Calcionews24
·8 maggio 2026
Tiago Gabriel sotto la lente d’ingrandimento, la Juventus lo osserva da vicino a Lecce: perché può essere il rinforzo giusto per la difesa del futuro

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La Juventus sta lavorando sottotraccia per rinforzare e blindare il reparto arretrato, puntando gli occhi su uno dei talenti più brillanti e interessanti messi in mostra nell’ultima stagione di Serie A. Un nome nella lista di mercato di Comolli è quello di Tiago Gabriel, il roccioso difensore portoghese che ha dominato le aree di rigore difendendo i colori del Lecce.
Nato il 26 dicembre 2004, Tiago Gabriel incarna alla perfezione il prototipo del difensore centrale moderno. A spiccare è innanzitutto la sua struttura fisica imponente: dall’alto dei suoi 196 centimetri di altezza, il giocatore si è rivelato un ostacolo quasi insormontabile per gli attaccanti avversari, dominando costantemente nei duelli aerei e fisici. I numeri registrati durante l’ultima annata in terra pugliese sono impressionanti e giustificano pienamente il forte interesse dei top club italiani. Con oltre 2800 minuti giocati in 34 presenze, il classe 2004 è stato un pilastro inamovibile e una certezza assoluta per la retroguardia salentina.
Analizzando le caratteristiche tecniche in ottica Juventus, emerge un dato cruciale per lo sviluppo del gioco: l’ottima costruzione dal basso. Il centrale vanta infatti una clamorosa precisione nei passaggi dell’88%, confermando un’eccellente tecnica di base e grande lucidità nel fraseggio corto. Questa visione di gioco, abbinata a una discreta velocità in allungo utile per coprire la profondità, lo renderebbe perfetto per inserirsi in modo fluido sia in una difesa a quattro che in un assetto a tre. Inoltre, il portoghese si è rivelato una minaccia costante sui calci piazzati, firmando ben due gol di testa nel corso del campionato.
Un eventuale e prestigioso approdo a Torino richiederebbe fisiologicamente un mirato lavoro di affinamento tattico. Sebbene risulti spesso insuperabile nelle situazioni di uno contro uno, il marcatore deve ancora migliorare sensibilmente nella gestione della pressione avversaria. Inoltre, servirà arginare e limitare un’eccessiva irruenza giovanile che, a volte, lo porta a tentare interventi rischiosi. Nonostante queste normali sbavature legate all’età, la Juventus intravede in lui le enormi potenzialità per diventare l’erede dei grandi centrali del passato, sfruttando anche la sua grande capacità di adattarsi, all’occorrenza, nel ruolo di terzino bloccato.


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