Inter News 24
·4 settembre 2026
Termina l’era Ausilio-Inter: 28 anni di mercato, scelte e grandi intuizioni nerazzurre. Un grazie forse non basta – VIDEO di Giuseppe Colicchia

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·4 settembre 2026

Dopo quasi tre decenni, migliaia di calciatori valutati, centinaia di allenatori incontrati e quattro diverse proprietà attraversate, si chiude il lungo rapporto tra Piero Ausilio e l’Inter. Una storia iniziata nel lontano passato e terminata con la decisione del club di affidare il ruolo di direttore sportivo a Dario Baccin, storico collaboratore di Ausilio e suo braccio destro dal 2017.
Prima di guardare al futuro e alle nuove strategie societarie, però, è inevitabile fermarsi per analizzare il percorso di un dirigente che ha rappresentato una presenza costante nei momenti più importanti della storia recente nerazzurra.
Il percorso di Piero Ausilio all’interno dell’Inter ha attraversato diverse fasi societarie. Era presente negli ultimi anni della gestione Massimo Moratti, ha vissuto il passaggio alla proprietà Thohir, ha lavorato durante l’era Zhang e Suning e ha accompagnato il club fino alla nuova fase con Oaktree e Beppe Marotta.
Un legame lunghissimo con la società e con l’ambiente nerazzurro, che ha portato molti tifosi a riconoscergli un forte senso di appartenenza. Allo stesso tempo, nel corso degli anni, non sono mancate critiche nei suoi confronti per alcune operazioni di mercato considerate meno fortunate, sia in entrata sia in uscita.
Il giudizio sul suo operato, però, non può prescindere anche dalle numerose intuizioni che hanno contribuito alla crescita dell’Inter.
Nel corso della sua esperienza dirigenziale, Ausilio ha partecipato all’arrivo di diversi giocatori diventati protagonisti con la maglia nerazzurra. Tra questi figurano Mauro Icardi, Mateo Kovacic, André Onana, Lautaro Martinez, Hakan Calhanoglu e Marcus Thuram, oltre a numerosi altri elementi che hanno avuto un ruolo importante nel percorso recente del club.
Operazioni che hanno permesso all’Inter di costruire squadre competitive anche in periodi caratterizzati da grandi limitazioni economiche.
Il lavoro dell’ex direttore sportivo è stato infatti svolto spesso in condizioni difficili, con il club costretto a muoversi attraverso vincoli finanziari, settlement agreement, mercati a costo contenuto e formule basate su prestiti o occasioni.
La crescita dell’Inter negli ultimi anni è stata il risultato di diversi fattori, ma una parte importante del merito va anche al lavoro svolto da Piero Ausilio. Il dirigente ha contribuito a mantenere stabile il progetto sportivo durante le stagioni più complicate, accompagnando la società verso il ritorno ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Dalla fase di ricostruzione fino alle vittorie più recenti, Ausilio è stato uno dei punti fermi della struttura nerazzurra.
La separazione rappresenta dunque la fine di un’epoca. Una storia lunga 28 anni, fatta di scelte, responsabilità, errori, intuizioni e grandi operazioni di mercato. Ora l’Inter guarda avanti con Baccin, ma l’eredità lasciata da Ausilio resterà una pagina significativa della storia del club.
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