Calcio e Finanza
·2 marzo 2026
Torna il fuorigioco con “luce”? La proposta di Wenger sarà testata nel campionato canadese

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Arsène Wenger continua a spingere per una rivoluzione della regola del fuorigioco e la sua proposta compie un passo concreto verso una possibile introduzione nel calcio professionistico. Le modifiche sostenute dall’ex allenatore dell’Arsenal, oggi responsabile dello sviluppo globale del calcio della FIFA, saranno infatti testate a partire dal prossimo mese nella Canadian Premier League (CPL), aprendo un nuovo fronte di discussione anche sul futuro regolamentare e commerciale del gioco.
Entrato in FIFA nel novembre 2019, Wenger lavora da oltre sei anni su una revisione della norma con l’obiettivo dichiarato di favorire il gioco offensivo e aumentare il numero di gol, elemento considerato centrale anche in termini di spettacolarità e attrattività del prodotto calcio. Il dirigente francese è il principale sostenitore della cosiddetta regola della “luce” tra i giocatori, pensata per restituire vantaggio agli attaccanti rispetto all’attuale interpretazione sempre più influenzata dalla tecnologia.
Secondo la sua proposta, un giocatore sarebbe segnalato in fuorigioco solo se il suo corpo fosse stato completamente oltre la linea dell’ultimo difensore, una riproposizione del cosiddetto concetto di “luce” tra attaccante e difendente. In altre parole, se una parte del corpo dell’attaccante è allineata con quella del difensore, la posizione sarà considerata regolare. Questa ipotesi è già stata sperimentata la scorsa stagione in tornei giovanili in Italia e in Svezia.
Un’ipotesi giudicata finora troppo radicale dall’International Football Association Board (IFAB), l’organo che stabilisce le regole del gioco, e che non ha trovato il sostegno della UEFA. Nonostante le resistenze europee, il progetto ha però ottenuto il via libera per una sperimentazione nella Canadian Premier League, il campionato canadese che prenderà il via ad aprile.
La regola della “luce” era stata testata in precedenza soltanto in competizioni giovanili, mentre il Canada rappresenterà il primo banco di prova a livello professionistico. Una scelta non casuale: un contesto lontano dalla pressione mediatica dei principali campionati europei ma sufficientemente strutturato per valutare l’impatto della modifica sul gioco. La CPL, inoltre, non utilizza attualmente il VAR, elemento che potrebbe incidere sull’analisi dei risultati della sperimentazione ma che allo stesso tempo riduce il rischio di polemiche legate alle decisioni tecnologiche.
Spiegando la propria proposta, Wenger ha ricordato l’origine del cambiamento regolamentare introdotto negli anni Novanta: «Era il 1990, dopo il Mondiale in Italia, quando si segnavano pochi gol. Decidemmo che non ci sarebbe più stato fuorigioco quando un giocatore era sulla stessa linea del difensore. Nel dubbio, il dubbio favorisce l’attaccante. Significa che quando c’è anche solo una frazione, il vantaggio va all’attaccante. Con il VAR questo vantaggio è scomparso e per molte persone è frustrante», ha aggiunto. «Per questo ho proposto che, finché una qualsiasi parte del tuo corpo è sulla stessa linea del difensore, non sei in fuorigioco. Ora lo stiamo sperimentando. Tra un anno la decisione sarà presa dall’IFAB, non da me».
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