Calcio e Finanza
·24 novembre 2025
Si accende lo scontro A22-UEFA sulla Superlega: dalle trattative al nuovo format fino alla richiesta di danni, cosa c’è dietro la battaglia legale

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·24 novembre 2025

Lo scontro sulla Superlega si accende di nuovo. E si trasforma in una battaglia a tutti gli effetti legale, oltre che di politica sportiva. Come appreso da Calcio e Finanza, infatti, A22 ha compiuto ufficialmente due mosse parallele annunciate nella giornata di oggi e che segnano una nuova fase nell’acceso confronto con la UEFA: da un lato ha presentato una richiesta formale di riconoscimento del proprio torneo (in una lettera inviata alla Federcalcio continentale venerdì 21 novembre), dall’altro ha avviato un’azione per il risarcimento dei danni che ritiene di aver subito negli ultimi anni a causa delle norme considerate non conformi al diritto europeo. Una decisione maturata dopo mesi di trattative riservate che, secondo quanto emerge da ambienti vicini al progetto, non hanno prodotto alcun progresso concreto.
A22 aveva inviato alla UEFA la richiesta ufficiale di riconoscimento già alla fine del 2024, entrando in una fase di interlocuzione tecnica che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto verificare la compatibilità tra le linee rosse dell’organismo europeo e il nuovo format proposto. La società riteneva di aver avanzato proposte significative e di essersi avvicinata ad alcune delle richieste di Nyon. L’obiettivo era quello di modificare – senza stravolgerlo – l’attuale assetto delle competizioni europee, introducendo tre elementi considerati centrali: un format più moderno, una governance che coinvolgesse i club come avviene nei campionati nazionali, e un nuovo modello di distribuzione dei diritti audiovisivi (quindi implementare la piattaforma gratuita UNIFY, presentata da A22 nei mesi scorsi) pensato per abbattere costi, frammentazione e barriere di accesso per i tifosi. Arrivando quindi a migliorare la competizione, migliorare l’esperienza per i fans e migliorare la posizione delle società, che dovrebbero essere responsabili della competizione che disputano.
Entrando nello specifico, il format proposto da A22 prevedeva lo stesso modello svizzero attuale, ma dividendo il girone unico da 36 squadre in due gironi da 18 club ciascuno, per migliorare la qualità del prodotto offerto. Le altre modifiche, oltre alla piattaforma UNIFY, riguardavano la creazione di una sorta di CdA, affiancato alla attuale struttura di governance UEFA ed EFC (ex ECA), formato dai rappresentanti dei club partecipanti con diritto di veto sulle decisioni riguardanti modifiche al formato, alla distribuzione dei ricavi e sulle decisioni che incidono sugli aspetti commerciali e sportivi della competizione.
Tuttavia, secondo quanto filtra da fonti vicine ad A22, il confronto non ha mai prodotto aperture reali da parte della UEFA. L’impressione maturata è che non ci sia mai stata disponibilità a valutare modifiche sostanziali all’attuale sistema. Il 29 ottobre scorso, poi, è arrivata la sentenza della Corte d’Appello di Madrid, che ha condannato UEFA e FIFA per abuso di posizione dominante. Si tratta del terzo diverso tribunale europeo che ha emesso una sentenza coerente con i precedenti: l’abuso da parte della UEFA della propria posizione di monopolio dominante non può essere tollerato e le sue pratiche esclusive devono cessare. Da qui la scelta da parte di A22 di chiudere la fase di dialogo e procedere con il doppio passo: aprire un contenzioso economico e puntare sulle sentenze che ribadiscono gli obblighi regolamentari imposti alla UEFA di dover riconoscere le nuove competizioni, visto che la Federcalcio europea non è intervenuta ancora per rispondere alle sentenze arrivate in questi anni.
La richiesta di risarcimento, che sarà depositata a Madrid, si fonda sull’idea che la violazione del diritto della concorrenza sia già stata accertata a livello europeo, a partire dalla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per arrivare al Tribunale di Madrid. In base a questa chiave di lettura, il giudice chiamato a pronunciarsi dovrebbe soltanto quantificare l’entità del danno: il comportamento, d’altronde, è già stato condannato, è la posizione dietro la scelta di far partire la richiesta di risarcimenti. La cifra emersa nelle scorse settimane (4,5 miliardi di euro) come potenziale richiesta era riferita al solo Real Madrid: per quanto riguarda A22, la determinazione finale spetterà a un perito indipendente nominato dal tribunale.









































