Lazionews24
·23 settembre 2026
Taylor e il nuovo ruolo con Gattuso: «Devo essere il punto di raccordo della squadra. Sono il secondo rigorista»

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Nuove dichiarazioni di Kenneth Taylor dal ritiro dell’Olanda. Il centrocampista della Lazio, intervistato da VoetbalPrimeur, ha raccontato le prime sensazioni dopo il trasferimento in Serie A, soffermandosi sull’adattamento alla nuova realtà italiana e sul lavoro svolto agli ordini di Gennaro Gattuso.
Il classe 2002 ha spiegato come il cambio di ambiente sia stato fondamentale per la sua crescita, sia dal punto di vista calcistico sia personale, raccontando anche alcuni aspetti della sua nuova vita lontano dall’Olanda. L’arrivo alla Lazio ha rappresentato per Taylor una sfida importante. Il centrocampista ha raccontato il suo percorso di inserimento, a partire dallo studio della lingua italiana. Le sue parole:
«Sto imparando l’italiano, ho un insegnante che viene a casa mia per fare lezione. Per me è stato positivo lasciare l’Olanda e trasferirmi in un nuovo ambiente per continuare a crescere sia a livello personale che calcistico. È un’esperienza interessante. Il cibo? Mangiamo soprattutto al centro sportivo, ma onestamente ho mangiato bene in tutti i ristoranti che ho provato. La mia famiglia viene a trovarmi di tanto in tanto, non è sempre facile organizzarsi all’ultimo momento, ma mi fa piacere quando sono qui».
Un cambiamento importante dopo gli anni vissuti con la maglia dell’Ajax, club al quale il centrocampista è ancora molto legato.
«L’Ajax avrà sempre un posto speciale nel mio cuore, sia come giocatore che come tifoso. Cerco sempre di guardare le loro partite. Sono ancora in contatto con alcune persone, ma molti giocatori se ne sono andati».
Uno degli aspetti sui quali Taylor si è soffermato maggiormente riguarda la crescita tattica avuta nel campionato italiano e le richieste di Gattuso.
«Nel campionato italiano si gioca con grande maturità tattica, ho fatto grandi passi avanti sotto questo aspetto. Con Gattuso giochiamo basandoci sul possesso palla e su un pressing alto. Lui vuole che gestisca la costruzione del gioco, ci schieriamo con un ‘doppio pivot’ e si aspetta che sia io il principale punto di raccordo anche in fase offensiva. Cerchiamo molte situazioni di uno contro uno e vuole che siamo spietati in quei momenti, perché i duelli sono fondamentali. Se si corre tanto? Sì, ma mi piace».
Il passaggio in Serie A ha portato anche un cambiamento dal punto di vista fisico e della gestione delle partite. Taylor ha sottolineato come ora sia chiamato a coprire più campo rispetto al passato.
«Ora copro molta più distanza, soprattutto ad alta intensità. In Italia non si segnano molti gol, abbiamo vinto le prime partite per 1-0, 0-1 e 2-1. Ci sono meno occasioni da rete. Tuttavia, in questa stagione stiamo creando molte più opportunità. Ed è già un passo avanti rispetto alla scorsa stagione. Se sono il rigorista? No, quello è Zaccagni, il capitano. Io sono il secondo in lista. Ne ho calciati due ma durante la serie finale, non nei novanta minuti».
Infine, il giocatore ha raccontato anche la presenza di diversi connazionali nel campionato italiano, tra Lazio e Roma, con una curiosa regola legata alla rivalità cittadina. «Tanti giocatori olandesi alla Roma e alla Lazio? Riusciamo a malapena a mangiare fuori insieme (ride, ndr.). I tifosi non sarebbero contenti se lo facessimo in pubblico. È stata la prima cosa che mi ha detto Rensch quando sono arrivato, che è una cosa che proprio non si fa. Qui alla Lazio anche Gudmundsson parla olandese».
Per Taylor, dunque, l’inizio dell’avventura alla Lazio è stato caratterizzato da adattamento, crescita tattica e nuove responsabilità. Il centrocampista sembra aver trovato in Gattuso un allenatore pronto a valorizzarne le caratteristiche, affidandogli un ruolo importante nel nuovo progetto biancoceleste.