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·10 febbraio 2026
Stramaccioni gioca Inter Juve: «Ecco quali possono essere i giocatori chiave, Chivu è in simbiosi con i suoi ragazzi, Spalletti mi piace»

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Andrea Stramaccioni conosce bene il sapore del Derby d’Italia. Il 3 novembre 2012, la sua Inter fu la prima squadra a violare lo Juventus Stadium dopo 49 partite di imbattibilità bianconera, vincendo 3-1. A La Gazzetta dello Sport l’attuale talent di DAZN analizza il prossimo scontro tra i nerazzurri di Chivu e la Juve di Spalletti. Queste le dichiarazioni dell’ex tecnico nerazzurro.
IL SEGRETO DELLA VITTORIA DEL 2012 – «Dare le indicazioni più specifiche individualmente e privatamente nella mia camera d’albergo la notte prima della partita. Piccoli colloqui più profondi di una riunione. I grandi calciatori che avevo a disposizione non solo concordarono nella preparazione della partita, ma si esaltarono: da Milito a Cambiasso a Zanetti passando per Cassano e Samuel».
LO STATO DI FORMA DELLE DUE SQUADRE – «L’Inter mentalmente sta benissimo, nelle ultime 12 in A ne ha vinte 11, ha segnato 31 gol e ne ha subiti solo 6 di cui 4 in due partite. Gioca davvero bene e rende apparentemente semplici partite per tutti complicate. Arriva a questo scontro diretto in condizioni eccellenti. La Juve di Spalletti mi piace molto, viene dal passo falso di Bergamo ma ha un’identità forte e questa partita sarà un vero e proprio test per valutare il livello raggiunto dopo 22 partite del nuovo ciclo».
IL DIVARIO DI 12 PUNTI IN CLASSIFICA – «Si, i punti ci sono tutti, ma i due progetti non sono paragonabili. L’Inter, ha cambiato allenatore ma ha un gruppo consolidato ed esperto che viene da due finali di Champions, uno scudetto e un altro perso sul filo di lana. La Juve sta costruendo ora con Spalletti il suo nuovo ciclo».
LA DICHIARAZIONE DI CHIVU SULLA “PARTITA COME LE ALTRE” – «L’Inter all’andata ha perso con Juve, Napoli e Milan e al ritorno ha pareggiato ancora col Napoli. Ha ragione Chivu da un punto di vista comunicativo, ma l’Inter può suggellare il suo fin qui straordinario percorso vincendo sabato il primo scontro diretto contro una delle tre inseguitrici».
LE CHIAVI TATTICHE DELLA SFIDA – «Vedo due situazioni: la prima è la solidità della fase di non possesso della Juve contro la straordinaria capacità finalizzativa dell’Inter. E non parlo di difesa contro attacco ma di una fase difensiva di squadra, di duelli e occupazione degli spazi. La seconda è capire se la Juventus riuscirà a togliere all’Inter le sue sicurezze, gestendo il pallone con personalità nella metà campo avversaria, passando per chi gestisce più palloni difficili come Yildiz, Conceiçao e Locatelli su tutti».
I PROTAGONISTI ATTESI – «Cito due giocatori che mi piacciono tantissimo e che hanno già inciso in questa sfida: Marcus Thuram e Francisco Conceiçao».
IL CONFRONTO TRA CHIVU E SPALLETTI – «Contano il valore delle squadre, la preparazione della partita e la lettura dei momenti. Cristian è in simbiosi con i suoi ragazzi, è un allenatore leader riconosciuto unanimemente dallo spogliatoio, molto vicino alla testa dei calciatori ma che va dritto per le sue idee. Luciano è un maestro, tatticamente per me uno degli allenatori più preparati al mondo. Chivu ha giocato nella sua Roma spettacolare, lo conosce bene».
LE POSSIBILI SORPRESE IN ZONA GOL – «Può scaturire dalle palle inattive. Direi Bremer e Bastoni sorvegliati speciali in area avversaria».
IL VALORE DEL DERBY D’ITALIA – «Sono gare uniche, con atmosfere uniche. Valgono sempre 3 punti come dice Chivu, ma hanno un valore speciale per chi le gioca e per le tifoserie. Inter-Juve è una delle partite della nostra Serie A che vengono viste in tutto il mondo. E ne è anche spesso lo specchio».
LA STRATEGIA PER BATTERE LA JUVE NEL 2012 – «Reputai che l’unico modo per mettere in difficoltà la Juventus di Antonio Conte e di tantissimi campioni non fosse difendersi bene ma provare ad attaccarli. Perché in questa partita i tifosi di ambo le parti a prescindere da come finirà vorranno vedere la propria squadra che se la gioca dal primo all’ultimo minuto a testa alta su ogni pallone».
IL RICORDO DEI FESTEGGIAMENTI – «Ricordo che Cassano mi saltò sulle spalle al fischio finale urlando la sua gioia e poi un lungo abbraccio con Javier Zanetti nel tunnel, che non era solo il capitano ma anche per me un punto di riferimento umano dentro e fuori dal campo. Una bella pagina, indelebile, per chi vive o ha vissuto il mondo Inter».
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