❗️ Simonelli sul CAOS derby: “Abbiamo sbagliato, ma serve buon senso! Risposta entro stasera o ricorso” | OneFootball

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·13 maggio 2026

❗️ Simonelli sul CAOS derby: “Abbiamo sbagliato, ma serve buon senso! Risposta entro stasera o ricorso”

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Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, ha parlato del surreale caos venutosi a creare attorno alla disputa del derby di Roma. Ecco quanto ripreso da TMW:

“Il Prefetto di Roma ha deciso che il derby di Roma si giocherà lunedì alle 20.45. Prendiamo atto della decisione, anche se non la condividiamo: abbiamo avanzato una proposta, scrivendo direttamente al ministro Piantedosi, dando la disponibilità di anticipare tutte le partite alle 12 di domenica. Forse non è stato tenuto conto del fatto che il rinvio del derby di Roma coinvolgesse anche le altre quattro partite rilevanti per la corsa Champions, e quindi un disagio per circa 300.000 tifosi e per altre quattro città. Alla luce di questo, dando noi disponibilità ad anticipare di mezz’ora, e mi auguro che la stessa disponibilità la dia la Federtennis nel posticipare, mi auguro si risolva. Ricordo che noi non abbiamo potuto fissare questa partita di sera, alla luce di una decisione legata agli scontri dell’ultimo derby, e voglio dare anche un attestato di stima alle forze dell’ordine: per questo avevamo organizzato la partita alle 12.30. Riteniamo e ritenevamo che fosse un orario più che adeguato per consentire afflusso e deflusso dei tifosi.


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“È vero che c’è il doppio, ma parliamoci chiaro: il grande pubblico ci sarà per la finale del singolo maschile, soprattutto se, come ci auguriamo, ci sarà Sinner, quindi alle 17. La Prefettura, nel prendere questa decisione, avrà magari avuto degli elementi che noi non conosciamo e quindi voglio dare credito al fatto che, se hanno detto che il tempo era poco, ci fossero motivi a noi ignoti. Abbiamo cercato di anticipare, e vi assicuro che programmare mezz’ora prima una partita di calcio non è una cosa usuale: significa chiedere alle squadre un sacrificio in termini di preparazione. Abbiamo fatto il massimo di quello che si poteva fare, spero lo faccia anche la Federtennis e che si segua l’auspicio del ministro Piantedosi, di trovare una soluzione intelligente, affinché questi due eventi si svolgano in serenità senza scontri: noi pensavamo fosse un bene per la città di Roma avere questi due eventi in contemporanea, anche se separati. Ora speriamo che questo nostro passo indietro, anche rispetto alle altre quattro città interessate, possa andare incontro ai tanti tifosi che si sono organizzati: chiedere a 300.000 persone di andare alla partita in un giorno lavorativo ci sembra una cosa molto forte, che abbiamo cercato di attenuare”.

Vi siete dati una deadline? “Noi ci auguriamo, proprio perché questa proposta è in scia alle dichiarazioni di Piantedosi, di ricevere una risposta entro sera. È chiaro che, se non dovesse avvenire, dovremmo presentare un ricorso al TAR, come abbiamo preannunciato”.

Però così si andrebbe a ridosso della partita… “Purtroppo sì. Per questo dico che, con un po’ di buon senso da parte di tutti, si può risolvere. Poi è vero che la partita poteva non essere fissata in questa data: tutto vero, ma non è questo il momento di parlarne. È stato fatto quasi un anno fa. Ci si poteva pensare? Sì. Ma si è anche pensato a come risolverlo. Oggi ci sono stati nuovi elementi, per cui secondo la Prefettura c’è un rischio. C’è da risolvere un problema: se lo affrontiamo senza l’idea di prove di forza, facciamo un bene a tutti. Se poi mi chiedete se come Lega abbiamo colpe, io dico che non avevamo previsto la concomitanza di questi due eventi, cosa che si poteva prevedere, né la Lazio in finale, cosa che non si poteva prevedere, altrimenti avremmo potuto giocare al sabato. Riconosciamo i nostri errori, abbiamo sbagliato. Non succederà più”.

In futuro la finale di Coppa Italia potrebbe cambiare città? “A me la finale a Roma piace molto. Il format è bello e c’è entusiasmo. È chiaro che ci sono dei disagi, legati ai calendari internazionali. L’anno prossimo abbiamo la fortuna di non avere la concomitanza tra la finale di Coppa Italia e gli Internazionali di tennis, perché ci sarà una settimana di differenza. Poi sia noi che la FITP abbiamo calendari bloccati, legati alle competizioni internazionali. Poi valuteremo: non vorremmo cambiare location, e l’anno scorso ci insegna che i due eventi si possano fare in contemporanea”.

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