Calcio e Finanza
·8 giugno 2026
Torna il risiko bancario, guerra fra Banco BPM e Intesa-BPER-Unipol per MPS: le reazioni della Borsa

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·8 giugno 2026

La profezia dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, secondo cui «tutte le strade portano a Siena», si è avverata. Sull’istituto senese, trasformato da Cenerentola a reginetta del credito italiano, si sono appuntati gli occhi di tutti i protagonisti del mondo bancario. A rompere gli indugi è stato Banco Bpm, che ha invitato Mps a discutere una fusione “tra pari” da cui nascerebbe il secondo polo bancario in Italia alle spalle di Intesa Sanpaolo.
Una proposta arrivata con l’appoggio in CdA dei rappresentanti del Credit Agricole, primo azionista del Banco, che da un’eventuale operazione con il Monte potrebbe uscire con una contropartita di asset – si parla di sportelli ma anche della quota di Bpm nel credito al consumo di Agos – che ne consoliderebbe la presenza in Italia, secondo mercato dei francesi dopo quello domestico.
Ma dietro le quinte stavano già tessendo la tela Intesa e Bper, banca di cui è azionista di riferimento Unipol. Al punto che l’invito a trattare del Banco appare un’accelerazione volta a non farsi trovare spiazzati. Mps d’altra parte è un boccone che fa gola a tanti. Risanato da Lovaglio e portato alla conquista di Mediobanca, l’istituto senese è ora uno dei meglio capitalizzati d’Europa, con un piano industriale che prevede la realizzazione di 3,7 miliardi di utili al 2030 e la distribuzione di 16 miliardi di dividendi.







































