoli a un investimento di questo tipo, come appreso da Calcio e Finanza. L’assemblea che andrà in scena la prossima settimana potrebbe servire a chiarire gli aspetti chiave e a capire se l’operazione potrà andare in porto.

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