Calcio e Finanza
·3 febbraio 2026
Serie A, la classifica per EBITDA: dall’Inter al Napoli, il confronto nei bilanci

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·3 febbraio 2026

La Serie A migliora sensibilmente la propria redditività operativa, nonostante poi un risultato netto in rosso per il peso sempre crescente degli ammortamenti. È il dato che emerge dall’analisi, realizzata da Calcio e Finanza, sui bilanci dei club che hanno partecipato alla massima serie nella stagione 2024/25.
L’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortization) rappresenta il margine operativo lordo, ovvero il risultato della gestione caratteristica prima di:
In termini pratici, misura la capacità di un club di generare cassa dalla propria attività sportiva e commerciale, indipendentemente dalla struttura finanziaria, dalla politica degli investimenti e dagli effetti contabili legati ai cartellini.
Per questo motivo l’EBITDA è uno degli indicatori più utilizzati per:
Un EBITDA positivo indica che il club genera risorse dalla gestione ordinaria; un valore negativo segnala invece una struttura che, prima ancora di interessi e ammortamenti, non riesce a coprire i costi operativi.
Dai bilanci chiusi al 30 giugno 2025 emerge infatti un EBITDA aggregato pari a 862,6 milioni di euro, in netto aumento rispetto ai 716,6 milioni dell’esercizio 2023/24, con una crescita complessiva del +20,4%.
In testa alla graduatoria si posiziona l’Inter, con un EBITDA pari a 175,9 milioni di euro (influenzato da componenti straordinarie come il raggiungimento della finale di Champions League e la partecipazione al Mondiale per Club), davanti al Milan (136,1 milioni) e all’Atalanta (135,8 milioni). Completano la top five Juventus (107,2 milioni con un impatto, come per l’Inter, dal Mondiale per Club) e Napoli (93,6 milioni), a conferma di come i grandi club e i modelli più virtuosi sul piano gestionale continuino a dominare per capacità di generare margini operativi, poi impattati tuttavia pesantemente dagli ammortamenti.
Subito dietro troviamo Bologna (68,5 milioni), Udinese (62,8 milioni) e Torino (52,5 milioni), società che negli ultimi anni hanno costruito equilibri economici solidi, spesso basati su controllo dei costi e valorizzazione sportiva.

Nella fascia centrale della classifica si collocano Lecce (39,2 milioni), Fiorentina (36,8 milioni), Genoa (25,1 milioni), Verona (20,7 milioni), Lazio (20,0 milioni) e Roma (17,2 milioni), con margini positivi ma più contenuti.
Chiudono la graduatoria alcuni club con EBITDA negativo: Monza (-21,8 milioni), Venezia (-21,9 milioni), Parma (-37,4 milioni) e Como, fanalino di coda con -71,7 milioni, dato che riflette una fase di forte investimento e costi operativi ancora superiori ai ricavi generati.








































