Serie BKT 2026/27 | Le parole di mister Marco Baroni prima di #VeronaAscoli | OneFootball

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·22 agosto 2026

Serie BKT 2026/27 | Le parole di mister Marco Baroni prima di #VeronaAscoli

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Verona - Le dichiarazioni dell'allenatore gialloblù Marco Baroni, rilasciate alla vigilia di Hellas Verona-Ascoli, match valido per la 1a giornata di Serie BKT 2026/27, in programma domenica 23 agosto alle ore 19, allo stadio 'Bentegodi'.

Domenica la società farà un'iniziativa per ricordare Osvaldo Bagnoli. Lei lo ha conosciuto e ha vissuto in campo gli ultimi anni della sua esperienza. Che ricordo ha di lui? E, secondo lei, è stato un allenatore che ha portato qualcosa di nuovo nel calcio italiano dell'epoca? "L'ho già detto, quindi mi ripeto: è stato un allenatore straordinario, capace di compiere un'impresa pazzesca. È bastato vedere e leggere tra le righe quello che raccontavano i suoi giocatori per capire la grandezza di quest'uomo, che ha fatto qualcosa di unico. Sicuramente è stato un innovatore, perché quel Verona, al di là della grandissima impresa, era una squadra che giocava con grande coraggio, entusiasmo, gioia, dedizione e passione, ma soprattutto con grande coralità. Chi ha vissuto quegli anni può capire il grande lavoro che ha svolto. Credo che bisognerebbe rendergli omaggio tutte le domeniche. Rimane indelebile il ricordo di una persona che ha fatto la storia e che sarà per sempre una leggenda".


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Quali sono le sue certezze, quali le sue ambizioni e quali, invece, le preoccupazioni? "Quando inizi un nuovo percorso devi sapere dove vuoi arrivare. In ogni percorso c'è una direzione e noi l'abbiamo data alla squadra. Sappiamo che lungo il cammino ci saranno delle difficoltà, ma devono essere affrontate e superate, sempre seguendo quella direzione e con convinzione. In questo momento posso dire di avere fiducia nel lavoro della squadra, perché lavora con dedizione, concentrazione e grande attenzione. Sono convinto che domani farà la prestazione massimale che ha a disposizione".

Da più parti il Verona viene indicato tra le favorite di questa Serie B. Avverte questa responsabilità? "Ci indicano tra le favorite anche perché si pensa che una squadra retrocessa debba essere necessariamente favorita. Ma ve l'ho già detto nella mia prima conferenza: ci sono state diverse squadre retrocesse che poi sono scese ulteriormente di categoria. Io non sono abituato a guardare queste cose. Vedo un campionato difficile, con squadre forti e molto organizzate e allenatori giovani che hanno portato idee nuove. Sarà un campionato competitivo, basta vedere anche la prima partita di ieri. C'è tanto lavoro da fare, questo è sicuro. L'unica certezza che ho è proprio questa: dobbiamo lavorare tanto, insieme ai ragazzi".

Qual è la ricetta per partire bene domani, anche considerando l'entusiasmo di una neopromossa? "Intanto incontriamo una squadra pericolosa, con un allenatore bravo che, nel percorso fatto, ha saputo dare organizzazione a una squadra che sa cosa fare in campo.  Noi dovremo aggrapparci a quello che ho detto prima: alla prestazione massimale. È chiaro che siamo in un momento di costruzione. Abbiamo svolto 42 allenamenti insieme, partendo con un centravanti che poi è andato via e con un esterno che ora è fermo per questioni di mercato. Ci sono anche ragazzi arrivati da pochissimo tempo. Questo, però, non deve rappresentare un alibi. Fa parte delle difficoltà che si incontrano lungo un percorso e che possiamo e dobbiamo superare solamente con grande attenzione e dedizione, con grande ferocia e con quello spirito di sacrificio che deve essere proprio di una squadra".

Bagnoli chiedeva ai suoi giocatori dove volessero giocare e costruiva il vestito ideale per le caratteristiche dei suoi calciatori. Attualizzando questo messaggio, è il vestito giusto quello che stai costruendo per i giocatori che hai a disposizione e per questo Verona? "Se per "vestito giusto" intendi il sistema di gioco, io sono stato chiaro con la società: non voglio ricommettere l'errore che ho fatto lo scorso anno. Noi andiamo su questa strada. Per quanto riguarda il mercato, sono stato chiaro sia con voi sia con la società. Anche quando, in ritiro, ho parlato del fatto che ci sarebbe stata solamente un'uscita, oltre a quella di Montipò, era perché queste erano le cose che ci eravamo detti. Anch'io utilizzo questo metodo: mettere i giocatori nella posizione più adatta alle loro caratteristiche. È chiaro che quando cambi tanto e quando stai costruendo una squadra è difficile avere tutto subito. In questo momento dobbiamo essere forti nella convinzione del lavoro che ci aspetta e che abbiamo intrapreso. All'interno di questo percorso ci saranno delle difficoltà, ma è proprio nelle difficoltà che la squadra deve tirare fuori la capacità necessaria per affrontare questo campionato".

La sensazione, vedendo il Verona in Coppa Italia, è quella di una squadra tecnicamente buona ma con un deficit di personalità, anche considerando l'annata particolarmente difficile da cui arriva. La personalità si può "comprare"? E, anche in base alla sua esperienza da giocatore oltre che da allenatore, che cos'è la personalità in una squadra? "Questa squadra viene da un'annata che tutti conosciamo ed è inutile ripeterlo. Un grandissimo allenatore diceva che la mentalità vincente si trova solo vincendo. Noi dobbiamo partire da questo. Credo che il risultato sia spesso una componente della prestazione, in cui, però, ci sono degli elementi che non possono mancare: attenzione, concentrazione, dedizione, compattezza e spirito di sacrificio. Noi partiamo da lì e sono convinto che domani la squadra metterà in campo, come ho detto, la sua prestazione massimale".

Qual è il livello di condizione della squadra e quanto sono pronti gli ultimi arrivati, in particolare Dawidowicz, Lella e Le Borgne? E in attacco l'orientamento è quello di confermare Sarr oppure è più propenso a schierare Mulattieri? "Se la squadra corre e va forte, possono giocare anche insieme. Le Borgne non era disponibile contro l’Entella perché non era ancora arrivato il tesseramento, ma adesso credo sia tutto a posto. Lella è un giocatore che si è sempre allenato anche con un altro Club e con noi ha svolto quattro allenamenti. Dawidowicz lo conosciamo: è appena arrivato, sta bene, ma anche lui ha quattro o cinque allenamenti con la squadra. Bega, invece, ha saltato tutta la preparazione. È con noi da una settimana perché, dopo i primi tre giorni, si è fermato ed è rientrato adesso. Ci sono quindi alcune situazioni che devo gestire con attenzione. Possono rappresentare risorse importanti, ma sicuramente, dal punto di vista fisico, non sono ancora al livello degli altri giocatori che hanno lavorato finora con noi. Proprio per questo servono ancora di più quelle componenti di cui ho parlato: attenzione, dedizione e spirito di squadra. Servono anche per aiutare quei giocatori che, dal punto di vista fisico e tattico, non sono ancora completamente dentro i nostri meccanismi".

Dopo 42 allenamenti, a che punto è il Verona che ha in testa e che vuole costruire, considerando che siamo solamente all'inizio di una stagione lunga e usurante come quella di Serie B? "Ogni partita è una verifica, e si lavora tanto durante la settimana per arrivarci. C'è molto lavoro da fare e ne siamo consapevoli. Non vale solamente per il Verona, ma anche per le altre squadre. In questo momento bisogna avere grande convinzione e, come ho detto prima, portare in campo una prestazione massimale. Devo essere onesto: vedendo il numero degli abbonati, questa piazza e questo pubblico straordinario, noi non dobbiamo spaventarci. Dobbiamo fare qualcosa di straordinario per essere all'altezza dell'entusiasmo della gente. Dobbiamo essere pronti a questo".

A che punto è lo spogliatoio, il gruppo, una componente che l'anno scorso è venuta a mancare? "Io non so come fosse lo spogliatoio l'anno scorso. Io guardo a quello che ho davanti. In questo momento c'è una squadra dedita al lavoro, che crede in quello che facciamo. Per me questo è già importante. Quando vi ho parlato della fiducia verso la squadra, mi riferivo proprio a questo: alla dedizione e all'attenzione che i giocatori mettono nel lavoro. Queste sono le basi".

Ha dimostrato di avere grande fiducia in Slotsager, che l'anno scorso non ha avuto molto spazio e che in Coppa Italia ha commesso un errore. È giusto continuare a dargli fiducia, considerando che l'errore fa parte del gioco? E quanto crede in questo ragazzo? Inoltre, a centrocampo potrebbero esserci novità? "Slotsager è un ragazzo forte, giovane e con delle qualità che considero importanti. Sicuramente crescerà, perché ha attenzione e grande passione per il lavoro settimanale. Anche lui sta facendo un percorso e, se qualcuno commette un errore, come ho detto prima, non deve fermarsi per questo. In un percorso c'è una direzione e dobbiamo continuare a seguirla. La fiducia è la prima cosa da parte mia. Poi, chiaramente, ci sono delle valutazioni da fare, ma per me lui è un titolare. Quando vi ho parlato della volontà di arrivare ad avere 22 titolari è perché in questo campionato serve questo. Quando c'è il 50% di possibilità di cambiare, significa che non bastano i primi undici. Chi entra in campo lo fa nei momenti più importanti delle partite, quelli in cui spesso avvengono i cambiamenti di risultato. Per quanto riguarda il centrocampo, ho ancora un ultimo allenamento e alcune situazioni da valutare. Lo faremo oggi pomeriggio. Mi prendo ancora qualche ora per decidere, anche perché alcuni ragazzi sono arrivati da poco, mentre altri lavorano con noi da più tempo. Domani il centrocampo sarà fondamentale, perché l'Ascoli è una squadra che ha idee, palleggio e sa cosa fare in campo. Voglio quindi prendermi ancora del tempo per valutare".

Harroui è un giocatore importante che dopo l’infortunio a Parma forse non è mai tornato ai livelli che Verona e i tifosi si aspettavano. Come lo vede per questa stagione? Quanto ci conta e quanto lo vede carico e desideroso di rimettersi in gioco? "È un ragazzo che ha grande attenzione e grande dedizione. È chiaro che mi aspetto molto da lui, perché è un giocatore che ha qualità e che ha già fatto cose importanti. Dobbiamo riportarlo, dal punto di vista psicofisico, al massimo livello. Abbiamo intrapreso un percorso insieme e io ho molta fiducia, perché è un giocatore di qualità che deve darci un contributo importante. Prima si parlava del "far giocare i giocatori a casa loro": lui, a casa sua, deve mettere qualcosa in più. I ritmi e l'aggressività di questa categoria richiedono di alzare il livello sotto tutti questi aspetti: corsa, aggressività, velocità e capacità di rientro. Ci stiamo lavorando, ma non solo con lui, anche con altri giocatori".

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