Spalletti a Prime: «Partita importante, se no ci veniva roba addosso. Ci si aspettava di nuovo l’80% di possesso… Invece abbiamo fatto venire la tosse al pallone» | OneFootball

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·21 gennaio 2026

Spalletti a Prime: «Partita importante, se no ci veniva roba addosso. Ci si aspettava di nuovo l’80% di possesso… Invece abbiamo fatto venire la tosse al pallone»

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Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, parla a Prime dopo la sfida di Champions League contro il Benfica. Le sue dichiarazioni

Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha parlato a Prime dopo Juve Benfica.

SE E’ SERENO – «Lei è serena?  Se è serena lei che deve intrattenere stasera gli ospiti… Io più di lei, sono tranquillissimo».


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QUALIFICAZIONE AI PLAYOFF – «Lo so, lo so, so tutto io, io a volte ho timore di non farcela anche quando ce l’ho fatta. Mi dicono, guarda ce l’hai fatta e non ci credo, perchè sono fatto un po’ così. Però poi è chiaro che si vive un po’ l’emozione della partita perchè la partita è importante. Poi ci viene addosso roba se non portiamo a casa risultati come questi, per cui ci si arriva un po’ carichi, con un po’ di tensione e via dicendo, ma è una cosa normalissima. Hanno fatto una buona gara, ci avevano abituato bene, ci si aspettava che rifacessero l’80% di fase di possesso, non ci siamo riusciti, perché, siamo partiti molto bene, poi dopo un quarto d’ora, nelle pressioni ci hanno scavato dei vuoti sulla trequarti e ci hanno costretto a fare delle ricomposizioni affannose e da lì la partita è stata in equilibrio con un po’ più di possesso… O con baricentro un po’ più basso della nostra squadra. Però, al di là di due palloni persi, dove abbiamo fatto venire la tosse anche al pallone… sì perché sono delle palle facili da giocare, gliela abbiamo ridata per 4-5 volte e allora… Lo stadio un po’ rumoreggia, non è che si abbia quell’esperienza e quella forza mentale, siamo una squadra che sta mettendo dentro delle cose, per cui questo perdere alcuni palloni così banali ci hanno costretto a subire un po’ di pressione. Secondo tempo, quando siamo entrati dentro, anche lì in difficoltà, poi dopo una decina di minuti abbiamo ripresa a fare le cose. Nel primo tempo loro hanno avuto sì un’occasione da gol, anche noi una o due, perchè quella di Miretti è un’occasione piena da gol, il colpo di testa di David che è solo è un’occasione da gol, una volta sulla respinta del portiere Mckennie non c’è andato, perchè se avesse avuto l’atteggiamento suo (indica Fernando Llorente, ndr) faceva gol, perchè quando parte un tiro si va dal portiere, non si guarda se la para o se non la para, ci si rende conto se l’ha parata se è andata dentro o no, e si fa gol. Per cui partita in equilibrio, però qualcosa bisogna andare a migliorare, noi due gol li abbiamo fatti, ma se la riaprivano su rigore sarebbero  stati dieci minuti difficili. Un calcio di rigore che secondo me si può evitare, però… ho finito».

RIGORE – «Sì può evitare perché non è una situazione dove bisogna intervenire per forza, o la va o la spacca, è una situazione dove si può ancora leggere quello che può venire fuori».

PROSSIMO STEP DA FARE – «Io mi aspetto che ci sia quella velocità nel prevedere quando ti vengono addosso gli avversari, quando recuperi palla, la riaggressione ormai fa parte del calcio che va più veloce. Se tu recuperi palla, non hai fatto la foto precedentemente e non fai quei due-tre passaggi che la mettono in sicurezza e la puliscono bene per poterla giocare, ce l’hai addosso. Quando si controlla palla e si tenta di rendersi conto…. Cioè, il calcio va più veloce oggi, bisogna andare a prendere delle notizie avendo questo radar sempre acceso, essere sempre online, perché bisogna sapere quello che hai intorno, invece abbiamo perso 4-5  palloni che sono diventati una frenesia, una pressione per noi. Loro hanno cercato di azzannarci, sono tutte cose che dobbiamo andare a prendere velocemente se vogliamo fare un certo livello di calcio, anche se la squadra la vedo molto migliorata perché sono tutti coinvolti».

DAVID – «Sì, perché David sa giocare a calcio. Poi non ha quella cattiveria e quella ferocia, per lui sono tutte uguali: ha questo aspetto da bravo ragazzo, perfetto per giocare a calcio. Per essere più determinato bisogna che faccia un po’ più di esperienze, per rendersi conto: sotto questo aspetto bisogna che migliori. A parte il gol la partita è una scatola che va riempita di cose, gli altri giocano e ti costringono a fare una fase difensiva affannosa. Yildiz è l’alieno della squadra, ma la sua fase difensiva non è come quella di McKennie, questa cosa di saper fare certe cose non basta perché vanno completate anche con altre cose che devi fare per il bene della squadra. David a volte deve tenere questa palla addosso e lavorare per la squadra, così come Openda».

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