DirettaCalcioMercato
·7 agosto 2026
Torino, Cairo rompe il silenzio: “Voglio la mia miglior stagione, poi vendo”

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·7 agosto 2026

Sensazioni positive e sguardo rivolto sia al presente che al futuro societario. Dopo la vittoria in amichevole al Filadelfia contro il Vado, il presidente del Torino, Urbano Cairo, ha fatto il punto della situazione in casa granata ai microfoni de La Stampa. Dalla gestione tecnica di Ignazio Abate al lavoro del DS Gianluca Petrachi, fino alle trattative condotte con Bank of America e al mercato in uscita, il patron ha delineato le strategie del club.
Il presidente granata risponde alle contestazioni della piazza e fa chiarezza sulle manifestazioni di interesse ricevute finora per la società:
«Io voglio fare la mia migliore stagione – spiega il presidente – poi dopodiché magari vendo, per cui voglio che ci sia un ricordo bello. Così magari qualcuno dirà “Però Cairo non era così male alla fine”». «Qualcosa c’è – conferma Cairo, – ma non ho ricevuto offerte vere e proprie che sono vincolanti. Diciamo che c’è tanto possesso palla, ma ancora nessun tiro in porta. Lo ribadisco: se c’è qualcuno più bravo e ricco di me, sarò il suo primo tifoso se dovesse arrivare».
Cairo analizza la necessità di completare l’organico con l’arrivo imminente del portiere Lucas Perri e commenta le voci sul giovane Cacciamani, corteggiato dalla Roma:
«Possono essere 3 o 4 – riflette, – ma dipende anche dalle uscite e quindi potrebbero essere anche di più… Ora dobbiamo cedere, ma quando venderemo avremo più possibilità di rimpiazzare con qualcuno di livello, per cui secondo me faremo bene. Sono molto fiducioso». Su Cacciamani: «È con noi da tre anni, ha fatto benissimo nella Juve Stabia e ha un’ottima intesa con Abate – analizza il patron, – poi nella vita non si può dire al 100%, ma l’obiettivo è tenerlo».
Il patron esprime grande fiducia nel lavoro dell’allenatore e nella valorizzazione dei talenti emergenti, citando anche il giovane Andrea Luongo:
«Li fa giocare e crescere senza sosta: lo seguivamo e l’abbiamo preso per questo. Poi ha temperamento, carisma e ha portato un entusiasmo trascinante. Abate è bravo: sta cambiando il modo di giocare della squadra e si sta modificando anche la mentalità». «Un po’ come me, – conclude il patron – anche perché Cairo in greco vuol dire “Cogliere l’opportunità”».







































