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·20 agosto 2026
Sozza: “Vicenda Rocchi? Non fa piacere, ma quel che succede fuori non ci riguarda. Il VAR è indispensabile”

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L’arbitro ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero. Tra i temi affrontati le novità nel regolamento, il caso Rocchi e la questione VAR
“Inizio a sentirmi un esperto, la parola big non mi piace”, inizia così il racconto di Simone Sozza a Il Messaggero. L’arbitro della sezione di Seregno si è sbilanciato sulla stagione alle porte: “Prevedo un’annata con tante novità sul piano tecnico e regolamentare. Siamo preparatissimi, abbiamo studiato tanto“. E ancora: “Le novità faranno bene al calcio, sono fatte per il bene di questo sport e saranno apprezzate da addetti ai lavori e appassionati”.
Ma quale sarà la novità più rilevante? Sozza ha risposto: “Il nuovo protocollo dei calciatori infortunati porterà a eliminare certe esasperazioni e perdite di tempo. Al tempo stesso aiuterà i calciatori e noi stessi a mantenere il ritmo di gioco costante”. Questo porterà a un aumento del tempo effettivo? “Sì, all’inizio su certe operazioni in campo, come la ripresa del gioco e le rimesse laterali, ci sarà un periodo di assestamento. Poi verrà naturale“.
“Io gradito o sgradito? Non mi interesserebbe”
Sozza ha commentato la vicenda “arbitropoli”. “Sono dell’idea che male non fare, paura non avere” ha detto. E sulle intercettazioni telefoniche ha aggiunto: “Quando non dici niente di particolare e sei corretto, non devi avere ansia“.
La situazione attuale – segnata dall’assenza del presidente dell’AIA e dalla vicenda Rocchi – condiziona la classe arbitrale? Il direttore di gara ha risposto con fermezza: “Non condiziona, è chiaro che la situazione non fa piacere. A noi che pensiamo al campo non interessa, pensiamo allenarci, prepararci e a fare bene le partite. Quel che succede fuori non ci riguarda“.Sozza ha sottolineato di non aver mai avuto l’impressione di essere gradito o sgradito a qualche club: “Assolutamente no”. E se qualcuno glielo dicesse? “Non mi interesserebbe“, ha risposto.
“Sono pronto per arbitrare Inter-Juventus”
Tra i temi affrontati nell’intervista c’è quello del rapporto con gli allenatori. Sozza predica la calma e il rispetto reciproco: “In campo si vive di passione, agonismo ed emozione: è normale ma deve restare tutto nei limiti“.
Poi, un commento sui singoli match. Alla domanda sulla stracittadina di Milano come partita del cuore – da cittadino milanese – ha risposto: “Sono tutte importanti”. A proposito di Derby, Sozza non ha mai arbitrato la sfida tra Inter e Juventus. A riguardo ha detto: “Se mi chiamano sono pronto“.
“Il VAR è indispensabile”
Poi, l’arbitro ha raccontato la sua routine dopo la notizia della designazione: “La condivido con i colleghi che saranno con me e inizio a coinvolgerli. Voglio creare la squadra, poi studio i calciatori“. E ancora: “Conta innanzitutto il clima e l’affiatamento tra noi. Per ogni arbitro ricevere la designazione è già una vittoria, noi ce la conquistiamo ed è già un successo. Mi aspetto che tutti nella squadra arbitrale diano il 110, voglio sentirli in auricolare vivi e sempre pronti. Ognuno dice la sua e all’arbitro spetta la sintesi“.
Sozza ha parlato anche del VAR. Secondo il direttore di gara milanese, lo strumento è utile al gioco e non toglie autorevolezza all’arbitro. “L’obiettivo assoluto è la correttezza della partita e del campionato” ha aggiunto. E sempre sul tema: .







































