Stankovic: «Nato interista grazie a mio padre. Obiettivo? Vincere tutto con l’Inter» | OneFootball

Stankovic: «Nato interista grazie a mio padre. Obiettivo? Vincere tutto con l’Inter» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Inter News 24

Inter News 24

·20 agosto 2026

Stankovic: «Nato interista grazie a mio padre. Obiettivo? Vincere tutto con l’Inter»

Immagine dell'articolo:Stankovic: «Nato interista grazie a mio padre. Obiettivo? Vincere tutto con l’Inter»

Stankovic: «Nato interista grazie a mio padre. Obiettivo? Vincere tutto con l’Inter». Segui gli aggiornamenti sui nerazzurri

Nel corso della complessa tournée estiva in Australia, il centrocampista Aleksandar Stankovic ha rilasciato un’intervista alla testata sportiva Football360. Il giocatore dell’Inter ha tracciato un quadro dettagliato sulla preparazione atletica effettuata in Australia e sulle dinamiche tattiche che stanno caratterizzando il lavoro quotidiano in nerazzurro in vista dell’inizio ufficiale delle competizioni stagionali.

AUSTRALIA – «Essere qui è fantastico. All’inizio è un po’ difficile con il jet lag, ma è molto bello. Mi piace molto qui a Perth, il clima è bello, non fa così caldo come a Milano, quindi è abbastanza piacevole. E’ stato strano, ma allo stesso tempo, una volta che metti piede in campo, non vedi né senti dove sei. Ti concentri solo su quello che stai facendo. È stato molto bello, l’atmosfera, lo stadio era enorme e anche il campo era perfetto: è stato molto bello da vedere e da vivere. Sono molto grato anche a tutte quelle persone che sono venute a vederci e a sostenerci».


OneFootball Video


INIZIO STAGIONE – «Beh, all’inizio ero a Milano quando abbiamo iniziato la preparazione e per me è stato qualcosa di incredibile, il motivo per cui ho iniziato a giocare a calcio è stato perché volevo giocare per l’Inter. Quindi per me è stata una pura emozione. Non importa il posto, quando si tratta di Inter andrei ovunque».

PADRE – «Beh, fin da quando ero bambino, letteralmente da quando sono nato, mi hanno messo addosso la maglia dell’Inter. Quindi, per me è stato incredibile vedere San Siro, l’Inter, i tifosi, perché quando sei piccolo non ti rendi davvero conto di chi sia tuo padre, ma una volta che inizi a crescere inizi a capire chi è tuo padre e cosa rappresenta l’Inter per la gente di Milano e in tutto il mondo. Quindi, per quanto mi riguarda, sono molto felice e orgoglioso di essere nato tifoso dell’Inter e sarò sempre grato a mio padre».

DA BAMBINO – «Beh, onestamente, credo di non aver avuto alternative perché c’era mio padre che giocava a calcio e poi sia mio fratello maggiore che quello di mezzo giocavano a calcio. Diciamo che la mia unica opzione era giocare a calcio».

BRUGES – «Ti dico la verità, non è stato facile. È stato molto difficile accettare il fatto di dover andare via da casa, dalla famiglia, dal club che ami, dagli amici e da tutto il resto. Ma poi capisci che è perché vuoi tornare qui e giocare per questo club. All’inizio è stato piuttosto difficile, ma poi, una volta iniziata la stagione e capito perché sei lì, diventa più facile. Ho giocato a Lucerna, in Svizzera, dove le persone erano fantastiche. Mi hanno aiutato molto, i tifosi erano incredibili. Abbiamo avuto un anno fantastico.Poi, dopo, sono andato in Belgio e ora sono tornato qui».

BELGIO – «Credo che per un giovane giocatore, onestamente, il Club Brugge sia uno dei migliori club al mondo per lo sviluppo dei giovani perché le opportunità che ti offrono per migliorare sono incredibili. Lì hai un’unica opzione: se la vuoi, puoi diventare un calciatore professionista ai massimi livelli. Penso che per me sia stato il passo migliore che potessi fare nella mia carriera. Mi hanno aiutato in ogni aspetto, non solo in campo, ma anche fuori, hanno avuto cura di me. Sarò grato a loro perché hanno davvero cambiato il mio stile di gioco, di pensiero e di lavoro».

RISCATTO – «Beh, si parlava sempre di queste trattative relative all’opzione di riacquisto e via dicendo. Ma non ci ho fatto molto caso perché quando sono impegnato nel mio lavoro, non mi piace guardare al futuro, mi piace guardare il presente. E in quel periodo, quando le voci si diffondevano, noi stavamo giocando per il titolo e quindi ero completamente concentrato sul campionato e sulla Champions League. Quindi sapevo che le voci c’erano, ma non le ho ascoltate davvero. Poi, ovviamente, quando la stagione è finita ero interessato al fatto che l’Inter volesse riportarmi a casa».

ESPERIENZA – «Lo rifarei un milione di volte. Lo rifarei anche se, come ho detto, è stato difficile, ma diciamo che è stato il passo perfetto, anche se non tutti i giovani giocatori della Primavera vanno fuori dall’Italia. Tutti vanno, diciamo, nelle serie inferiori in Italia, giocano lì e crescono lì, ma pochissimi giocatori vanno fuori dall’Italia per provare esperienze come questa e io non avevo paura. Non ho avuto paura di questa cosa, volevo mettermi alla prova fuori dalla mia zona di comfort. L’ho fatto e diciamo che l’ho fatto molto bene».

GIOCATORE – «Inizi a vivere una vita da adulto da quando hai 17 o 18 anni, inizi a vivere da solo, inizi a fare tutto ciò che non avresti mai immaginato di fare l’anno prima. Condividi lo spogliatoio con persone più grandi, esperte, e hai molte responsabilità. Diciamo che questo mi ha aiutato molto a crescere anche interiormente. Poi ovviamente, come ho detto prima, il Club Brugge ha davvero cambiato il mio modo di pensare al calcio, professionalmente e a livello personale. Non ero così professionale, diciamo, quando giocavo in Svizzera. Poi sono arrivato a Bruges e mi hanno assegnato alcune cose da fare. Mi hanno aperto una nuova vita».

RUOLO – «Chivu mi conosce da quando ero bambino. Certo, ha giocato con mio padre e ci siamo incontrati in Primavera tre anni fa. Abbiamo avuto due grandi stagioni insieme e ora ci ritroviamo, credo che mi conosca molto bene. Conosce il mio stile di gioco, il mio ruolo e tutto il resto. Sono sicuro che lui sappia di avere le sue idee su come devo giocare».

OBIETTIVO – «Vincere il più possibile con l’Inter».

Visualizza l' imprint del creator