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·27 giugno 2026
Stop alle critiche a Kenan Yildiz! La Juve protegga il suo talento più grande, tre tesi che spazzano via gli isterismi – VIDEO di Marco Baridon

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Il mondo del calcio è spesso privo di memoria, e il recente calderone di polemiche piovuto addosso a Kenan Yildiz ne è la dimostrazione più lampante. Il fantasista della Juventus è finito improvvisamente sul banco degli imputati a causa di una serie di prestazioni sottotono, dando il via a un processo mediatico decisamente ingeneroso. Analizzando l’intera annata con la dovuta lucidità, emergono tuttavia elementi oggettivi che impongono una narrazione ben diversa e molto più protettiva nei confronti del gioiello turco.
I detrattori del classe 2005 si aggrappano comprensibilmente ai dati statistici più recenti per giustificare le proprie tesi. È innegabile che la spedizione ai Mondiali 2026 con la selezione turca sia stata avara di soddisfazioni: un’uscita di scena prematura già alla fase a gironi, accompagnata da uno score personale rimasto fermo a 0 gol e 0 assist. Questo digiuno ha fatto seguito a un periodo complicato vissuto anche in maglia bianconera, dove l’attaccante ha smarrito la via della rete nelle battute conclusive del torneo: l’ultimo sigillo ufficiale con la Vecchia Signora è datato infatti 21 marzo, sancendo una seconda parte d’anno con le polveri bagnate.
Tuttavia, ridurre il valore assoluto di Yildiz a questo singolo passaggio a vuoto significa ignorare il peso specifico del calciatore. Parliamo dell’indiscusso uomo simbolo del nuovo ciclo della Continassa, un ragazzo che ha giurato fedeltà ai colori torinesi firmando il rinnovo contrattuale, respingendo al mittente le ricche lusinghe economiche e sportive dei maggiori top club continentali, pronti a garantirgli ingaggi più faraonici e bacheche pronte all’uso. Il bilancio complessivo della sua stagione resta d’altronde indiscutibile: 11 reti e 10 passaggi vincenti complessivi, numeri d’alta scuola che lo hanno reso il quinto elemento più impiegato nelle rotazioni dell’intera rosa juventina.
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La chiave di lettura fondamentale per comprendere questa flessione atletica risiede però nei bollettini medici. Fin dal mese di febbraio, Yildiz è stato costretto a stringere i denti a causa di ripetuti acciacchi strutturali. Prima un doloroso fastidio al polpaccio, seguito poi da un cronico problema al ginocchio ne hanno pesantemente limitato la brillantezza sul rettangolo verde, condizionando in modo evidente sia la volata finale in campionato sia l’avventura mondiale con la propria nazionale. Davanti a un simile quadro clinico, l’ambiente societario e la tifoseria devono mostrare maturità giuridica e calcistica, mettendo da parte le reazioni isteriche per fare scudo attorno al talento più puro della Juventus.
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