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·30 marzo 2026
Torino, futuro stadio: tre ipotesi per il Grande Torino

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·30 marzo 2026

Il futuro dello stadio del Torino entra in una fase decisiva. Mentre si attende ancora una posizione chiara da parte del presidente Urbano Cairo, iniziano a delinearsi in modo concreto le possibili strade per il destino del Grande Torino.
Secondo quanto analizzato da Calcio e Finanza, sono tre le ipotesi principali sul tavolo, tutte legate alle scelte del Comune e alle intenzioni del club granata. Una decisione che potrebbe arrivare entro il 2026 e che rappresenta un passaggio chiave per il futuro del Torino.

Le opzioni in campo sono tre, ognuna con caratteristiche e implicazioni diverse:
Si tratta di soluzioni già previste anche dal quadro normativo e amministrativo definito dalla giunta comunale, che punta a valorizzare l’impianto e a superare l’attuale fase di incertezza.
La soluzione più immediata sarebbe il rinnovo della concessione, ovvero una prosecuzione dell’attuale rapporto tra il Torino e il Comune.
In questo caso, il club continuerebbe a utilizzare lo stadio senza diventarne proprietario, ma con condizioni economiche probabilmente riviste rispetto al passato. Una strada che garantirebbe continuità, ma che difficilmente permetterebbe investimenti strutturali importanti.

La seconda opzione rappresenta una via intermedia. Si tratta della cessione del diritto di superficie per un lungo periodo, fino a 99 anni.
In questo scenario, il Torino avrebbe la possibilità di gestire e sviluppare lo stadio come se fosse di proprietà, pur senza acquistarlo definitivamente. Una formula già vista in altri contesti del calcio italiano, che consentirebbe al club di programmare interventi e investimenti a lungo termine.
La terza strada è quella di un partenariato pubblico-privato. In questo caso, un soggetto privato potrebbe presentare un progetto per la gestione e la valorizzazione dello stadio, condividendo rischi e benefici con l’amministrazione.
Si tratterebbe di un accordo inizialmente della durata di circa 30 anni, eventualmente rinnovabile, basato su un progetto industriale e infrastrutturale più ampio.
Il tempo, però, non è infinito. Il percorso avviato dal Comune prevede tappe precise, con il 2026 indicato come l’anno chiave per arrivare a una soluzione definitiva.
La concessione attuale è stata prorogata fino al 31 dicembre 2026, proprio per consentire alle parti di trovare un accordo senza interrompere l’attività sportiva.
Ma oltre quella data sarà necessario avere certezze, sia per motivi amministrativi sia per le esigenze del club, che dovrà indicare uno stadio per le stagioni future.
La questione stadio non riguarda solo la gestione di un impianto, ma il modello di sviluppo del Torino. Nel calcio moderno, avere uno stadio sotto controllo diretto o quasi è fondamentale per aumentare i ricavi e costruire progetti ambiziosi.
Dalla biglietteria agli eventi, fino alle attività commerciali e immobiliari, lo stadio è ormai un asset centrale. E il Torino, da questo punto di vista, è ancora in una fase di transizione.

Il Comune ha già fatto i suoi passi, rimuovendo ostacoli come l’ipoteca e aprendo a nuove possibilità di gestione. Ora la palla passa al club e al suo presidente.
Le tre ipotesi sono sul tavolo, ma serve una scelta. E soprattutto serve in tempi brevi.









































