Calcio e Finanza
·30 aprile 2026
Stellantis torna in utile nel primo semestre 2026, ma il titolo crolla in Borsa

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·30 aprile 2026

Stellantis torna alla redditività nel primo trimestre del 2026, mostrando un miglioramento su base annua di tutti i principali indicatori finanziari. Il colosso dell’automotive (di cui Exor è primo azionista) ha registrato un utile netto di circa 400 milioni di euro, sostenuto dalla crescita dei volumi e da un rafforzamento della performance operativa. L’utile operativo rettificato si è attestato a 1 miliardo di euro, pari a un margine del 2,5%, con la maggior parte delle regioni che ha chiuso il periodo con risultati positivi.
I ricavi netti sono aumentati del 6% a 38,1 miliardi di euro, trainati soprattutto dalla buona performance in Nord America, a cui si sono affiancati risultati positivi anche in Europa allargata e nell’area Medio Oriente e Africa. Il dato sui ricavi si è però rivelato leggermente inferiore alle attese del mercato: il consensus di Bloomberg indicava infatti 38,49 miliardi, contro i 38,13 miliardi effettivamente registrati.
Nonostante il ritorno all’utile, il titolo ha reagito negativamente in Borsa, arrivando a perdere il 10,1% a 5,97 euro in apertura di seduta a Piazza Affari, dopo la pubblicazione dei risultati.
Sul fronte delle prospettive, Stellantis ha confermato la guidance finanziaria per il 2026, prevedendo una crescita dei ricavi a una cifra percentuale media, un margine operativo rettificato positivo a una cifra percentuale bassa e un miglioramento complessivo di ricavi, redditività e flusso di cassa industriale. La società punta inoltre a una generazione di cassa industriale positiva nel 2027.
Un elemento rilevante riguarda l’impatto dei dazi statunitensi: la stima per il 2026 è stata ridotta da 1,6 a 1,3 miliardi di euro, grazie a un effetto positivo di circa 400 milioni legato ai rimborsi attesi dopo la bocciatura delle misure da parte della Corte Suprema.
«I primi tre mesi del 2026 riflettono i risultati delle azioni intraprese per riportare Stellantis su un percorso di crescita sostenibile e profittevole. I prodotti lanciati nel 2025 sono stati accolti con favore e siamo fiduciosi che i 10 nuovi veicoli previsti per il 2026 consentiranno di consolidare questo slancio», ha commentato l’amministratore delegato Antonio Filosa. «La nostra priorità è chiara: mettere i clienti al centro di tutto ciò che facciamo», ha aggiunto, annunciando ulteriori dettagli in occasione dell’Investor Day del 21 maggio ad Auburn Hills.
A livello geografico, il Nord America si conferma il principale motore di crescita: le vendite sono aumentate del 6% rispetto al primo trimestre del 2025, con progressi del 4% negli Stati Uniti, del 15% in Canada e del 19% in Messico. In un mercato complessivamente in calo del 6%, Stellantis è risultata il costruttore con il più alto tasso di crescita nella regione, portando la quota di mercato al 7,9% (+80 punti base). Determinante il contributo del marchio Ram, le cui vendite domestiche sono cresciute di circa il 20% su base annua, insieme alle performance di Jeep.
In Europa allargata le vendite sono aumentate del 5% (8% includendo Leapmotor), con una crescita superiore a quella del mercato. La quota nell’area EU30 è salita al 17,5% (+20 punti base), o al 18,1% (+70 punti base) includendo Leapmotor. A sostenere i risultati è stata una gamma diversificata tra elettrico, ibrido e motorizzazioni tradizionali, oltre ai nuovi lanci come la Fiat Grande Panda sulla piattaforma Smart Car e il rafforzamento del segmento C-SUV.
In Sud America le vendite sono cresciute dell’1% (2% includendo Leapmotor), con Stellantis che ha mantenuto la leadership nella regione con una quota del 21,1%. Il gruppo si conferma primo sia in Brasile sia in Argentina, entrambi con una quota del 28,9%. Nel Medio Oriente e Africa le vendite sono rimaste stabili nonostante un mercato in calo del 4%. La quota di mercato è salita all’11,5% (+50 punti base), grazie in particolare alla forte crescita in Algeria (+18%), dove Stellantis è leader, così come in Turchia.
Segnali contrastanti arrivano invece dall’Asia-Pacifico, dove le vendite sono diminuite del 4% (2% includendo Leapmotor) in un contesto di mercato debole. Fa eccezione l’India, che ha registrato un aumento del 71% grazie al rinnovamento della gamma Citroën. Nel complesso, i risultati segnano un ritorno alla redditività e un miglioramento operativo diffuso, ma non sono bastati a convincere i mercati, che hanno penalizzato il titolo soprattutto per ricavi sotto le attese e margini ancora contenuti rispetto alle aspettative.
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