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·18 febbraio 2026

Serie A, perplessità sul DDL: la Lega chiede modifiche

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L’assemblea della Lega Calcio Serie A ha espresso unanime preoccupazione in merito al Disegno di Legge attualmente in discussione. L’ente organizzatore del massimo campionato professionistico italiano ha manifestato forti riserve su diversi punti del provvedimento, ritenendo che possano generare effetti negativi sull’intero sistema calcistico di vertice.

Al riguardo, la Lega sottolinea il ruolo centrale della Serie A nel panorama economico nazionale, evidenziando il contributo fiscale, occupazionale e industriale garantito dai club. Viene ricordato come le società di A rappresentino la componente prevalente in termini di ricavi e investimenti, sostenendo inoltre le categorie inferiori attraverso meccanismi di mutualità che incidono per il 10% sul totale dei proventi da diritti audiovisivi.


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Particolare contrarietà viene espressa sulla ratio del DDL, che nella relazione illustrativa richiama perdite diffuse nei bilanci e un calo di pubblico e ricavi da diritti tv. Secondo la Lega, tali presupposti non troverebbero riscontro nei dati più recenti, con tassi di riempimento degli stadi in crescita e prospettive economiche in miglioramento.

Tra i punti critici segnalati anche l’assenza di riferimenti specifici alle società quotate in Borsa, che presentano peculiarità in termini di governance e circolazione delle azioni. Nel mirino pure il diritto di prelazione sul titolo sportivo previsto in caso di fallimento: secondo la Lega, la misura contrasterebbe con la natura giuridica del titolo stesso, legato all’affiliazione federale e non liberamente trasferibile, oltre a incidere sull’autonomia dell’ordinamento sportivo.

Ulteriore preoccupazione riguarda il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, con la richiesta di introdurre strumenti di tutela più efficaci per evitare che eventuali enti di partecipazione possano diventare veicolo di interferenze nella governance dei club.

La Lega e le società di Serie A hanno quindi invitato il Parlamento a rivalutare il testo, chiedendo in particolare che venga esclusa l’applicazione del DDL alle società professionistiche del massimo campionato.

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