Juventusnews24
·23 luglio 2026
Tether non si ferma, nuovo investimento per il secondo azionista di maggioranza della Juve: gli aggiornamenti

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Un nuovo investimento di Tether consolida strategicamente la presenza del colosso delle criptovalute nel panorama editoriale e d’intrattenimento in Italia. La celebre emittente di stablecoin ha infatti partecipato a un aumento di capitale da 30,8 milioni di euro a favore di Be Water, la holding creativa guidata da Guido Maria Brera. L’operazione porta la valutazione complessiva della media company a 200 milioni di euro, segnando un importante passo in avanti nel suo percorso di crescita.
Questo intervento finanziario amplia ulteriormente la presenza di Tether nell’industria italiana dei media e dello sport. Ricordiamo infatti che la società risulta essere anche il secondo azionista della Juventus, detentrice dell’11,527% del capitale sociale del club torinese.
L’operazione, deliberata lo scorso giugno, è stata interamente riservata alla controllata Tether Entertainment Ltd, permettendo alla società cipriota di rafforzare la presenza nel capitale di Be Water e salire al 38% del capitale. La valutazione della holding è cresciuta rapidamente: solo pochi mesi prima, a gennaio 2026, un precedente aumento da 4,5 milioni la stimava a 150 milioni.
A livello patrimoniale e finanziario, la società mostra indicatori in netta espansione:
La compagine azionaria vede Guido Maria Brera al 40% affiancato dal gruppo di Tether, mentre la quota restante appartiene a soci di minoranza tra cui Mario Calabresi, Saverio Costanzo e il fondo Planven.
Tra le controllate chiave del gruppo spicca Be Content (che include Chora Media e Will), attiva con successo nei podcast e nell’informazione digitale. Nonostante una perdita netta fisiologica legata al consolidamento strutturale, la controllata ha superato i 12 milioni di fatturato nel 2025 con un Ebitda positivo di oltre un milione.
Grazie alle recenti iniezioni di liquidità, il gruppo punta ora a un raddoppio dei ricavi a quota 60 milioni di euro per il 2026, forte dell’integrazione delle nuove piattaforme e di un solido piano di investimenti industriale.
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