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·3 giugno 2026

Tacconi: «Juve, aver ceduto Szczesny è stato un errore gravissimo»

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Tacconi: «Juve, aver ceduto Szczesny è stato un errore gravissimo». Le parole dell’ex portiere bianconero

Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport parlando così dei profili accostati ai bianconeri per la porta.


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PORTIERE JUVE – «Il portiere della Juventus non è un mestiere per tutti. È un ruolo dove servono personalità, carattere e serenità. Io all’inizio avevo la pressione dell’eredità di un monumento come Dino Zoff e dovevo inventarmi qualcosa per superarla. Così ho iniziato a mandare tutti a quel paese… Compresi i campioni del mondo. Volevo far capire che ero un tipo tosto e ci sono riuscito. Sono stato anche fortunato: il rigore parato alla prima giornata mi ha trasmesso fiducia. Era un altro calcio, con tiratori del calibro di Maradona, Platini e Zico: ora non calcia più nessuno da fuori, potrei anche parare bendato…».

DI GREGORIO – «Di Gregorio ha alternato alti e bassi nell’ultima stagione. Quello del portiere è stato uno dei tanti problemi della Juve, non l’unico. L’esclusione dalla Champions è colpa di tutti, non soltanto di Di Gregorio. Ha pesato anche il fatto di non avere Bremer sempre al meglio».

AVVICENDAMENTO SZCZESNY-DI GREGOTIO – «Non avrei ceduto Szczesny, un gravissimo errore. Portiere forte, da Juve. Non a caso il polacco non ha fatto in tempo a smettere che si è ritrovato al Barcellona».

ALISSON O DIBU MARTINEZ – «Uno è il numero uno del Brasile, l’altro dell’Argentina. Un tempo il punto debole dei brasiliani era proprio il portiere, ma da Taffarel in poi sono sbocciati talenti anche tra i pali. Alisson è un campione e ha vinto tutto, non è un dettaglio per guidare la Juve: la maglia bianconera pesa tantissimo, lo avete visto anche quest’anno. Martinez è campione del mondo, ha gli attributi e sembra più pazzerello, non quanto me però. Sarebbe meglio un italiano, ma i top sono sempre meno. Il mio preferito è Carnesecchi, forse inarrivabile».

DONNARUMMA – «Gigio è forte, non si discute. Però è carente in alcuni fondamentali: a volte commette errori infantili. Tra gli italiani migliori metto anche Vicario».

DE GEA – «Penso che il meglio lo abbia dato al Manchester United. Va benissimo per la Fiorentina».

COLPE JUVE – «Le colpe sono di tutti, un po’ meno di Spalletti che è arrivato alla Juventus in corsa. Le partite che sono costate la Champions sono come una risonanza magnetica. Il problema è evidente: è una Juve senza attributi. Mancano leader e giocatori carismatici che si assumano le responsabilità quando la palla scotta e lo stadio mugugna».

EUROPA LEAGUE – «Servono 3-4 giocatori così. Spalletti può migliorare tecnicamente i giocatori, però il carisma non si insegna. È una qualità innata, fa bene la Juventus a cercarlo sul mercato. La retrocessione in Europa League è un fallimento, ma può diventare un’opportunità. La Juventus non alza una Coppa europea da trent’anni, troppo. La Champions è più ricca, però con gli squadroni che ci sono sarebbe stata ancora durissima per i bianconeri. In Europa League le chance sono maggiori: Spalletti con i giusti rinforzi può arrivare anche in fondo».

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