Serie BKT 2026/27 | Le parole di mister Marco Baroni prima di #PadovaVerona | OneFootball

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·28 agosto 2026

Serie BKT 2026/27 | Le parole di mister Marco Baroni prima di #PadovaVerona

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Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Marco Baroni, rilasciate alla vigilia di Padova-Hellas Verona, match valido per la 2a giornata di Serie BKT 2026/27, in programma sabato 29 agosto alle ore 21, allo Stadio Euganeo di Padova.

Mister, domani affrontate un derby con i tifosi del Verona al seguito, quindi c'è un motivo in più per cercare di fare bene e dare subito un'altra impostazione al campionato. "Siamo sempre contenti quando i nostri tifosi ci seguono e quando, come domenica, ci sono vicini fino al novantesimo. Abbiamo bisogno di questo e sicuramente sarà un incentivo ulteriore. Dobbiamo fare bene e non possiamo sbagliare. È chiaro che nell'ultima partita il risultato ci ha penalizzato sicuramente oltre misura rispetto alla prestazione della squadra, però anche questo ci serve: dobbiamo crescere, migliorare e lo faremo".


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Le chiedo un commento su Zappa, appena arrivato dal Cagliari: lo porterà a Padova? "Devo ancora conoscerlo e parlare con il ragazzo. Ha lavorato sempre con la squadra, domenica ha giocato, quindi valuterò la sua disponibilità".

Ha già fatto un ragionamento su quella che è stata la scorsa partita con l'Ascoli? In che cosa il Verona deve completamente cambiare e cosa deve invece mantenere rispetto a quella partita? "Quello che ho detto alla squadra è che la strada l'abbiamo tracciata anche attraverso quella prestazione. È chiaro che il risultato non ci piace, abbiamo commesso degli errori e dobbiamo eliminarli. Però io vivo di entusiasmo, ho una grande fiducia che mi accompagna sempre in tutto ciò che faccio nella vita e ho la certezza che, anche se quest'anno sarà un anno difficilissimo, voglio trasferire questo entusiasmo in primis alla squadra e a tutto l'ambiente. Abbiamo bisogno di tutti, dei nostri tifosi e del sostegno che ci hanno dato fino al 90' domenica. È quello che serve. Poi accettiamo anche la parte finale, perché so che questo ambiente arriva da tante partite e tante settimane di negatività. Però il passo spetta a noi: io in primis come allenatore, ma poi anche la squadra. Dobbiamo vivere questa gara consapevoli che è un derby, ma di derby ce ne saranno diversi, e soprattutto consapevoli di ciò che dobbiamo fare. Io voglio sempre un passo in più e domani dobbiamo farlo".

Il Verona arriva da un'annata molto difficile e questa negatività è riemersa anche nella partita contro l'Ascoli, soprattutto dopo il pareggio subito. Quanto è importante, quindi, restare tutti uniti per cambiare marcia, soprattutto in vista di una partita come quella contro il Padova, che arriva invece da un momento di grande entusiasmo? "Il Padova è una squadra che sta facendo un buon percorso. Lo scorso anno ha fatto bene e quest'anno si è rinforzata, quindi sarà una partita difficilissima. Quello che dico sempre ai miei giocatori è che il livello delle partite difficili alza il nostro livello. Dobbiamo andare lì consapevoli delle difficoltà, ma anche di quello che dobbiamo fare noi. Non dobbiamo uscire dalla nostra partita. Mi aspetto questo. Sapevo benissimo delle difficoltà che avrei incontrato inizialmente, ma queste difficoltà, come vi avevo già detto, le dobbiamo compensare con l'atteggiamento, l'attenzione e la dedizione. È così che si possono compensare quelle piccole mancanze che in questo momento sono anche naturali".

Il critico, il giornalista, il tifoso dice che ormai questi giocatori li abbiamo visti e rivisti, che non c'è più niente da dare e niente di buono da tirare fuori da loro. L'allenatore, invece, che cosa dice di questi giocatori e di questo gruppo? "Io non la penso così. Voglio migliorare me stesso e voglio migliorare loro. Dobbiamo assolutamente farlo. Ripeto, è solo attraverso le prestazioni convincenti e i risultati che possiamo e dobbiamo invertire questa rotta. La mia attenzione è rivolta solamente a questo".

La mia impressione è che lei abbia costruito questo progetto anche in base a possibili miglioramenti che voleva dal mercato. Se il Verona resta così, è ancora questo il progetto tattico migliore per questa squadra? "In questo momento non voglio nemmeno lontanamente toccare il discorso mercato. Io lavoro su quelli che ci sono. La mia attenzione e quella del mio staff è tirare fuori il meglio da questi giocatori, perché è vero che magari qualcuno non è proprio nella sua posizione, ma con il lavoro non metterei mai un giocatore a fare un ruolo che non può fare. Questo è uno dei miei princìpi. Quando si dice che 'ognuno deve stare a casa sua', significa questo. Però, da questo punto di vista, in questo momento non è tanto il singolo, quanto la squadra. Noi dobbiamo fare una prestazione di squadra di altissimo spessore, sia fisico sia tecnico, perché questi giocatori lo possono fare e lo devono fare".

Tornando a quello che ci siamo detti dopo la partita contro l'Ascoli, cioè la necessità di concretizzare la mole di gioco dal punto di vista offensivo, nei giocatori avanzati ha in mente di provare a cambiare qualche uomo per trovare soluzioni diverse? "Più che un cambio di uomini, voglio dare quell'energia, quella fiducia e quella convinzione che ho io. È lì, secondo me, che la squadra deve lavorare. La convinzione arriva anche dalle prestazioni e dai risultati e questo lo possiamo fare veramente tutti insieme. Chiaramente in questo momento questa energia, questa forza e questa determinazione le deve trovare la squadra. In parte, nella prestazione rispetto alla partita contro l'Entella, la squadra ha fatto anche bene e quindi dobbiamo continuare su quella rotta. Io non voglio assolutamente mollare. Come ho sempre detto, in un percorso ci sono momenti difficili, ma i momenti difficili non devono mai insinuare dubbi. E noi di dubbi non ne abbiamo. Andiamo su questa strada: io lavoro su questa mentalità e cerco di trasferirla alla squadra".

Dawidowicz è arrivato e lo ha messo subito in campo. Come sta e come valuta il suo inserimento? "Pawel è arrivato e l'ho messo subito in campo perché, secondo me, ci serve. Io lo considero un giocatore che ha fatto un percorso, conosce l'ambiente, conosce la squadra, conosce tutto. Secondo me ha fatto una buona partita. Sicuramente non è al 100% della condizione, ma con la sua esperienza e con il suo spessore può assolutamente compensare questa mancanza. In questo momento ci sono squadre che partono un po' più forti, ma queste cose a noi non devono interessare. Adesso pensiamo solamente a questa partita, come se non ci fosse un domani. Non penso alle prossime, anche se so che abbiamo delle partite ravvicinate. A noi servono queste gare proprio per metterci a dura prova, per alzare il nostro livello e per verificare anche il lavoro che viene svolto settimanalmente.

E per quanto riguarda Mosquera e gli altri giovani come Vermesan, De Battisti e Tagne? "Mosquera è rientrato da due giorni con la squadra. Per quanto riguarda gli altri, sono ragazzi molto interessanti che io vorrei far crescere e far lavorare con noi. Anche Tagne, che è entrato da terzino, è un centrale difensivo e un ragazzo molto interessante che ha bisogno di fare un percorso e da questo punto di vista lo farà sicuramente".

Nel post partita di Ascoli ha parlato di superficialità: come si allena la mentalità per evitare questi momenti? "Per quanto riguarda il post-Ascoli, gli errori bisogna guardarli negli occhi. Li abbiamo analizzati senza vergogna: si guardano, si affrontano e si cresce. È chiaro che si lavora per non ripetere certe situazioni, questo è sicuro".

Come sta Korac? "Korac è un ragazzo che si è inserito molto bene, con grande dedizione e impegno. In questo momento devo fare delle scelte e quindi ho preferito altre soluzioni. Lui comunque viene da un'annata in cui giocava a tre, ma al di là di questo il ragazzo è inappuntabile in tutto il lavoro che svolge e che ha svolto dal primo giorno. È uno di quelli che è sempre sul pezzo, quindi anche lui piano piano troverà il suo spazio".

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