Zerocinquantuno
·2 settembre 2026
Tanti milioni in cassa, l’asse portante da ricostruire, un potenziale intrigante: difficile dire dove possa arrivare il nuovo Bologna, di sicuro bisogna battere il Sassuolo

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·2 settembre 2026

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Finalmente il mercato è terminato: è una gioia per chi deve lavorarci ogni giorno, costretto a rimanere con le orecchie tese su qualsiasi movimento in entrata e in uscita, consapevole che le trappole siano sempre dietro l’angolo (si veda la vicenda Rowe, che ci ha spinto a scusarci perché era giusto farlo, anche se oggettivamente siamo stati colti in contropiede da un autentico ribaltone che fino a qualche ora prima ci veniva descritto come ormai impossibile).
Ora, il mercato estivo del Bologna va visto sotto due aspetti diversi. Se ci fermiamo al lato prettamente economico, dunque alle partenze, lo smantellamento ha fruttato parecchio. Quasi tutta l’asse portante della squadra è stata ceduta: via Castro (35 milioni più 2 di bonus e il 10% sulla futura rivendita), Lucumí (20 milioni più 3 di bonus) e appunto Rowe (35 milioni più 5 di bonus, il 10% sulla futura rivenduta e il cartellino del giovane talento Federico Cassa). Senza ovviamente dimenticare un altro perno, Remo Freuler, che dopo essersi svincolato ha preferito cambiare aria firmando con l’Olympiakos.
Facile fare un calcolo: il club di Joey Saputo ha visto entrare nelle sue casse 90 milioni di euro, senza contare i bonus e ricordando che i soldi di Rowe arriveranno solo a giugno 2027. Normale quindi che sotto questo punto di vista la tifoseria si senta emotivamente spiazzata, anche arrabbiata, come non accadeva da un po’ di tempo. La partenza di tutti gli elementi più importanti non è facile da digerire, apparendo come un notevole ridimensionamento in termini di ambizioni.
Il secondo ambito su cui concentrarsi è quello tecnico, entrando però in territorio soggettivo, essendo il calcio tutto tranne che una scienza esatta, a meno che non si parli di Messi, Cristiano Ronaldo e compagnia. Se dovessi azzardare un mio primo parere, a livello di potenziale considero la squadra forse anche leggermente più forte di quella 2025-2026: i direttori Giovanni Sartori e Marco Di Vaio hanno fatto un miracolo nel mettere insieme una rosa competitiva, di fatto comprando senza spendere o giù di lì.
Adesso il bandolo della matassa è in mano a mister Tedesco, professionista validissimo ma pur sempre un debuttante nella Serie A italiana: sarà in grado di dare al BFC quel qualcosa in più? Impossibile dirlo oggi, lo capiremo man mano, seppur sotto il profilo del gioco e delle idee stiano arrivando segnali intriganti. Di sicuro tra un anno si verrà a creare un problema, visto che salvo clamorose esplosioni non si potranno più fare plusvalenze corpose: almeno sulla carta, in rosa non ci sono singoli da 30-40 milioni, inoltre per trattenere i vari Dovbyk, Mbangula e Piccoli bisognerà andare in tasca.
Comunque, un passo alla volta. Domenica al Dall’Ara arriva il Sassuolo e, seppur sia ancora tremendamente presto, per il morale della truppa e la gioia della piazza conta un solo risultato: bisogna vincere, perché è vero che il Bologna meriterebbe almeno quattro punti in classifica invece degli attuali zero, ma il calcio lo conosciamo fin troppo bene e dinnanzi ad un ulteriore stop qualcosa inizierebbe già a scricchiolare.







































