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·7 aprile 2026

Serie A, il piano per il post Gravina: al centro giovani, stadi e sgravi fiscali

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Superato il momento di shock, si apre la fase della ricostruzione. Oggi Giancarlo Abete avvierà le consultazioni che porteranno all’elezione del nuovo presidente della FIGC, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Come riportato da La Repubblica, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti si è ritagliato un ruolo simile a quello di un “capo dello Stato” del calcio: da qui al 13 maggio, data limite per presentare le candidature, proverà a trovare un punto d’intesa tra le diverse componenti del movimento per sostenere un nome condiviso. Con ogni probabilità, però, non sarà il suo.

Un mese prima — quindi lunedì prossimo — si riunirà la Serie A, che nell’assemblea elettiva dispone solo del 18% dei voti (contro il 34% dei dilettanti), ma può contare sul peso economico dei club. L’obiettivo delle società di vertice è presentarsi alle altre componenti con alcune linee guida precise e non negoziabili.


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Un’agenda di massima è già pronta: chiedere al governo agevolazioni fiscali; ottenere sostegno pubblico, soprattutto in termini di autorizzazioni, per gli investimenti negli impianti sportivi; e fare fronte comune contro la normativa europea che vieta di tesserare giocatori sotto i 16 anni, con l’obiettivo di definire anche una strategia condivisa sui settori giovanili, tema tornato centrale dopo le difficoltà della Nazionale.

Il desiderio della Serie A sarebbe quello di esprimere un proprio candidato alla presidenza, capace però di raccogliere il consenso anche delle altre leghe. Allo stesso tempo c’è la consapevolezza che senza il sostegno delle altre componenti — Serie B e Serie C, che insieme alla A rappresentano circa il 30% dei voti — sarà difficile imporre un nome. Per questo il massimo campionato preferisce non irrigidirsi sulle persone: se il programma sarà condiviso, potrebbe andare bene anche un presidente indicato dai dilettanti, oggi in sintonia con l’Associazione Italiana Calciatori.

Nella sede della Lega di Serie A, in via Rossellini, sono già chiari anche i principali punti di attrito che accompagneranno il confronto nei prossimi due mesi. Tra questi c’è la spinta della Serie A per ampliare il progetto delle seconde squadre da iscrivere in Serie C, mentre la terza lega — che conta 60 club — chiede piuttosto aiuti per le società già presenti: nella scorsa stagione nove squadre sono state penalizzate per irregolarità finanziarie e fiscali.

Proprio per quanto riguarda la C, è possibile che entro il 22 giugno torni d’attualità anche la proposta avanzata da Gravina di ridurre il numero complessivo delle squadre. Secondo la Serie A, però, tutte queste divergenze possono essere superate, a condizione che si trovi un’intesa su alcuni punti chiave: tesseramento dei giovani, valorizzazione dei vivai, fiscalità e sviluppo degli stadi.

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