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·23 luglio 2026
Silvestrin: «Il Milan è nel delirio, Amorim sarà la tomba di Cardinale. Si rischia una simpatica catastrofe» – ESCLUSIVA e VIDEO

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·23 luglio 2026

Enrico Silvestrin, noto attore, presentatore radiotelevisivo e storico tifoso del Milan, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di MilanNews24 per analizzare il momento dei rossoneri. Nel corso della lunga intervista, Silvestrin ha espresso giudizi durissimi sulla gestione di Gerry Cardinale, soffermandosi sul mercato, sulla situazione di Rafael Leao, sull’arrivo di Ruben Amorim e sulle prospettive della squadra. Non sono mancati, inoltre, i passaggi dedicati a Paolo Maldini e al futuro della Nazionale italiana, con un’analisi senza filtri destinata a far discutere.
Ciao Enrico, innanzitutto permettimi di farti i complimenti per la coerenza con la quale stai portando avanti la tua posizione riguardo gli ultimi anni del Milan, che sono stati tutto, tranne che qualcosa che è avvicinabile al Milan che tutti noi abbiamo conosciuto. Dopo la fine tragicomica dell’ultima stagione c’è stato, sembrerebbe almeno in apparenza, un cambio di passo della società con cento e oltre milioni spesi per gli arrivi di Goncalo Ramos e Gila, anche se adesso il mercato è in una fase di totale stallo, da una ventina di giorni a questa parte. Volevo una tua analisi più in generale su questa gestione di Cardinale, anche se conosciamo bene tutti il tuo pensiero, e su queste prime mosse del nuovo Milan di Amorim sul mercato
«Allora, prime mosse è già un concetto abbastanza relativo perché siamo al 23 di luglio e quindi non sono più prime mosse, perché sono mosse che ormai hanno quanto? Un mese? Quindi da calcolare all’interno di un mese sono le due mosse che sono state fino a questo momento. Una, secondo me, estremamente corretta, quella di Gila, servono difensori che possano andare bene, ma questa intuizione è un’intuizione firmata da Tare, che comunque è stato anche mandato via, quindi non è indubbiamente una mossa di questo nuovo management. Tare è ovvio, aveva indicato anche altri giocatori che non verranno, ma su questo giocatore mi sembra abbastanza facile, anche per il prezzo, che comunque ritengo un prezzo congruo.
Caso diverso per me è Ramos, perché per anni si è completamente sottovalutato il problema del centravanti, si è continuato a cercare soluzioni che fossero espedienti, invece che investimenti concreti. L’unico è stato Gimenez, ma non ha funzionato, e praticamente si va su un giocatore strapagato, un giocatore che è talmente strapagato che rende necessaria la cessione di Leao per poter rientrare di quei soldi. Quindi anche in questo caso cos’è cambiato di fatto? Mi pare poco, nel senso che sempre si fa il conto tra soldi che escono e soldi che rientrano. La regia di Mendes ha portato sicuramente a una serie di conseguenze. Ti faccio arrivare un giocatore che tra poco vivrebbe una naturale probabilmente concorrenza, quindi faccio in modo che scelga il tuo progetto senza Champions, quindi un progetto zoppo.
Per farlo però tu mi devi dare una cifra molto più alta. Questa cifra serve per fare un favore al PSG, che in quel caso è più felice a venderlo a te che non a 40 milioni a qualcun altro, che sarebbe la cifra probabilmente di questo panchinaro del Portogallo e panchinaro del PSG. Tra l’altro non è un panchinaro perché si è trovata la strada chiusa. Nasce come titolare, panchinato e addirittura panchinato da un giocatore come Dembélé che è stato portato a fare il falso 9, cioè non è neanche nel suo ruolo ideale».
Diciamo che è più giustificata la panchina col Portogallo visto chi è davanti, che praticamente Ronaldo decide in autonomia se giocare o meno…
«Assolutamente, però fa la panchina a un quarantunenne. Se fosse così tanto meglio di Ronaldo probabilmente giocherebbe lui e l’allenatore se ne fregherebbe. Ad ogni modo queste sono considerazioni di altri, poi il valore lo si vedrà. Probabilmente potrà anche andare bene, ma intanto è un solo giocatore e non risolve un attacco che dopo di lui vede Camarda e Kostic, quindi stiamo parlando del nulla più completo.
Cioè parliamo di scommesse su scommesse su scommesse. Scommessa il titolare, scommesse le riserve. Giocatori che non so quanti gol possano fare Camarda o Kostic, ma dovrebbero giocare i titolari, giocare molto spesso solo da subentranti. Quanti gol vuoi che facciano? Quindi possiamo parlare di che cosa? Dieci gol al massimo, se è veramente grasso che cola che possano portare questi due giocatori. Quindi è tutto sulle spalle di Ramos che non ha una reale seconda linea ed è un giocatore che è stato strapagato in questa maniera di fatto per una serie di favori che hanno reso possibile l’operazione. Senza questi favori non sarebbe stata possibile, il giocatore avrebbe scelto probabilmente un’altra piazza e non il Milan.
Quindi Cardinale si è trovato costretto, o comunque obbligato, ad accettare anche la promessa di Mendes di cedere Leao, cioè di dare una mano per quanto riguarda le cessioni e quindi aiutare a far tornare i conti. Perché un esborso del genere, che chiaramente da un punto di vista fiscale è stato ammortizzato dentro il bilancio dello scorso anno, che comunque era già in perdita, il prossimo anno però avrà un peso importante. Quindi se non abbassi il costo della rosa attraverso altri giocatori che costano tanto, i nomi li conosci, sappiamo quali sono, ovviamente hai un problema serio.
Perché hai fatto una mossa di apertura molto demagogica che serviva chiaramente per far capire che qualcosa è cambiato, ma in realtà non è cambiato assolutamente nulla. È semplicemente una mossa così in vetrina, ma è una mossa che, come al solito, grazie al Dio del calcio e al karma, poi gli va nel sedere a Cardinale, perché adesso è completamente incartato. Se non vende Leao, che è un giocatore che oltre a non valere probabilmente i 60 milioni che Cardinale chiede, e che chiede non perché sia il valore del giocatore ma perché sono quelli che gli servono per poter rientrare di Ramos, la cessione di Leao non serve a sbloccare i futuri acquisti, serve semplicemente a far rientrare dell’affare Ramos.
A quel punto serviranno poi le cessioni dei Fofanà, dei Tomori, di tutti gli altri giocatori, calcolando anche gli esuberi che tornano, di una rosa che solo apparentemente è lunga. Perché sono 31, ma giocatori di movimento validi con cui puoi fare il gioco di Amorim secondo me ce n’hai cinque o sei, non vado oltre. In generale i giocatori di movimento stai intorno ai venti rispetto ai ventidue della scorsa stagione e secondo me hai un serissimo problema. Perché in questo caso non hai un allenatore adattabile, o comunque adattato, che si adatta al materiale a disposizione, come era Allegri. In questo caso hai un allenatore integralista che non cambierà assolutamente nulla e quindi necessita di questi giocatori.
Il Modric di turno, che farà 41 anni durante questa stagione, non può fare il mediano all’interno del sistema di gioco di Amorim e non hai in realtà un mediano che, tranne Rabiot, possa fare questo gioco. Quindi hai bisogno di fare investimenti. Qua devi comprare tanti di quei giocatori dove, visto il budget, perché adesso neanche 40 milioni per Karetsas ti puoi permettere se non fai le cessioni, devi venderne talmente tanti che ti ridurrai all’ultimo secondo con giocatori che dovranno acquisire tutti i parametri di Amorim a memoria. E non lo puoi fare durante la stagione, perché così bruci completamente la preparazione. Il Milan non può fare nulla in questo momento. La situazione è identica allo scorso anno. Siamo in una situazione di delirio con la differenza che prima c’era un allenatore che si poteva adattare e anche lo stesso ruolo di totem di Modric… Non mi pare che l’anno scorso con Modric si sia andati al quinto posto».
Hai toccato diversi temi in questa tua analisi. Quello su cui volevo soffermarmi era sia la gestione della vicenda Leao che, come hai correttamente evidenziato tu, è stata appaltata, subappaltata a Mendes ma per ora con scarsi risultati. Ma soprattutto la domanda che volevo farti è questa: visto che al termine dello scorso campionato, oltre a tutti i licenziamenti in serie che sono stati fatti da Cardinale, si vociferava della partenza di tanti dei big che fanno parte della rosa del Milan. Hai citato Rabiot, lo stesso Modric che probabilmente oggi rinnoverà. Come pensi che verrà alla fine risolta la grana Leao e se ti ha sorpreso, almeno fino ad oggi, la permanenza di tutti quei calciatori che rappresentano comunque i migliori esponenti della rosa a disposizione di Amorim, non tanto magari per le sue idee di gioco ma per lo status in sé dei calciatori stessi.
«Allora intanto sul discorso per quanto riguarda il subappalto a Mendes ci tengo a chiarire una cosa. Il subappalto a Mendes è di fatto la certificazione dell’inutilità dei sette grandi, che poi sono stati messi, i sette nani che poi sono stati passati a grandi, in questo team che serve soltanto come circostanza. Un team che non è mai stata la prima scelta perché abbiamo visto che si sono orientati prima su Rangnick, poi sugli altri due dell’Eintracht. Quindi comunque DS e DT e oggi ci ritroviamo con un team dove non c’è un DS, dove non c’è un DT. Kirovski non è tra questi perché sarebbe tra l’altro l’unico DS del gruppo da ieri. Quindi di fatto è certificato che anche questo team non serve assolutamente a nulla se non ad avere delle persone che poi riportano a Cardinale, che dovrebbe avere l’ultima parola ed è il più incompetente degli otto.
Per quanto riguarda invece il discorso dei giocatori che rinnovano e che confermano, io personalmente ne vedo soltanto uno ed è Modric. Mi risulta che Rabiot abbia detto questo in sede di conferenza stampa, di intervista post partita. Questo è quello che è stato raccontato da noi, ma l’intervista, per chi vuole, c’è su YouTube, si trova dappertutto, ed è diversa nei contenuti. Rabiot dice: “Riparto dal Milan.” Sì, ma è ovvio. Che cosa ti deve dire? “Riparto dalla Lazio?” Non sono tutti stupidi come Leao che vanno a fare questo tipo di dichiarazioni suicidandosi di fatto».
Quindi tu pensi che non sia certa la permanenza di Rabiot?
Io non penso nulla. Io penso soltanto che non sia garantita e confermata come viene strombazzato. È un discorso diverso. Tra la certezza e la possibilità c’è esattamente quello che sta succedendo. Tant’è che lui è stato possibilista, perché ha detto:
“Vediamo, dobbiamo, io e Mike, parlare con Amorim e capire il progetto del prossimo anno.”
Questo è quello che ha detto. Non quello che è stato riportato. Purtroppo, in mezzo alle fanfare strombazzanti che devono deviare e modificare ogni tipo di concetto, invece di fare il loro lavoro di giornalisti e riportare, per fortuna ci sono gli originali. Tu guardi l’originale e l’originale dice questo. Non dice nient’altro. Non dice: “Garantisco la mia permanenza al Milan.”
Ha detto: “Ripartirei dal Milan.” E gli chiedono. Lui dice: “Beh sì, è ovvio. Che cosa vuoi che ti dica? Sono sotto contratto.” Tra l’altro Rabiot non è in scadenza, quindi lui non deve confermare assolutamente nulla. Non è che debba rinnovare.
Diciamo che da questo punto di vista, e poi magari mi fai un commento anche sulla situazione Leao, io non per il Milan ma parlo più in generale, spezzo una lancia a favore delle società. Perché in questo caso i vari Rabiot e Maignan hanno dei contratti anche molto lunghi, quindi se la società gli dice “voi rimanete”, rimanete. Io non ho visto nessun dipendente che prende e se ne va con i contratti firmati
«Ma è chiaro. O si crea un’opportunità da un punto di vista economico per Cardinale per cedere Rabiot oppure è chiaro che nessuno vuole un giocatore scontento. Ma al momento il Napoli, che è bloccato completamente da una rosa lunghissima, loro hanno una rosa lunga e tra l’altro anche piuttosto di qualità, però il progetto è quello di sfoltire. Il Napoli in questo momento non può neanche fare mosse. Quindi tu non puoi sapere se lui ha già un accordo verbale con Allegri che gli dice:
“Fammi vendere questi giocatori e poi si sblocca la situazione e possiamo farti un’offerta ufficiale.”
Questo non lo possiamo sapere. È chiaro che lui avrà anche un rapporto diretto con Allegri. Questo non lo sappiamo. Direi di aspettare e vedere che cosa succede. Ma da questo a certificare la permanenza di Rabiot ce ne passa parecchio. Perché non è affatto quello che lui ha detto».
Invece sulla tua posizione su Leao, pensi che in qualche modo verrà risolta oppure c’è anche il rischio concreto che rimanga sul groppone? Perché in questo caso Leao, per me, è ingiustificabile. Al di là di tutti i difetti di questa proprietà e di questa dirigenza, le dichiarazioni fatte da Leao sono un insulto alla storia e alla tifoseria del Milan, per quanto mi riguarda.
«Sì, tanto quanto cento dichiarazioni e gesta compiute da personaggi ai quali viene data credibilità non si sa neanche per quale motivo. Non vedo quanto Leao abbia fatto peggio dei vari Scaroni o altri, sicuramente Leao, che non dimostra di essere particolarmente brillante o strategicamente intelligente, ha fatto una dichiarazione che chiaramente lo ha messo fuori.
Si sentiva calda la possibilità di andare in un top club. Forse anche consigliato male. Infatti poi se chiamano Mendes come intermediario per la cessione vuol dire che chi gestisce Leao evidentemente non viene considerato così tanto in grado di poterlo vendere. Tantomeno i sette nani.
Ma è semplicemente Leao. E Leao è questo. È l’evanescenza. È lo stato gassoso applicato al calciatore. Probabilmente dovrà ingoiare il boccone e ridimensionare quelle che sono le sue ambizioni. Io non credo che lui possa rimanere. Non credo che possa far parte del progetto di Amorim. Tra l’altro anche in conferenza stampa è stato piuttosto chiaro perché ha glissato su Leao dicendo:
“Non parlo di calciatori.”
Ma poi degli altri calciatori ha parlato di tutti. Tranne di lui. Quindi era l’unico caso che è stato evidentemente emarginato. Credo che dovrà andare via. Non ci fa niente Amorim con un giocatore che non rientra. Perché guarda che ruolo fanno e come giocano i quinti, o comunque gli esterni d’attacco, nel suo sistema di gioco. Che lo metta da una parte o che lo metta al posto di Nkunku dietro la punta cambia poco. Sono giocatori che devono iniziare il primo pressing e farlo in maniera costante per tutta la durata della partita. Credo che andrà via. Dove non lo so.
C’è la Turchia che lo vuole, almeno così sembra, anche se offerte non ne sono state presentate. Quindi di fatto stiamo parlando del nulla. Parliamo di interessamenti. Ma sai quanti interessamenti abbiamo visto con il Milan che erano del tutto relativi? Anche il Milan è interessato a Karetsas, però nel frattempo non ha presentato neanche un’offerta. Il Borussia Dortmund ne ha presentate due. Quindi evidentemente forse si andrà a favorire chi è più concreto rispetto a chi è più gassoso.
Onestamente di quello che farà Leao mi interessa ben poco. A quanti soldi andrà via, se andrà via o meno, è un problema suo. È un problema di gestione della sua carriera. Per il resto è un grave problema di Cardinale, che infatti è arrivato a Milano per cercare di sbloccare questa situazione. Sa benissimo che la situazione è ferma e che quindi, se si ferma la situazione, si ferma anche la narrazione e tutto si sgonfia.
Lui ha bisogno di continuare a far sventolare le bandiere del Cardinale diverso, del Cardinale cambiato. Qualcuno si farà delle domande.
“Hai speso 104 milioni in una settimana per comprare due giocatori, tra l’altro strapagandone uno, e adesso mi vieni a dire che se non cedi un giocatore sei bloccato?”
In più la situazione non è paragonabile a quella delle altre società. Sono sicuramente tante incartate con la rosa, ma il Milan ha una rosa cortissima. Perché i 31 giocatori non sono i 31 giocatori su cui puoi costruire questo tipo di avventura. Quindi è completamente relativo.
Erano 22 lo scorso anno, quest’anno ne hai 20 di movimento. Hai giocatori improponibili. A meno che tu non voglia davvero fare il campionato con Ramos, Camarda, Comotto e Kostic e arrivare probabilmente dodicesimo. Onestamente vedo anche lì tra le dodicesime squadre più attrezzate una Fiorentina che si sta muovendo bene, un’Udinese che si sta muovendo bene e, per il resto, vedo tante panzane che vengono tutte disilluse, passando per Foden, che è stata la più divertente, passando per Zaniolo e tanti altri giocatori che ovviamente poi scelgono la concretezza e non le cazzate».
Parlando esclusivamente della rosa, tu hai fatto qualche accenno condivisibile sul fatto che gli elementi attualmente a disposizione di Amorim siano pochi e si adattino poco al suo calcio. Quindi la domanda che ti faccio è: dove, oltre a Goncalo Ramos e Gila, il Milan dovrebbe intervenire per dare una rosa quanto più possibile vicina alle idee di calcio di Amorim?
«Allora, per quanto riguarda la rosa del Milan, chiaramente non bisogna ragionare solo sui titolari. Già tra i titolari, secondo me, sei giocatori mancanti li vedo più o meno. Poi dipende che cosa farà Pulisic. Là davanti come titolari hai Nkunku, che va bene, Pulisic, che andrebbe bene anche se non è proprio un giocatore che faccia molto pressing e che rientri ad aiutare. È un po’ pigro da questo punto di vista. Va bene più in fase offensiva che in fase difensiva. In non possesso lo vedo un po’ più debole.
Ramos ovviamente va bene. Bartesaghi non può andare bene, non è il giocatore ideale. Saelemaekers è il giocatore più giusto, più corretto. Rabiot è un giocatore corretto. Pavlovic più o meno, ma non esattamente. Gila e Maignan vanno bene. Quanti ne ho contati? Non lo so, però mi sa che ne mancano almeno cinque. Manca mezza squadra, secondo me, già come titolari. Perché né Modric né Jashari possono essere giocatori per il calcio di Amorim. Gli altri mi sembrano giocatori in uscita.
Tantomeno, secondo me, possono essere riserve. Perché se consideriamo le sostituzioni come il momento in cui la rosa si indebolisce, allora ce li hai. Perché Bartesaghi, se entra al posto di chiunque tu vada a comprare per fare il quinto, perché non credo che farà il braccetto, o tutto può essere, però onestamente non lo vedo bene come braccetto… A quel punto hai un bel problemino. Perché la squadra, chiaramente, se stai sotto e devi fare una sostituzione per cercare di raddrizzare la partita, non vedo come tu possa farlo con delle seconde linee che sono meno adatte delle tue prime. Quindi hai bisogno di comprare anche le seconde linee.
E lì veramente si apre il vaso di Pandora. Di giocatori adatti ce ne sono pochissimi. Poi devi capire cosa fare con Chukwueze e con questi giocatori che potrebbero andare bene. Sono tutti questi esterni offensivi che bene o male possono andare, ma bisogna capire anche in fase di copertura che cosa succede.
Io l’ho già detto. Amorim sarà la tomba di Cardinale. È stato un azzardo clamoroso. Non era ovviamente la loro prima scelta. È stato un azzardo clamoroso per questo tipo di società. Perché già con una società come lo United, che ha accontentato in tutto e per tutto Amorim, lui è andato quasi in Championship. C’è poco da discutere.
Soprattutto non puoi permetterti, con così tanti interventi da fare, di sfruttare le occasioni di mercato a fine mercato. Qui devi fare proprio un lavoro dove, ad oggi, in un mese dovevi già aver rivoluzionato mezza squadra. Quindi chiaramente c’è un problema grosso. Non hanno i dirigenti per farlo. Perché i sette non vanno bene, secondo me. Non può andar bene affittare tutto e subappaltare a Mendes per ovvie ragioni. E lo stiamo vedendo. Secondo me si va verso una simpatica catastrofe».
Poi, per chiudere, un tema che riguarda indirettamente il Milan ma quando si parla di Maldini riguarda sempre il Milan: come pensi che verrà risolta la grana del CT della Nazionale e ti ha sorpreso il fatto che Maldini abbia accettato il ruolo di direttore tecnico degli Azzurri?
«Per quanto riguarda il discorso del CT, non mi sorprende il fatto che Maldini abbia accettato. Conoscendolo, credo che per lui fosse impossibile non accettare la chiamata dell’Italia. Sicuramente però so anche che, se lui ha accettato, ha accettato dietro una serie di garanzie strategiche di progetto inossidabili. Poi potremmo stare qui a discutere se il suo progetto sarà messo in pratica in maniera seria e vincente. E, in caso, spero di no, quanto questo progetto possa essere ostacolato. L’abbiamo visto fare da Cardinale stesso negli anni al Milan.
Per il resto sono molto contento anche di Leonardo. Il tipo di persona e di dirigente che serve, con ruoli di consulenza e di advisor, lo trovo assolutamente cruciale. Mi dispiace non ci sia Boban in questo nucleo. Sarebbe il nucleo ideale che già avevamo. Bastava non sbaraccare.
Bastava, come prima mossa, non licenziare Paolo Maldini. Perché questi c’erano. Questi avevamo. Ma questa gestione all’americana ha portato all’abbandono di tutti questi. Ciclicamente Boban, fortunatamente anche Furlani, poi con ritardo, però è costato anche undici o dodici milioni a bilancio quest’anno. Probabilmente il costo di una seconda linea dignitosa per la squadra di Amorim. Potrebbero mettere Furlani sulla fascia!
Sul CT invece non avevo dubbi sul fatto che avrebbero provato Guardiola. E chiaramente mi rassicura il fatto che il solo motivo per cui Guardiola si siede a parlare di questa opportunità è perché c’è Paolo Maldini. Sicuramente non perché c’è Gravina. Non perché c’è Leonardo, non lo so. Ma il fatto che si sieda a parlare di questo e non ti abbia già detto di no è soltanto perché c’è Paolo Maldini.
Anzi, il fatto stesso che Guardiola sia qui a parlarne e a non aver chiuso la porta dopo mezzo secondo, indipendentemente dall’esito che potrà essere sì o no e indipendentemente dalla seconda scelta, che potrebbe essere Mancini, come Conte, chiaramente non sono la stessa cosa, tra i due preferirei Conte, ma va bene uguale. L’importante è che cambi la base, la struttura del calcio italiano. Ma già soltanto il fatto che Guardiola sia qui a parlarne e a non aver chiuso la porta su questa offerta dopo mezzo secondo è soltanto grazie a una persona. Una persona nei confronti della quale il Milan ha avuto pochissima gratitudine».
SI RINGRAZIA ENRICO SILVESTRIN PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA







































