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·28 maggio 2026
Sfuma Iraola, Pochettino in lista per il post-Allegri al Milan! L’identikit del tecnico argentino che fece sognare il Tottenham

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Con Andoni Iraola sempre più vicino alla permanenza in Premier League sulla panchina del Crystal Palace (anche per ragioni economiche), il Milan sposta lo sguardo oltreoceano per il dopo-Allegri. A convincere i rossoneri in questo momento sarebbe il profilo di Mauricio Pochettino, tecnico argentino di origini torinesi, attuale commissario tecnico degli Stati Uniti e atteso protagonista ai prossimi Mondiali.
Dopo una carriera da calciatore iniziata al Newell’s Old Boys e proseguita in Europa tra Espanyol, PSG e Bordeaux, Pochettino debutta in panchina proprio all’Espanyol (dal 2009 al novembre 2012), dove colleziona un 8° e un 14° posto. La vera svolta arriva però al Southampton (2013-2014): un 14° e un 8° posto convincenti, che lo lanciano definitivamente nel panorama delle grandi squadre.
L’anno successivo è il Tottenham a scommettere su di lui. Sotto la sua guida, gli Spurs centrano, dopo un 5° posto al debutto, ben quattro qualificazioni consecutive in Champions League (due terzi posti, un secondo e un quarto posto). Il culmine del ciclo arriva proprio nella quarta stagione, quando trascina il club londinese fino alla storica finale di Champions League, persa poi contro il Liverpool.
Nel 2020, dopo l’esonero dal Tottenham, sposa il progetto del PSG. Subentrato a stagione in corso, chiude il primo anno al 2° posto in Ligue 1, per poi vincere il titolo nella stagione successiva; un traguardo che, tuttavia, non basta a garantirgli la riconferma. Nel 2023-24 spetta al Chelsea puntare su di lui, ma l’avventura si interrompe consensualmente dopo un solo anno, concluso al 6° posto. Da settembre 2024 è alla guida della nazionale USA, pronto a rilanciarsi nella vetrina mondiale.
Da allenatore, la sua bacheca conta attualmente solo i titoli conquistati all’ombra della Torre Eiffel: una Ligue 1, una Coppa di Francia e una Supercoppa francese, ma i risultati sono spesso arrivati in realazione alle squadre allenate soprattutto nelle esperienze precedenti a quella parigina dove è mancato il sogno Champions.
Il calcio di Pochettino si fonda su una straordinaria intensità atletica e su una struttura tattica che richiede un sacrificio totale. James Ward-Prowse, che lo ha avuto come manager al Southampton, ha riassunto perfettamente lo sforzo richiesto coniando una frase rimasta celebre: “Servono due cuori per giocare con lui”.
Il suo modulo di riferimento storico è il 4-2-3-1, sebbene abbia spesso virato sul 4-3-3 (specialmente al PSG) o sulla difesa a tre, adattandosi alle caratteristiche della rosa.
Costruzione dal basso: Predilige una manovra fluida che parte dai difensori centrali. In questo scacchiere i terzini sono la chiave: spingono molto alti per garantire ampiezza, agendo quasi da ali aggiunte, mentre i due mediani si scambiano continuamente i compiti di copertura e impostazione.
Flessibilità sulla trequarti: Ai trequartisti e agli esterni (come accadeva con Dele Alli e Son ai tempi del Tottenham) viene concessa grande libertà di accentrarsi, attaccare lo spazio e scambiarsi di posizione per non dare punti di riferimento ai difensori avversari.
Il “Bielsismo” e il pressing: Cresciuto sotto l’influenza di Marcelo Bielsa, Pochettino esige un pressing asfissiante e orientato sulla palla nella metà campo avversaria. L’obiettivo è il recupero immediato per colpire la difesa avversaria scoperta (transizione positiva). Quando il primo pressing viene superato, la squadra si ricompatta rapidamente difendendo a zona.
In caso di sbarco a Milanello, il tecnico argentino ritroverebbe diverse vecchie conoscenze. Oltre a Christian Pulisic, che allena attualmente nella nazionale statunitense, Pochettino ha già guidato a Londra sia Christopher Nkunku che Ruben Loftus-Cheek, proprio nell’estate in cui lo stesso Pulisic lasciava il Chelsea per trasferirsi in rossonero.







































