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·25 settembre 2026
Shevchenko compie 50 anni, dal Pallone d’Oro alla missione per l’Ucraina: «Voglio la pace per il mio Paese»

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Andriy Shevchenko si prepara a festeggiare i suoi 50 anni e, in occasione del traguardo, si è raccontato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. L’ex attaccante di Milan, Chelsea e Dinamo Kiev, oggi presidente della Federcalcio ucraina, ha parlato del suo impegno nel calcio del proprio Paese durante la guerra, dei momenti più importanti della carriera e del rapporto ancora fortissimo con il mondo rossonero.
LA MISSIONE IN UCRAINA – «Sono in piena attività, mi tengo sempre occupato. E ho questa missione adesso: cercare durante la guerra di sostenere al massimo il calcio in Ucraina, con tutte le difficoltà che incontriamo cerchiamo di minimizzare le perdite. Non esiste più una vita normale, la situazione è peggiorata tanto, soprattutto per le nuove generazioni: sotterranei, scuole online, attacchi che continuano. Non è una vita però stiamo andando avanti, cerchiamo di adattarci. Resistiamo, non ci abbattiamo».
Shevchenko ha spiegato come lo sport rappresenti un punto di riferimento per i giovani ucraini, soprattutto in un periodo così complesso.
IL RUOLO DEL CALCIO – «Facciamo il possibile. È la mia sfida, la sfida della federazione. Tre anni fa abbiamo inserito un nuovo torneo che si chiama School League: siamo partiti con 12mila ragazzi, ora siamo già arrivati a 50mila. Il calcio, lo sport in generale, sta giocando un ruolo importante perché è l’unica possibilità di svago per i giovani».
L’ex Pallone d’Oro ha poi respinto il paragone con i veri protagonisti della resistenza ucraina.
GLI EROI DELLA GUERRA – «No. I simboli sono altri, adesso è il tempo dei veri eroi, che difendono il Paese, che fanno parte dell’esercito e della resistenza. Noi con il calcio dobbiamo cercare di dare loro sollievo, un sorriso».
Tra i ricordi più importanti della sua carriera ci sono il Pallone d’Oro, la Champions League con il Milan, le sfide europee con la Dinamo Kiev e l’esperienza al Chelsea.
I MOMENTI INDIMENTICABILI – «Ricordo bene il giorno della prima convocazione nelle squadre giovanili della Dinamo Kiev, e quando ho giocato le prime partite in Champions contro Barcellona, Real, Bayern. Poi il passaggio al Milan e le grandi stagioni, la Champions vinta. E il Pallone d’oro: terzo ucraino a vincerlo, motivo di grande orgoglio».
Sul rapporto con il calcio italiano, Shevchenko ha ribadito il suo legame con il Milan e con il nostro Paese.
IL LEGAME CON MILAN E ITALIA – «Il Milan è sempre nel mio cuore e sarò sempre suo tifoso. E anche l’Italia è sempre nel mio cuore, è la mia seconda patria. Non lo dico per fare piacere a qualcuno, ma perché è vero».
Infine un messaggio per il calcio italiano, chiamato secondo Shevchenko a valorizzare il proprio talento.
IL FUTURO DEL CALCIO ITALIANO – «Non lamentatevi troppo, uscirete da questo momento. Apprezzate la vostra storia e pensate che avete tanto talento dentro, c’è soltanto bisogno di cambiare un po’ di cose e si riparte. Avete anche le persone giuste per farlo».
Per il suo cinquantesimo compleanno, però, il desiderio più grande resta uno solo: «La pace. Voglio che nel mio Paese la gente possa vivere in pace prima possibile».







































