Torino, Cairo vende il club? Contatti ormai da diversi mesi con Fassone. La strategia del presidente dei granata è molto chiara | OneFootball

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·4 aprile 2026

Torino, Cairo vende il club? Contatti ormai da diversi mesi con Fassone. La strategia del presidente dei granata è molto chiara

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Torino, Cairo potrebbe decidere di vendere il club nel giro di qualche mese. Ormai da tempo vanno avanti i contatti con Fassone. Le ultime

Il panorama calcistico italiano è scosso da importanti manovre finanziarie che riguardano una delle piazze più storiche del Paese. Il futuro societario del Torino continua a far discutere i vertici della finanza sportiva, aprendo scenari che potrebbero cambiare radicalmente il volto della Serie A nei prossimi anni. Al centro di questo terremoto mediatico e burocratico troviamo una figura ben nota agli esperti di management: il tanto chiacchierato dossier Torino è finito sulla scrivania di Marco Fassone, ex dirigente di alto profilo ora attivo come consulente strategico.

Nonostante le smentite di rito che spesso accompagnano queste trattative, la situazione sembra essere giunta a un punto di svolta. Il club granata, di proprietà di Urbano Cairo, è ormai da mesi al centro di insistenti voci su una possibile vendita, e i dettagli che emergono confermano un attivismo senza precedenti dietro le quinte. Come riportato da Tuttosport, i primi contatti in un clima super riservato tra Cairo e Fassone risalgono all’autunno 2024, proseguendo poi a inizio 2025, delineando una strategia che punta dritta ai mercati esteri.


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Fassone, grazie alla sua consolidata esperienza, agisce come ponte tra la realtà sabauda e i colossi finanziari globali. Sebbene in un primo momento si fosse guardato verso Oriente, il mutato scenario internazionale ha rimescolato le carte. Infatti, le tensioni attuali hanno rallentato i capitali mediorientali, ma ciò non ha scalfito l’appeal del club. Al contrario, il Torino rimane sempre una possibilità di affare molto allettante, specialmente per gli investitori che vedono nel calcio italiano un margine di crescita inespresso.

Il vero cuore dell’operazione, tuttavia, non risiede solo nel prestigio sportivo, ma nel potenziale immobiliare e strutturale. Le possibilità di crescita sul lato infrastrutturale (legate alla questione dello stadio Olimpico Grande Torino) ingolosiscono non poco i gruppi di investitori o fondi di investimento nordamericani. In questa direzione si muovono nomi pesanti della finanza mondiale: si parla con insistenza di Arlington Family Offices, ma soprattutto del coinvolgimento di istituti bancari di primo livello.

Proprio le mosse di Bank of America, che sta facendo circolare negli ambienti finanziari il dossier granata, promuovendo una strategica doppia operazione club più stadio, indicano che la trattativa è entrata in una fase tecnica avanzata.

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