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·15 settembre 2026
Spagna, elogi a Pellegrini e Betis (video del trionfo col Villarreal)

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La squadra di Manuel Pellegrini ha vinto una partita straordinaria a La Cerámica, ha battuto il Villarreal per 2-1 e ha confermato che il suo eccezionale inizio di campionato non è il frutto di una striscia passeggera. I biancoverdi non solo hanno conquistato tre punti contro una diretta concorrente, ma lo hanno fatto con una superiorità calcistica che rende persino stretto il risultato finale.
I gol di Cucho e Natan nel primo tempo hanno finito per decidere una partita che avrebbe potuto avere uno scarto molto più ampio. Nella ripresa, Bellerín, Antony, Deossa, Cucho e Fornals hanno avuto occasioni abbastanza nitide per allungare il vantaggio, ma la mancanza di precisione sotto porta e gli interventi di Gulasci hanno tenuto in vita la squadra gialla fino all’ultimo minuto.
La vittoria, inoltre, parla della capacità di Manuel Pellegrini di gestire una rosa che comincia a mostrare una profondità di lusso. L’esordio stagionale di Dani Ceballos e Lo Celso ha permesso al tecnico di introdurre varianti senza perdere qualità, mentre giocatori come Deossa hanno sfruttato i loro minuti per lanciare un messaggio forte. Il colombiano è entrato con personalità, ha attaccato gli spazi, ha creato occasioni ed è andato vicino al gol, diventando una delle grandi note positive della giornata.
Ma la vittoria ha avuto anche una spiegazione collettiva. Il Betis è stato solidale in difesa, intelligente in attacco e straordinariamente efficace nell’interpretare i diversi momenti della partita. Due centrali superbi, due terzini che hanno offerto soluzioni costanti, un portiere sicuro e, al centro di tutto, Marc Roca, la cui prestazione è stata fondamentale per dare equilibrio alla squadra. Il catalano ha firmato una partita di enorme spessore, agendo come quel calciatore che permette agli altri di giocare più avanti e con maggiore libertà.
La portata della vittoria si capisce ancora meglio guardando la classifica. Il Betis ha battuto in casa propria un avversario che appariva come uno dei suoi teorici pari livello e ora lo guarda da una distanza di dieci punti, un divario che riflette la portata di quanto ottenuto. È una vittoria pesante, di quelle che non portano solo tre punti, ma rafforzano una candidatura e generano fiducia attorno a un progetto.
Il primo tempo è stato semplicemente una follia calcistica. Un’ode al gioco offensivo, al rischio e alla costante ricerca della porta avversaria. Il ritmo è stato sfrenato, gli attacchi si sono susseguiti da un’area all’altra e le difese sono sembrate camminare costantemente sul filo. È stato calcio d’attacco allo stato puro, un autentico esercizio di rock & roll che difficilmente poteva durare per novanta minuti.
Le occasioni si sono accumulate fin dall’inizio. Bellerín ha avuto il primo gol con un sinistro che ha trovato la risposta di Gulasci. Appena un minuto dopo, Gerard si è liberato di Bartra e il tiro di Comesaña è stato respinto da Valles, con l’aiuto della traversa. Poco dopo, un gol di Gerard è stato annullato per posizione di fuorigioco.
Anche il Betis ha lanciato un avvertimento. Cucho ha costruito una buona azione, ha allargato per Bellerín e Fornals è andato vicino alla deviazione vincente. Dall’altra parte, Buchanan ha segnato dopo che il suo tiro era stato deviato da Bartra disegnando una parabola impossibile per Valles, ma il VAR ha annullato il gol per una posizione irregolare millimetrica.
Il Villarreal ha continuato a insistere. Valles è tornato protagonista per deviare un tiro sul primo palo di Mikautadze, ma alla fine è arrivato il gol del vantaggio. Renato Veiga si è ritrovato solo sul secondo palo e la sua sponda è stata sfruttata da Gerard, che ha firmato l’1-0.
La risposta del Betis è stata immediata. Il sistema 4-1-4-1 ha iniziato a funzionare con maggiore intensità nel pressing e i biancoverdi hanno alzato il baricentro. Cucho è andato vicino al pari dopo un cross di Fran García, ma Gulasci ha risposto con un intervento straordinario.
Allora è apparso Abde. L’esterno ha ricevuto palla, ha accelerato e si è lasciato alle spalle prima Mouriño e poi Pape Gueye, prima di concludere rasoterra. Gulasci non è riuscito a controllare il pallone e lo ha lasciato lì. Lì è arrivato Cucho, piazzato perfettamente, per spingerlo in rete e firmare il pareggio.
Il Betis aveva trovato la crepa e ha deciso di sfruttarla. Appena un minuto dopo, Isco e Riquelme sono andati vicini a completare la rimonta. Nell’azione successiva è arrivato un corner battuto dal malagueño. Abde è riuscito a colpire in mezzo a una folla di giocatori e ancora una volta Gulasci ha lasciato il pallone vagante. Stavolta è stato Natan a comparire per calciare rasoterra e mettere l’1-2.
La rimonta non è stata casuale. Ha premiato il coraggio del Betis, la sua capacità di assumersi dei rischi e, soprattutto, la qualità nel trasformare un recupero palla in un’occasione da gol. Pellegrini era riuscito a cambiare l’inerzia della partita e i suoi giocatori hanno risposto con decisione.
Se il primo tempo è stato un’esplosione offensiva, il secondo ha mostrato un’altra virtù che può risultare persino più importante per le ambizioni del Betis: la capacità di controllare una partita attraverso il possesso.
Con il vantaggio nel punteggio, i dubbi del Villarreal e le gambe dei suoi attaccanti, lo scenario sembrava disegnato perché i biancoverdi cercassero di chiuderla in contropiede. La squadra di Pellegrini ha iniziato a compattarsi e ha trovato spazi per ripartire velocemente attraverso Abde, Riquelme e Cucho.
Un’altra azione straordinaria di Abde si è chiusa con un passaggio all’indietro e un tiro di Cucho che Gulasci è riuscito a salvare praticamente sulla linea. Poco dopo, Pellegrini ha tolto Isco per permettere l’ingresso di Ceballos, che tornava ufficialmente in squadra in questa stagione.
L’ingresso dell’utrerrano ha modificato la struttura offensiva. Fornals ha avanzato la sua posizione e il Betis ha guadagnato capacità nel conservare il pallone. Ceballos, consapevole di ciò che richiedeva il momento, ha chiesto ai compagni calma e circolazione: «Facciamo girare la palla». Era, in definitiva, una dichiarazione d’intenti. Il Betis aveva capito che avere il pallone era anche un modo di difendere.
Il Villarreal è riuscito ad avvicinarsi, ma non trovava lucidità. Pellegrini ha poi inserito Antony e Deossa per Abde e Riquelme, mentre Fornals è andato a occupare una terza posizione diversa nel corso della partita, stavolta sulla sinistra.
E lì è riapparso il problema che ha impedito che la partita fosse chiusa molto prima. Antony ha avuto un’occasione dopo una buona combinazione, ma non è riuscito a collegarsi bene con Cucho. Poi Deossa ha attaccato lo spazio e ha trovato Fornals, che non è riuscito a controllare bene quando l’azione sembrava destinata all’1-3.
Il colombiano è tornato a farsi vedere poco dopo. Dopo un passaggio di Antony, è entrato in area in corsa e ha costretto Gulasci a respingere con il braccio. Deossa era entrato in partita con una determinazione straordinaria e dimostrava di poter diventare un elemento importante per Pellegrini.
Il Villarreal ha esaurito i cambi e ha cercato disperatamente il pareggio, ma il colpo del ko sembrava molto più vicino sul fronte ospite. Antony ha avuto un faccia a faccia con Gulasci dopo un contropiede, ma il suo tiro è stato deviato dal portiere.
Poi è stato Cucho a sprecare un’altra opportunità. Il colombiano ha percorso buona parte del campo, è arrivato fino al limite dell’area e ha lasciato partire un tiro angolato che è uscito di pochissimo. Il Betis continuava ad accumulare occasioni e il punteggio restava pericolosamente aperto.
Pellegrini ha allora cercato di blindare il risultato. Lo Celso è entrato al posto di Cucho, mentre Fornals ha lasciato il posto all’ingresso di Facundo. L’obiettivo era evidente: mantenere il blocco compatto e controllare gli ultimi minuti.
Ma il protagonista di quel tratto finale è stato ancora una volta Deossa. Il colombiano ha firmato una giocata di enorme qualità, si è liberato di Pau e ha attraversato il campo fino a scoccare un diagonale che è passato vicinissimo. Poi ci ha riprovato da fuori area con un tiro violentissimo, misurato a 129 chilometri orari, che Gulasci ha dovuto respingere con grande difficoltà.
Il Betis era già arrivato a 21 tiri. E il ventiduesimo avrebbe potuto essere decisivo: Bellerín si è ritrovato a tu per tu dopo un passaggio di Deossa, ma Gulasci ha chiuso le gambe ed evitato l’1-3.
La sentenza non voleva arrivare, ma c’era anche un’evidenza: il Villarreal non riusciva a creare un pericolo davvero continuo. Gli uomini di Pellegrini si sono abbassati insieme, hanno protetto la propria area e hanno saputo allungarsi quando recuperavano il pallone. Alla fine, l’1-2 ha resistito fino al fischio finale.
Ed è bastato.
Il Betis ha vinto dall’inizio alla fine. Ha vinto per i suoi gol, ma anche per la sua proposta, la sua personalità e la sua capacità di interpretare ogni fase della partita. La parentesi della sconfitta contro il Levante non sembra aver alterato un percorso che mostra un’evoluzione evidente, soprattutto nel comportamento difensivo.
La squadra biancoverde ha alzato il proprio livello dietro e conserva un’enorme quantità di calciatori capaci di giocare bene il pallone, arrivare in area e creare pericoli. Ha alternative, ha profondità e, soprattutto, ha un’idea riconoscibile.
A La Cerámica, inoltre, ha assestato un colpo diretto a una rivale che poteva essere considerata della sua stessa fascia competitiva. Ora il Villarreal è dieci punti sotto, mentre il Betis guarda verso l’alto con una fiducia che comincia a contagiare tutta la tifoseria.
È stata una vittoria che crea entusiasmo, una vittoria che rafforza l’idea e una prestazione che conferma che il Betis di Pellegrini ha iniziato la stagione deciso a essere protagonista. Una partitissima biancoverde che persino il risultato finale è rimasto stretto.
/Sol García Lineros, corrispondente di todofutbol in Spagna
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































