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·13 febbraio 2026
Thuram indispensabile per questa Juve: cosa succederebbe in caso di forfait con l’Inter e come può cambiare la squadra di Spalletti. L’analisi in numeri

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·13 febbraio 2026

Oggi è il 13 febbraio 2026, la vigilia dell’attesissimo Derby d’Italia. Perdere un giocatore dinamico come Khephren Thuram a ridosso di una sfida contro l’Inter (soprattutto considerando che all’andata, a settembre, fu decisivo con una doppietta nel pirotecnico 4-3) sarebbe sicuramente una tegola per Luciano Spalletti.
Analizzando i tabellini della Juventus in questa stagione (34 partite totali finora, includendo Campionato, Champions League e Coppa Italia), emerge che Thuram non è partito titolare in 8 occasioni. In 3 di queste è rimasto in panchina o in tribuna, mentre in 5 è subentrato a gara in corso.
Ecco la valutazione dettagliata di come si è comportata la Juventus senza di lui dal primo minuto:I numeri: un rendimento in equilibrio, ma occhio agli scontri direttiNelle 8 partite in cui Thuram non è partito titolare, il bilancio della Juventus è il seguente:• Vittorie: 4 (Juventus-Udinese 3-1, Bodo/Glimt-Juventus 2-3, Juventus-Udinese 2-0 CI, Juventus-Pafos 2-0)• Pareggi: 2 (Villarreal-Juventus 2-2, Juventus-Milan 0-0)• Sconfitte: 2 (Lazio-Juventus 1-0, Cagliari-Juventus 1-0)Percentuale di vittorie: 50% (esattamente in linea con la percentuale di vittorie stagionale generale della squadra). I gol fatti sono stati 12 (1.5 a partita) e quelli subiti 6 (0.75 a partita).
A prima vista la squadra non sembra crollare statisticamente senza di lui, ma c’è un campanello d’allarme evidente in vista dell’Inter: le vittorie sono arrivate tutte contro squadre di fascia media o medio-bassa. Negli scontri ad alta intensità o contro le big in cui non è partito dall’inizio (Milan, Lazio, Villarreal), la Juventus non ha mai vinto, faticando a imporre il proprio ritmo in mezzo al campo.
Senza l’atletismo, la progressione palla al piede e l’interdizione del francese, gli allenatori (prima Tudor/Brambilla e ora Spalletti) sono stati costretti a ridisegnare gli equilibri.1. Locatelli e McKennie indispensabili: Quando Thuram manca, la diga centrale è quasi sempre formata da Manuel Locatelli e Weston McKennie. L’americano, in particolare, diventa l’ago della bilancia. Spalletti gli chiede gli inserimenti e il dinamismo che solitamente garantisce Thuram. Non a caso, McKennie sta vivendo una stagione straordinaria dal punto di vista realizzativo (a segno contro Lecce, Cremonese, Bodo/Glimt, Benfica, Parma, Lazio).2. Il posizionamento di Koopmeiners: In alcune occasioni (come nella recente sconfitta per 1-0 contro il Cagliari), l’assenza di Thuram ha costretto Koopmeiners a posizionarsi sulla linea mediana accanto a Locatelli, perdendo così la spinta offensiva e la pericolosità dell’olandese sulla trequarti.3. Miretti prende minuti: Nelle rotazioni di Spalletti, l’assenza di Thuram spesso apre le porte a Fabio Miretti (sia in un centrocampo a due che a tre), il quale garantisce più palleggio ma decisamente meno impatto fisico rispetto al francese.
Nelle 5 partite in cui è subentrato (Milan, Lazio, Bodo/Glimt, Pafos, Cagliari), Thuram è stato inserito solitamente tra il 65′ e il 75′ minuto per dare strappi e fisicità nel momento in cui le squadre si allungano.• L’impatto positivo: Contro il Bodo/Glimt (entrato sul 2-2) e contro il Pafos (entrato sull’1-0) ha aiutato la squadra a consolidare il vantaggio o a vincerla nei minuti finali.• I limiti: Contro difese chiuse e in situazioni di svantaggio (Lazio e Cagliari), il suo ingresso non è bastato per scardinare il muro avversario e ribaltare il risultato.
Se domani sera Thuram dovesse dare forfait, Spalletti perderà il suo miglior “guastatore” di centrocampo. Il rischio principale per la Juve è quello di risultare troppo “leggera” o piatta nella zona nevralgica del campo, un fattore che si è rivelato fatale nei precedenti scontri diretti giocati senza il centrocampista francese.









































