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·19 settembre 2026
Suazo e il Siviglia nulla contro la macchina da gol Barça (Video)

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Un Siviglia coraggioso, intenso e perfettamente organizzato per contendersi il controllo della partita ha trasformato il primo tempo in un autentico esercizio di sopravvivenza per i blaugrana, che si sono ritrovati anche sotto nel punteggio dopo il gol di Fofana. Tuttavia, la squadra andalusa non è riuscita a reggere un tale dispendio fisico ed emotivo dopo l’intervallo. Lì è emersa la figura del capitano blaugrana, incontenibile, decisivo e autore di una spettacolare tripletta che gli consente di arrivare a dodici gol in appena sette giornate.
La vittoria al Sánchez-Pizjuán non solo conferma la capacità di reazione della squadra di Hansi Flick, ma consolida anche un inizio di campionato semplicemente straordinario: sette partite, sette vittorie e 21 punti disponibili trasformati in bottino blaugrana. Il Barcellona è ora a una sola vittoria dall’eguagliare il miglior avvio in campionato della sua storia, firmato dalla squadra guidata dal Tata Martino nella stagione 2013-14, che infilò otto vittorie consecutive. Inoltre, il risultato di Siviglia mette ulteriore pressione sul Real Madrid, che affronterà il derby contro l’Atlético con uno svantaggio di sei punti rispetto al rivale catalano.
Se sorprendere l’avversario dalla lavagna tattica può diventare uno strumento per alterarne i piani, Hansi Flick ha deciso di tenersi una carta fino all’ultimo momento. Quando tutto lasciava pensare che Szczesny avrebbe assunto la titolarità tra i pali dopo il forfait precauzionale di Joan Garcia, il croato Livakovic è apparso nella formazione ufficiale appena 75 minuti prima dell’inizio dell’incontro. Una decisione inattesa che gli ha permesso di debuttare in uno scenario di massima esigenza e che ha messo ancora una volta in evidenza la disponibilità del tecnico tedesco a introdurre varianti quando ritiene che possano modificare l’andamento di una partita.
Le altre novità nella formazione rispondevano invece a una logica più prevedibile. Cubarsí, Fermín e Gordon hanno ritrovato il loro posto nell’undici dopo aver riposato mercoledì contro il Racing. I loro ingressi sono avvenuti al posto di Gerard Martín —e non di Christensen, come inizialmente sembrava più ragionevole—, Olmo e Adeyemi, rispettivamente. Sulla fascia sinistra è stato confermato Joao Cancelo, mentre Xavi Espart ha dovuto accontentarsi di osservare l’inizio dell’incontro dalla panchina.
Flick ha così puntato su una combinazione di freschezza fisica e capacità di risposta individuale per affrontare un Siviglia che, spinto dal suo pubblico, prometteva di portare la partita su un terreno scomodo. La scelta dell’undici non mirava solo a gestire le energie in un calendario impegnativo, ma anche a trovare soluzioni contro un avversario la cui intensità poteva mettere alla prova la circolazione blaugrana e la sua abituale capacità di imporre le condizioni attraverso il possesso.
Con il potente inno di El Arrebato ancora risuonante sugli spalti del Sánchez-Pizjuán, era difficile immaginare che i calciatori del Siviglia potessero scendere in campo senza lasciarsi trascinare da un’atmosfera carica di entusiasmo e fiducia. La squadra andalusa stava dando segnali positivi nel suo rendimento e ha voluto trasferire questo slancio sul terreno di gioco fin dal primo minuto, impostando una partita fisica, aggressiva e di continua contesa.
Il Siviglia non è riuscito a tradurre quell’intensità iniziale in occasioni da gol nitide, ma è comunque riuscito a mettere in difficoltà il Barcellona attraverso una pressione alta e recuperi di palla eseguiti con determinazione. Ogni riconquista vicino alla zona di costruzione blaugrana si trasformava in un’opportunità per guadagnare metri e avvicinarsi all’area ospite. In questo contesto, alcuni interventi su Fermín e Lamine hanno assunto un’evidente carica intimidatoria, riflettendo l’intenzione dei padroni di casa di non permettere agli avversari di sentirsi a proprio agio né di trovare spazi per sviluppare il loro calcio abituale.
L’arbitro valenciano Martínez Munuera ha scelto di lasciar proseguire il gioco, una decisione che ha contribuito ad alzare la temperatura di una partita che fin dai primi minuti si giocava al limite dello scontro fisico. Anche il Barcellona non è rimasto estraneo a questo scenario e ha risposto con interventi duri, accettando la sfida di un Siviglia che aveva capito che, per competere alla pari, doveva trasformare ogni pallone conteso in una dichiarazione d’intenti.
La battaglia era iniziata. E anche se ancora non arrivavano grandi occasioni da gol, la partita lasciava già una conclusione evidente: il Barcellona avrebbe dovuto superare qualcosa di più del semplice talento del suo avversario se voleva mantenere intatta la sua marcia perfetta in campionato.
/Alessandro González. Foto: Mundo Deportivo. Video: Espn
Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.







































