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·3 agosto 2026

Tebas all'attacco: «Infantino arrogante e inadeguato. Deve farsi da parte»

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«Il Mondiale è una competizione che non può essere ceduta a soggetti terzi. Vi partecipano calciatori che appartengono ai club e la FIFA non paga un euro per loro. Un evento reso possibile dal lavoro e dagli investimenti dei club non può essere venduto, nemmeno in parte», ha spiegato il presidente della Liga. Per Tebas, il problema non si limita alla possibile cessione di una quota del veicolo commerciale, senza conseguenze formali sulla governance della FIFA. L’operazione avrebbe infatti accentuato la pressione esercitata sul calendario internazionale, aumentando ulteriormente il conflitto tra le competizioni organizzate dalla federazione mondiale e i campionati nazionali.

«Da anni la FIFA aumenta la pressione sul calendario internazionale, mettendo in difficoltà i campionati nazionali e questa proposta avrebbe aggravato ulteriormente la situazione. Per quanto riguarda la governance, abbiamo già visto quanto questa FIFA sia affidabile. Basti pensare alla squalifica revocata a Balogun. L’intero processo è viziato sin dall’inizio». Secondo Tebas, Infantino sarebbe stato costretto ad anticipare la presentazione del progetto dalle indiscrezioni trapelate nei giorni precedenti, finendo così per esporsi senza avere costruito un consenso sufficiente. Il presidente della Liga ha rivolto una critica anche alle confederazioni, accusate di avere mantenuto troppo a lungo un atteggiamento accondiscendente.


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«Credo che qualche fuga di notizie lo abbia obbligato a cambiare la tempistica. Non se l’aspettava ed è stato colto di sorpresa. Di Infantino, però, non mi sorprende più nulla. Mi hanno sorpreso molto di più le Confederazioni che, fino a oggi, avevano mantenuto un silenzio complice su questa e su molte altre vicende». La rinuncia al piano, dunque, non basterebbe a chiudere il caso. «Non si tratta di fare un passo indietro: Infantino deve proprio farsi da parte», ha affermato Tebas, spingendosi oltre la posizione assunta dalla UEFA e mettendo apertamente in discussione la permanenza dello svizzero alla presidenza della FIFA.

Nel mirino del dirigente spagnolo è finito anche il comportamento delle leghe europee, ritenute troppo prudenti di fronte alla crescita delle competizioni FIFA e, in particolare, al nuovo Mondiale per Club. «Da tempo le leghe avrebbero dovuto prendere posizioni molto più drastiche. Ma la FIFA continua a sostenere che la questione riguarda soltanto i club partecipanti e Nasser Al-Khelaifi si è prestato a questo gioco pur sapendo che danneggia i campionati nazionali».

Tebas ha quindi descritto Infantino come «una persona arrogante e profondamente ignorante delle conseguenze che le decisioni prese oggi avranno sul calcio di domani». Un atteggiamento che, a suo giudizio, sarebbe favorito dall’ambiente costruito intorno al presidente della FIFA: «Vive in una bolla, circondato da persone che lo adulano e gli danno sempre ragione».

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