Juventusnews24
·10 febbraio 2026
Tardelli boccia la società bianconera: «Credo che oggi manchi qualcuno che ami la Juventus. Rimpiango Agnelli: difficile arrivare in Champions League»

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·10 febbraio 2026

Il decennio che ha cambiato la storia del calcio italiano, quello che va dal 1975 al 1985, torna protagonista sul grande schermo. In occasione dell’uscita dell’evento speciale “Juventus. Primo Amore”, diretto da Angelo Bozzolini e in programma nelle sale il 16, 17 e 18 febbraio 2026, una delle leggende più amate del club, Marco Tardelli, ha ripercorso quegli anni leggendari con un pizzico di malinconia e molta schiettezza.
Tardelli non si è però limitato ai ricordi di Platini, Rossi e Boniperti. La sua analisi si è spostata sul presente, toccando nervi scoperti dell’attuale gestione societaria. Con la solita franchezza, l’ex campione ha espresso preoccupazione per l’assenza di figure che incarnino profondamente il sentimento juventino all’interno della dirigenza.
Nonostante le critiche alla società, Tardelli ha speso parole di grande stima per Luciano Spalletti. Secondo l’ex “urlo di Madrid”, il tecnico toscano ha già cambiato il volto della squadra, restituendo un’identità precisa e una sensibilità tecnica che mancava da tempo alla Continassa. Tuttavia, Tardelli avverte che per costruire una squadra realmente vincente e competitiva per la zona Champions, la società deve dare a Spalletti la piena autonomia nella scelta dei giocatori.
PAROLE – «Credo che alla Juventus oggi manchi qualcuno che ami la Juventus. L’Avvocato non usava la Juventus per business, a lui la Juventus piaceva. Gli piaceva stare con i giocatori. Io non ho mai avuto un grandissimo rapporto con Andrea Agnelli. Ma lo rimpiango. Perlomeno era sul campo, amava la Juventus. Poteva sbagliare tante cose, aveva degli atteggiamenti che non mi piacevano ma era lì, potevi parlarci. Oggi ci sono i francesi e, nonostante disastri, continuano a esserci loro. Spero che la Juventus trovi un proprietario…Con Spalletti si può costruire una squadra vincente. Ma la società deve stargli vicino, deve dargli la possibilità di scegliere i giocatori. Io penso che Spalletti abbia già cambiato la Juventus. Si vede una squadra diversa, nel modo di giocare e stare in campo ma arrivare in Champions League è difficile…».
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