Spalletti in zona mista: «Mercato difficile per tutti, per noi un po’ di più. Contenti di Kolo Muani e Alajbegovic, mancano un trequartista e una prima punta di profondità» – VIDEO | OneFootball

Spalletti in zona mista: «Mercato difficile per tutti, per noi un po’ di più. Contenti di Kolo Muani e Alajbegovic, mancano un trequartista e una prima punta di profondità» – VIDEO | OneFootball

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·31 luglio 2026

Spalletti in zona mista: «Mercato difficile per tutti, per noi un po’ di più. Contenti di Kolo Muani e Alajbegovic, mancano un trequartista e una prima punta di profondità» – VIDEO

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Luciano Spalletti è intervenuto in zona mista al termine della sfida contro il Nizza andata in scena oggi alla Continassa: le sue dichiarazioni

(inviato alla Continassa)Luciano Spalletti è intervenuto a in zona mista dopo la sfida amichevole andata in scena oggi alla Continassa tra Juve e Nizza. Le sue dichiarazioni.


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MERCATO – «Tutti ormai si sono resi conto di come sia difficile questo mercato, difficoltoso per noi un pochino di più per situazioni che sono successe e bisogna essere bravi a far collimare diverse cose. I nostri direttori si stanno impegnando al massimo per quello che è la presenza sul mercato e l’hanno già dimostrato. Poi per certe trattative ci vuole un po’ di più. Io ho un ufficio tra quello di Massara e Ottolini e li vedo tutti e due che sono lì a fare appuntamenti, al telefono… Chiaro che come caselle da coprire sono due posizioni importanti. A noi manca un trequartista e una prima punta. Kolo Muani è uno abbastanza completo perchè viene a prenderla bassa, ti attacca la profondità, ha sempre giocato sugli esterni. Sono giocatori che abbiamo corteggiato e che se prendiamo siamo contenti»

FIGC – «Maldini rappresentava il nuovo di cui c’era bisogno. È stato come fare un aggiornamento sul telefonino, era troppo vecchio e l’aggiornamento non si è potuto fare. Siamo rimasti col telefonino senza gli aggiornamenti fatti. Se questa è la soluzione giusta non lo so, dico che Maldini era l’uomo che rappresentava di mettere una marcia quando l’auto è in corsa. Si è sbagliato a mettere marcia»

CHI L’HA CONVINTO – «Mi è piaciuto l’impegno e come hanno parlato sia Arthur e Douglas Luiz, credevano di essere messi da parte e invece sono rimasti sorpresi che noi li vogliamo valutare. Ma li abbiamo pagati diversi soldi e noi vogliamo valutarli. Dar loro la possibilità e vedere che si impegnano è sintomo di intelligenza e qualità»

TOURNEE – «Ekhator non lo portiamo, Thuram non lo portiamo. Gli altri che sono arrivati in ritardo, invece, li porteremo»

MERCATO PRIMA DI PARTIRE – «Ancora una volta dico che noi abbiamo delle idee, però poi bisogna metterle in pratica e non è facile. Si è parlato di due situazioni che probabilmente voi siete stati bravi a scoprire e vi confermo che sono vere. Poi ce ne sono anche altre nel mirino dei direttori, perché anche Carnevali è uno che ha conoscenze e sa fare mercato. Ha la possibilità di parlare con presidenti e direttori e quindi siamo nelle condizioni di poter ricevere la notifica sul telefonino in qualsiasi momento, come abbiamo detto l’altra volta. Siamo fiduciosi perché dobbiamo ancora completare la rosa»

BARESI – «Ho avuto anche il piacere di conoscerlo, di parlarci un paio di volte sui campi e di incontrarlo diverse volte in tribuna a Milano, dove mi è capitato di averlo vicino. È sempre stata un’emozione vederlo accanto, con quella faccia carica di forza e con quella capacità di mettere a suo agio chiunque avesse davanti. Era come dire: “Ci sono, ti proteggo io”. Poi ora sta girando quel video di Maradona con la maglia di Baresi. L’ho visto da più parti. Non c’è riconoscimento migliore di quello che gli ha fatto Maradona indossando quella maglia. È come dire che lui era il Maradona dei difensori. Non ho visto Maradona indossare tante altre maglie»

È LA SUA JUVE – «Io ci sono dei momenti in cui sono disteso, poi ci metto un attimo a diventare nervoso, come tutti voi. Fa parte del carattere, fa parte del gioco. La società ha fatto vedere che vuole operare e per questo sono contento. È chiaro che c’è un lavoro svolto nell’anno precedente che possiamo portarci dietro. Quando ci siamo rivisti per la prima volta non siamo ripartiti dalla A, dalla B, dalla C e dalla D. Siamo partiti da metà alfabeto, perché qualcosa avevamo già sviluppato. Stasera abbiamo aggiunto un paio di concetti in più: questo fatto di capire quando aspettare e quando andare ad aggredire gli avversari, quando rendersi conto che tutta la squadra è pronta ad attaccare e che le distanze sono quelle giuste per andare forte, oppure quando serve una salita più morbida per permettere a tutti di sistemarsi nelle posizioni corrette prima dell’assalto finale. È una partecipazione che mi rende abbastanza contento»

CELIK – «Celik è un esecutore, è un soldatino. Lo puoi mettere in battaglia da tutte le parti del campo e su qualsiasi terreno. Lui fa sempre vedere la sua qualità, la sua determinazione, la sua applicazione e la sua conoscenza degli aspetti del calcio»

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