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·13 marzo 2026

Stellantis apre le porte ai capitali cinesi per Maserati e altri asset europei: dialogo con Xiaomi e Xpeng

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Stellantis – il colosso dell’automotive di cui Exor (holding della famiglia Agnelli-Elkann, che controlla anche la Juventus) è primo azionista – starebbe valutando possibili accordi con case automobilistiche cinesi che prevedano investimenti nelle sue attività europee, compresi alcuni marchi storici come Maserati. L’ipotesi emerge da colloqui avviati negli ultimi mesi con gruppi come Xiaomi Xpeng, secondo quanto riportato da Bloomberg.

L’obiettivo delle discussioni sarebbe quello di rafforzare le operazioni europee del gruppo nato dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Group nel 2021, aprendo alla possibilità che partner cinesi acquisiscano partecipazioni in alcune attività del gruppo nel Vecchio Continente, tra cui anche il marchio del Tridente.


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I colloqui includerebbero diverse opzioni industriali: dall’ingresso nel capitale di una divisione europea di Stellantis all’accesso alla capacità produttiva del gruppo, un tema particolarmente rilevante per i costruttori cinesi che puntano a rafforzare la propria presenza nel mercato europeo. Interpellata sulla questione, Stellantis ha dichiarato che l’azienda «discute regolarmente con diversi operatori dell’industria automobilistica su vari temi, con l’obiettivo di offrire ai clienti le migliori soluzioni di mobilità», senza tuttavia commentare le indiscrezioni su possibili operazioni.

Le trattative evidenziano anche la crescente divergenza tra le attività europee e quelle nordamericane del gruppo. Negli Stati Uniti, Stellantis sta investendo circa 13 miliardi di dollari per rinnovare la propria gamma e rafforzare marchi come Jeep Ram Trucks. In Europa, invece, brand come Fiat, Opel e Peugeot devono fare i conti con sovraccapacità produttiva, forte concorrenza e costi elevati legati alla transizione elettrica.

In questo contesto, un eventuale ingresso di partner cinesi potrebbe offrire accesso a tecnologie avanzate per veicoli elettrici e software, ambiti nei quali i costruttori europei risultano spesso indietro rispetto ai competitor asiatici. Secondo alcune fonti, le riflessioni strategiche interne al gruppo potrebbero portare nel tempo a una separazione più marcata tra le attività europee e quelle americane. Tuttavia, Stellantis ha smentito categoricamente l’ipotesi di una scissione.

Il gruppo è attualmente impegnato in una fase di stabilizzazione sotto la guida dell’amministratore delegato Antonio Filosa, nominato lo scorso anno dopo una fase di forte riduzione dei costi che aveva sollevato criticità sulla qualità dei veicoli e sulla domanda. Le valutazioni strategiche arrivano inoltre dopo l’annuncio di svalutazioni e oneri straordinari per 22,2 miliardi di euro, in gran parte legati alla revisione della strategia sull’elettrico.

Parallelamente Stellantis sta valutando anche una collaborazione più stretta con il partner cinese Zhejiang Leapmotor Technology per lo sviluppo di veicoli elettrici a basso costo destinati al mercato europeo. Il primo azionista del gruppo resta Exor, la holding della famiglia Elkann, che negli ultimi anni ha progressivamente riorganizzato il proprio portafoglio industriale mantenendo però le partecipazioni chiave nel settore automotive.

Ulteriori dettagli sulle strategie future di Stellantis dovrebbero emergere il 21 maggio, durante l’investor day del gruppo negli Stati Uniti.

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