Calcionews24
·3 aprile 2026
Torino, due buone notizie per D’Aversa in vista del Pisa. Rientro anticipato al Filadelfia, ecco cosa è successo

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Tutti a rapporto al Filadelfia per mettere nel mirino la delicata sfida di Pasqua contro il Pisa. Secondo La Gazzetta dello Sport, la nota più lieta è stata la presenza anticipata di Nikola Vlasic e Guillermo Maripan. Nonostante i massacranti voli intercontinentali — il croato ha giocato in Florida, il cileno addirittura in Nuova Zelanda — i due si sono presentati subito al centro sportivo: allenamento regolare per Vlasic, scarico in palestra per Maripan. Un segnale inequivocabile di dedizione alla causa.
La trasferta toscana rappresenta l’esame ideale per certificare i progressi mostrati nelle ultime quattro uscite. Il bilancio di due preziose vittorie (contro Lazio e Parma) e due sconfitte in cui la squadra ha dato battaglia fino all’ultimo secondo (contro Napoli e Milan) racconta di un Torino rigenerato nello spirito. «Non è il modulo, ma l’atteggiamento. Voglio coraggio ed entusiasmo», aveva dichiarato D’Aversa al suo insediamento. Dopo quaranta giorni di lavoro, i granata stanno traducendo in fatti concreti questa filosofia.
Il manifesto del nuovo credo tattico è l’ultima sfida contro il Milan. Pur registrando un possesso palla ridotto al 36,7% (il secondo dato più basso dell’intero campionato), il Torino ha toccato il suo picco di produzione offensiva: 15 tiri totali (di cui 7 nello specchio) e ben 24 cross. È l’identikit di un Toro reattivo, progettato per recuperare palla e verticalizzare all’istante, rifiutando il palleggio sterile.
In questo scacchiere aggressivo, Vlasic è l’uomo chiave: contro i rossoneri ha toccato 72 palloni, primeggiando nei recuperi (10). La manovra, però, si sviluppa prepotentemente sulle fasce, assecondando le precise richieste del tecnico. Marcus Pedersen a destra e Rafel Obrador a sinistra hanno martellato l’area avversaria con 7 palloni a testa. Anche la coralità al tiro (ben 7 giocatori diversi hanno cercato la conclusione) dimostra che l’intraprendenza pretesa da D’Aversa ha preso forma. A Pisa l’obiettivo è trasformarla in continuità.









































