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·16 luglio 2026

Spagna Argentina: il precedente del 1966 con 3 “italiani” tra le Furie Rosse

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La sfida del Villa Park: l’epica di Luis Artime e la sconfitta di due interisti e uno juventino

In vista della finalissima di domenica, la mente ritorna a cinquant’anni fa, all’unico storico precedente in una fase finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina. Era il 13 luglio 1966 e al Villa Park di Birmingham si giocava la gara d’esordio del Gruppo 2 della Coppa del Mondo d’Inghilterra.


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La Spagna si presentava ai nastri di partenza con i favori del pronostico. Forte del titolo di Campione d’Europa in carica conquistato nel 1964 (esattamente come oggi), la selezione iberica era stata rinforzata per l’occasione dai tre celebri “italiani” emigrati in Serie A: Luis Suárez (Inter), Luis Del Sol (Juventus) e Joaquín Peiró (anch’egli nerazzurro, ma in procinto di passare alla Roma). Dall’altra parte, l’Argentina di Juan Carlos Lorenzo metteva in campo una formazione solida e determinata, imperniata sulla leadership di Antonio Rattín e sullo spessore tecnico di Ermindo Onega. Stavolta è probabile che a rappresentare la Serie A ci sarà ancora un interista, ma con la maglia biancoceleste: Lautaro Martinez.

La cronaca del match: la doppietta di Artime

Dopo un primo tempo bloccato, nervoso e povero di reali occasioni da rete, la contesa si accende nella ripresa grazie alla supremazia territoriale dell’Albiceleste:

  1. 65′ – Gol dell’Argentina (0-1): un cross calibrato dalla fascia destra sorprende la retroguardia spagnola schierata. Sul pallone si avventa Luis Artime che, dall’interno dell’area piccola, trafigge José Ángel Iribar a colpo sicuro. Difficile pensare che Messi e compagni riescano a fare altrettanto contro il reparto di De la Fuente, tenendo conto di come la Spagna sia la migliore difesa del torneo.
  2. 71′ – Pareggio della Spagna (1-1): la reazione delle Furie Rosse produce un gol bizzarro. Su un colpo di testa all’indietro di Roberto Perfumo (pressato da Peiró), il portiere argentino Antonio Roma esce fuori tempo ostacolato da Pirri, finendo per trascinarsi goffamente la sfera nella propria porta per un clamoroso autogol. Gli estremi del fallo, per la verità, ci sarebbero tutti, ma l’arbitro, il bulgaro Roumentchev, decide di convalidare (col Var è molto probabile che sarebbe stato impossibile.
  3. 77′ – Gol dell’Argentina (1-2): a decidere la partita è ancora un capolavoro di Artime. L’attaccante viene servito in profondità, controlla magistralmente la palla con il destro eludendo la marcatura e scarica un diagonale fulmineo di sinistro che si infila nell’angolo opposto. Un gol da bomber vero, del resto l’allora giocatore dell’Independiente ha chiuso in nazionale con uno score di 24 gol in 25 partite, una media fantastica di 0,96, mai toccata da nessuno della Top ten della Seleccion, dove lui occupa il nono posto nella storia.

Il verdetto storico

La Spagna fu la sorpresa negativa di quel Mondiale, chiuso già nella fase a gironi. L’Argentina, invece, fu stoppata nei quarti di finale, proprio da quell’Inghilterra eliminata ieri sera e obbligata a riguardarsi ancora una volta quel film del 1966, l’unico che l’ha vista vincitrice. Da allora i sudamericani hanno ottenuto 3 successi e anelano a raggiungere Germania e Italia, mentre la Spagna è diventata una grande nel nuovo millennio e vuole ripetere le gesta del 2010. In ogni caso, chi prevarrà farà la storia, questo è certo.

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