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·3 ottobre 2026
Serie A, Orsato: “Gli errori sono colpa mia! Eventuali sospensioni? Ecco come agirò…”

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·3 ottobre 2026

Daniele Orsato, designatore degli arbitri per la Serie A e la Serie B, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento. Di seguito le sue parole.
Le parole di Daniele Orsato al Festival dello Sport di Trento, riprese da Gianluca Di Marzio.
Sull’inizio di stagione degli arbitri di Serie A, Orsato ha parlato anche del rapporto con l’errore: “Gli errori fatti in questo inizio di stagione non mi piacciono quando si ripetono. Vuol dire in quei casi che io ho lavorato male. I miei arbitri non stanno facendo male e il merito è loro. Gli errori sono colpa mia: vuol dire che ho lavorato male. E non me lo posso permettere. Se gli arbitri devono essere fermati o messi in panchina quelli lo decido solo ed esclusivamente io: non i media. Potete stare sicuri di una cosa: non comunicherò mai all’esterno le mie decisioni al riguardo. Sono cose mie: io rispetto il vostro lavoro, e proprio per questo non lo faccio”.
Poi, ancora sugli errori di questo inizio di stagione: “Me ne aspettavo tanti, e tanti di più. Questa è la linea da seguire fino al 30 di maggio. Poi se mi diranno che ho lavorato male, andrà come deve andare. Io non posso destabilizzare i miei ragazzi cambiando linea a campionato in corso. Gli errori che ho fatto sono errori facili: abbiamo sbagliato sia in campo che al VAR. Io sono convinto che nelle situazioni più grosse arriveremo a essere uniformi. Quelle discutibili rimarranno così.“.
Sul suo metodo e sugli arbitri che cerca invece ha detto: “Io l’anno scorso chiamavo gli arbitri per la designazione sempre nella stessa fascia oraria, dalle 12 alle 14. Loro dovevano sapere che l’orario era quello perché in tanti studiano, hanno altro. E li chiamavo dai boschi, così ero solo e potevo usare il tono della voce che volevo, potevo urlare. I miei arbitri sono stanchi morti. Non è solo il tempo effettivo. Contare tutto stanca da morire! Credetemi. Non è “troppa roba”, vediamo i risultati.L’arbitro non è un essere pensante: se si sofferma sull’errore deve accorgersene solo al termine della partita. In campo non devi pensare: quello che vedi fischi, e se sbagli, santa pazienza. Se i miei arbitri hanno un fastidio alle dita dei piedi, me lo devono dire, mi devono chiamare. Oggi bisogna stare bene, bisogna essere highlander“.
Infine, sul tema del professionismo arbitrale: “Tutto quello che porta a migliorare la qualità degli arbitri è ben accetto. Ma non dobbiamo scordarci la base. Bene in un futuro questo discorso, ma che sia legato a quello del movimento, che non si può fermare”.







































