Setti: “D’Amico vive il campo nella quotidianità e lavora in simbiosi con l’allenatore. Il duo con Gasperini penso possa essere vincente” | OneFootball

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·23 giugno 2026

Setti: “D’Amico vive il campo nella quotidianità e lavora in simbiosi con l’allenatore. Il duo con Gasperini penso possa essere vincente”

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Maurizio Setti, ex presidente del Verona, ha parlato del nuovo direttore sportivo della Roma Tony D’Amico.

Intervenuto ai microfoni de Il Romanista l’attuale proprietario della Forte Virtus, ha commentato l’arrivo ai giallorossi del nuovo ds, con cui ha collaborato in passato all’Hellas..


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Setti: “Ci vuole un impegno assoluto e Tony lo dimostrerà. La Roma merita di vincere sistematicamente”

Lei conosce bene D’Amico, nuovo ds della Roma. Quanta curiosità ha nel vederlo all’opera? “Diciamo che a Roma tritate un po’ tutti, eh! Sicuramente il direttore sportivo è un ruolo fondamentale, ds e allenatore devono essere coordinati, altrimenti non si può più lavorare come una volta. Ci vuole un impegno assoluto e Tony lo dimostrerà. La Roma merita di vincere sistematicamente, perché è una città troppo bella e importante”.

C’ve un aspetto caratteriale o di attitudine sul lavoro sul quale si sente di scommettere su di lui? “La prima cosa è che è uno che lavora in simbiosi con l’allenatore. Conosce bene Gasperini, non è facile lavorare con un tecnico come lui, ma si ritroveranno dopo l’Atalanta e quindi sarà un vantaggio. La caratteristica di Tony è che vive il campo nella quotidianità. Ci sono sfumature che vanno lette, di malumori e di problematiche di spogliatoio, che un direttore deve saper gestire. Da questo punto di vista, oltre all’onestà e trasparenza, ha capacità importanti. Anche lui, come Sogliano, non è un uomo che ha necessità di apparire in prima linea. Ce la farà sicuramente”.

È più un talent scout o un gestore dello spogliatoio? “Quando l’ho promosso a fare il direttore era uno scout sotto la responsabilità di Fusco. Oggi, dopo tanti anni, è molto più completo. Credo possa essere bravo nella gestione ma anche nello scegliere i calciatori adatti. Oggi a livello di dati possiamo controllare qualsiasi cosa, ma il cervello no. Il fatto di poter studiare un calciatore mentalmente, per capire se può essere adatto all’ambiente della Roma, è la vera sfida su cui dovrà misurarsi visto che la piazza è diversa da Verona e Bergamo. Sicuramente dovrà fare attenzione alle sigarette, ma non credo ci sia speranza (ride, ndr)”.

La lontananza fisica con i Friedkin, rispetto alla vicinanza con lei e Percassi, sarà una difficoltà? “Andare a Roma con una proprietà meno presente fisicamente e più manageriale sarà una nuova esperienza, ma non credo sarà una difficoltà per lui. Tra l’altro ha avuto modo di lavorare anche con la nuova proprietà americana dell’Atalanta. Il duo con Gasperini penso possa essere vincente”.

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