Pagine Romaniste
·11 giugno 2026
Tovalieri: “Di Bartolomei aveva un fascino incredibile. La Roma farà tre o quattro colpi di spessore”

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·11 giugno 2026

Sandro Tovalieri, ex attaccante giallorosso, ha gentilmente ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua carriera ai microfoni di CalcioStyle: dall’emozione del primo gol in Serie A segnato contro il Napoli di Maradona, fino allo Scudetto soltanto sfiorato con la Roma. Non sono mancate riflessioni sul calcio di ieri e di oggi, con uno sguardo anche alle difficoltà attuali del calcio italiano.
Com’è stato crescere da giovane all’interno della Roma di Nils Liedholm? Il compagno più forte?
“All’epoca la Roma era fortissima, difficile dirne solo uno. Ho sempre avuto un legame particolare con Bruno Conti, per me era davvero un’ icona. Anche il grande Agostino Di Bartolomei, aveva un fascino incredibile. Già dalle prime volte che ho iniziato ad allenarmi in prima squadra a 16 anni, era un punto di riferimento importante ma non faceva sentire il suo peso di capitano, cercava di farti sentire incluso nel gruppo. Persona straordinaria, sono felice che sia ricordato sempre con tanto affetto da tutti i tifosi romanisti”.
“Proprio nello stesso anno del gol che ricordo più piacere della mia carriera, arriva questa enorme delusione. Penso spesso a cosa sarebbe stato diventare campione d’Italia con la Roma a vent’anni. Scrivere la storia con il club con cui sei cresciuto, rimanere per sempre nell’affetto di tutti i tifosi, e chissà, magari anche riscrivere la propria storia personale: con lo Scudetto sarei potuto restare a Roma per tutta la carriera. Aldilà di quella partita fu comunque una stagione bellissima, vincemmo la Coppa Italia nel quale apportai un contributo molto importante (8 gol in 11 partite nella competizione, ndr). Mi ricordo l’enorme entusiasmo della gente, che ci applaudì anche dopo la gara contro il Lecce, lo Scudetto sarebbe stata la ciliegina sulla torta”.
“No, non me lo aspettavo, immaginavo una Roma in crescita anno dopo anno, ma non già pronta per la Champions. È stato bravo a crederci sempre nonostante le difficoltà, il non aver avuto per gran parte dell’anno attaccanti forti, senza Dybala per tante partite. Ma non ha mai mollato né lui né la squadra, e alla fine ha raggiunto un ottimo 3° posto dopo tanti anni. Un traguardo importante per la Roma tornare a giocare la Champions, anche dal punto di vista economico da un po’ di respiro alle casse. Si è meritato la fiducia e il potere dato dalla società: sono sicuro che con lui i giallorossi alzeranno l’asticella e torneranno a lottare per lo Scudetto”.
Un parere sui Friedkin.
“Parere positivo, mi piacciono: anche se non si vedono e non si sentono mai. Preferisco chi agisce così, che pensa a fare le cose e non si perde in chiacchiere. Hanno mostrato di voler fare grandi cose alla Roma investendo tanti soldi ogni anno, stanno portando avanti il progetto dello stadio di proprietà. Agli occhi dei tifosi può sembrare che gli interessi poco perché non si sbilanciano mai, ma sia padre che figlio mi danno la sensazione di essere innamorati della Roma, con i loro interessi, e che vogliano vincere. E sembra che abbiano imparato dagli errori passati: speriamo che possano accontentare Gasperini sul mercato”.
“Mi è dispiaciuto il modo con cui sia finito il rapporto tra Ranieri e i giallorossi, colui che aveva scelto e convinto Gasperini. Ma come si dice passano presidenti, giocatori e allenatori, ma la Roma resta al centro di tutto. Credo che non si siano trovati bene diverse questioni, mercato, gestione infortuni, e poi si è arrivati allo scontro. Ma Gasperini ha mostrato polso. Scavalcare e per certi versi allontanare Ranieri, un icona romanista, non era facile. Anche la tifoseria, pur rispettando la la figura di Ranieri si è totalmente schierata con l’allenatore”.
Che mercato ti aspetti da parte dei giallorossi?
“Greenwood sarebbe un gran colpo. Ma aldilà dei nomi, sono sicuro che la Roma farà 3/4 acquisti di spessore per alzare l’asticella. Mi aspetto anche poche cessioni, al massimo un solo partente: la rosa va migliorata ma lasciata intatta”.







































