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·1 ottobre 2026
Torino, il ritorno di Rodriguez può cambiare la difesa di Abate

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·1 ottobre 2026

Il gol con la Svizzera è il segnale più recente, ma il valore del difensore va oltre la rete: mancino, esperienza e duttilità per una retroguardia ancora in cerca dell'assetto migliore.
Il gol segnato con la Svizzera è la fotografia più evidente, ma non necessariamente la più importante.
Ricardo Rodriguez torna verso Torino con qualcosa che Abate aspettava da settimane: una condizione in crescita e una maggiore disponibilità di minuti nelle gambe.
Il difensore ha giocato due partite da titolare con la Svizzera durante la sosta e contro la Scozia ha anche trovato il gol su punizione nel successo per 3-0.
Adesso il tema diventa soprattutto tecnico.
Che cosa può cambiare Rodríguez nella difesa del Torino?

UNA SOLUZIONE IN PIÙ PER ABATE
Il nuovo Torino è ancora alla ricerca della propria fisionomia.
Abate ha utilizzato una difesa a tre e ha lavorato anche su altre soluzioni tattiche. In questo scenario Rodriguez può rappresentare una pedina particolarmente interessante.
Il suo piede sinistro naturale permette ad Abate di avere un giocatore (l'unico) capace di costruire da dietro, occupare il centrosinistra della linea e dare qualità alla prima impostazione.
Ma non è soltanto una questione di ruolo.

L'ESPERIENZA CHE MANCA
Il Torino ha costruito una rosa molto rinnovata.
In difesa ci sono giocatori giovani come Pietro Comuzzo e Niccolò Fortini, oltre a elementi più esperti come Eray Cömert, Ardian Ismajli, Nathan Patterson e lo stesso Rodríguez. La rosa ufficiale del Torino comprende nove difensori.
Rodriguez, con i suoi 34 anni e le oltre 140 presenze con la Svizzera, è uno dei giocatori con maggiore esperienza internazionale del gruppo.
Questo non significa automaticamente che debba essere titolare.
Significa però che Abate ha a disposizione un profilo differente rispetto a molti dei suoi compagni.
Uno di quei giocatori che possono essere utilizzati non soltanto per quello che fanno con il pallone, ma anche per la gestione dei momenti della partita.
C'è poi un aspetto puramente tecnico.
Il mancino di Rodríguez può diventare una risorsa nella costruzione del gioco.
Quando il Torino deve uscire dalla prima pressione, avere un difensore naturale sul centrosinistra può consentire di ampliare il campo e trovare più facilmente la mezzala o l'esterno.
E poi c'è il calcio piazzato.
Contro la Scozia Rodríguez ha dimostrato ancora una volta di poter essere pericoloso dalla distanza, trasformando direttamente una punizione dal limite.
Il Torino ha anche Rolando Mandragora come specialista.
Avere un secondo giocatore con queste caratteristiche aumenta le possibilità di Abate sulle palle inattive.

IL RITORNO È UNA GARANZIA
Il gol con la Svizzera non significa che Rodríguez debba automaticamente partire titolare contro l'Udinese.
Il difensore ha giocato appena 17 minuti con il Torino in questa stagione e deve ancora completare il percorso di inserimento nella squadra.
La stessa convocazione in Nazionale, arrivata pochi giorni dopo il suo ritorno in granata, gli ha tolto parte del lavoro quotidiano che avrebbe potuto svolgere al Filadelfia.
Ora dovrà trasformare i minuti accumulati con la Svizzera in continuità anche con il club.
Ed è proprio questo il passaggio che interessa maggiormente Abate.
Il Torino ha bisogno di trovare certezze.
Non soltanto davanti a Lucas Perri, ma anche nella gestione delle fasi di possesso, nella prima costruzione e nella capacità di difendere con ordine quando la squadra perde palla.
Rodríguez non può risolvere da solo tutti questi problemi.
Può però aggiungere esperienza, qualità tecnica e una soluzione tattica in più.
Ed è probabilmente questo il vero significato del suo ritorno.
Il gol di Glasgow è stato il momento più vistoso.
Il vero esame arriverà quando tornerà a vestire la maglia granata.
Il calendario offre già una data precisa: lunedì 12 ottobre alle 20:45, Torino-Udinese.
Sarà la prima partita dopo la sosta e il primo vero momento per valutare la condizione dei tanti nazionali granata.
Per Rodríguez sarà anche un'occasione particolare.
È tornato al Torino per essere protagonista.
La parentesi con la Svizzera gli ha restituito minuti e fiducia.
Adesso dovrà dimostrare di poterli trasferire anche nel nuovo Toro di Abate.







































